La protesta
Preso in due giorni il rapinatore delle slot
Incastrato dalla polizia grazie all’auto usata per la fuga. Ma aveva già speso metà bottino in altre macchinette mangiasoldi
VENTURINA. Ha avuto solo due giorni per godersi il bottino il rapinatore che, il 17 ottobre mattina, ha portato via l’intero incasso dalla sala slot di Venturina, al centro commerciale La Monaca.
Ma in due giorni è comunque riuscito a spendere più della metà in un’altra sala scommesse, a Follonica, senza peraltro vincere nulla. Qualcosa ha usato per pagare alcune bollette, ma circa 2000 euro su 3700 li ha gettati via in poche ore nelle macchinette mangiasoldi.
La squadra anticrimine del Commissariato, da poco riorganizzata dal dirigente, Walter Delfino, è infatti riuscita a identificarlo grazie ad indagini molto puntuali e, giovedì pomeriggio, lo ha incastrato perquisendo la sua abitazione a Venturina, dove fra l’altro lavora come operaio.
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Si tratta di un uomo di 47 anni, originario di Venturina, residente in paese. Non si tratta, quindi, come pareva, di un uomo del sud Italia: lo stesso ha ammesso di aver camuffato la voce per depistare le indagini.
La polizia, visto che è incensurato e che è affetto da “ludopatia” (la dipendenza dal gioco d’azzardo, ndr), ha fornito solo le iniziali, A.P., anche se l’uomo, accusato di rapina aggravata dall’uso del coltello e dal “travisamento” del volto, rischia almeno quattro anni di carcere.
La rapina era avvenuta il 17, intorno alle 10, alla sala slot del centro commerciale La Monaca. Ma le telecamere della sala, pur capillari, non erano riuscite a registrare né l’ingresso né l’uscita dal locale.
Così gli uomini dell’anticrime, coordinati direttamente dal procuratore capo di Livorno Ettore Squillace Greco, hanno allargato il campo e hanno acquisito, peraltro grazie alla collaborazione dei commercianti della zona, le immagini di numerose telecamere, anche a una certa distanza dal luogo del colpo.
E una di queste, ad alcune centinaia di metri da centro commerciale, aveva in effetti ripreso l’uomo che parcheggiava la sua Fiat Bravo bordò, si metteva felpa, cappuccio in testa e occhiali da sole e, dopo qualche minuto, tornava a corsa e si dava alla fuga. Le immagini, però, non consentivano di leggere la targa.
Ma la via scelta per la fuga, una strada secondaria, ha fatto pensare alla polizia che potesse trattarsi di qualcuno del posto. Le successive indagini hanno dato buoni risultati, perché un testimone ha raccontato di aver notato la Fiat Bravo fare benzina al distributore della Conad, il giorno successivo alla rapina.
E qui le telecamere sono numerose e ad alta risoluzione, quindi la polizia ha potuto leggere la targa e identificare il rapinatore. Che, peraltro, mentre faceva benzina aveva la stessa felpa usata il giorno prima.
La perquisizione a casa sua ha fatto il resto. L’uomo, vistosi scoperto, ha ammesso le proprie colpe e ha riconsegnato alla polizia quanto rimasto del bottino, circa 1600 euro, avendo speso il resto in scommesse a Follonica e per pagare qualche bolletta.
Venerdì 20 ottobre mattina, a Livorno, si è tenuta l’udienza di convalida. Vista la piena confessione, la restituzione di parte del bottino e il fatto che l’uomo è incensurato, il Gip ha deciso di rimetterlo in libertà. Assistito da un avvocato di Cecina, comparirà comunque nei prossimi mesi davanti al giudice, per rispondere di rapina aggravata.
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