La protesta
Nasce “Abbasso la Tari” contro il caro rifiuti
A Campiglia si organizza un comitato di commercianti, imprenditori e cittadini che giudica ingiustificati gli aumenti: «Vogliamo una gestione più oculata»
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CAMPIGLIA. Le piccole e medie imprese, i commercianti e i cittadini si costituiscono in comitato anti-Tari. Non si placa, nel comune di Campiglia la protesta contro l’aumento della tassa sui rifiuti.
Dopo la molto partecipata riunione di mercoledì 11 Ottobre al “Centro Giovani” di Cafaggio sono all’orizzonte nuove iniziative. Commercianti, imprese e semplici cittadini, infatti, si sono spontaneamente costituiti nel comitato “Abbasso la Tari” per avere un contatto diretto con l’amministrazione comunale.
«Tutto ciò – dicono gli organizzatori – nasce dalla necessità di esaminare al meglio gli atti amministrativi che hanno portato alla maggiorazione della tassa, affinché si possa arrivare a una gestione più oculata dei rifiuti e delle spese che questi comportano».
L’aumento, da una parte, sarebbe giustificato dall’adeguamento delle tariffe dovuto all’obbligatorio passaggio dalla gestione Asiu a quella dell’ambito regionale, ma la sua suddivisione su tre anni sta risultando molto pesante nell’anno 2017.
«D’altro canto, la maggiorazione della Tari è causata anche e sopratutto dai costi fissi – proseguono dal Comitato – come quelli dovuti a mezzi, personale, attrezzature e sedi di impianto, e per questo la ripartizione del territorio in aree di competenza più vaste delle precedenti non porta il beneficio economico per cui è stata scelta. Questa nuova gestione, insomma, non riduce i costi e non garantisce un servizio migliore, quando gli Ato (Ambiti territoriali ottimali) avrebbero dovuto garantire economie di scala. Il salasso Tari si è sommato alle altre scadenze del periodo e ha aggravato la già critica situazione economica delle aziende.
«Per di più - dicono al Comitato – sono a rischio anche i posti di lavoro per l’imporsi della drammatica alternativa “O pago le tasse, particolarmente gravose a inizio anno, o pago gli stipendi”. Un circolo vizioso, insomma, che rischia di deprimere ulteriormente un’economia che, dopo anni di crisi profonda, da poco tempo a questa parte sta cercando con fatica di sollevare la testa e di rimettersi in moto».
L’obiettivo del comitato “Abbasso la Tari è dunque «fare in modo che i cittadini possano avere una voce unitaria e diventare protagonisti della vita sociale del proprio comune, promuovendo – è la conclusioone – iniziative per la manifestazione del dissenso suscitato dall’aumento di questa tassa a oggi insostenibile».
Dopo la molto partecipata riunione di mercoledì 11 Ottobre al “Centro Giovani” di Cafaggio sono all’orizzonte nuove iniziative. Commercianti, imprese e semplici cittadini, infatti, si sono spontaneamente costituiti nel comitato “Abbasso la Tari” per avere un contatto diretto con l’amministrazione comunale.
«Tutto ciò – dicono gli organizzatori – nasce dalla necessità di esaminare al meglio gli atti amministrativi che hanno portato alla maggiorazione della tassa, affinché si possa arrivare a una gestione più oculata dei rifiuti e delle spese che questi comportano».
L’aumento, da una parte, sarebbe giustificato dall’adeguamento delle tariffe dovuto all’obbligatorio passaggio dalla gestione Asiu a quella dell’ambito regionale, ma la sua suddivisione su tre anni sta risultando molto pesante nell’anno 2017.
«D’altro canto, la maggiorazione della Tari è causata anche e sopratutto dai costi fissi – proseguono dal Comitato – come quelli dovuti a mezzi, personale, attrezzature e sedi di impianto, e per questo la ripartizione del territorio in aree di competenza più vaste delle precedenti non porta il beneficio economico per cui è stata scelta. Questa nuova gestione, insomma, non riduce i costi e non garantisce un servizio migliore, quando gli Ato (Ambiti territoriali ottimali) avrebbero dovuto garantire economie di scala. Il salasso Tari si è sommato alle altre scadenze del periodo e ha aggravato la già critica situazione economica delle aziende.
«Per di più - dicono al Comitato – sono a rischio anche i posti di lavoro per l’imporsi della drammatica alternativa “O pago le tasse, particolarmente gravose a inizio anno, o pago gli stipendi”. Un circolo vizioso, insomma, che rischia di deprimere ulteriormente un’economia che, dopo anni di crisi profonda, da poco tempo a questa parte sta cercando con fatica di sollevare la testa e di rimettersi in moto».
L’obiettivo del comitato “Abbasso la Tari è dunque «fare in modo che i cittadini possano avere una voce unitaria e diventare protagonisti della vita sociale del proprio comune, promuovendo – è la conclusioone – iniziative per la manifestazione del dissenso suscitato dall’aumento di questa tassa a oggi insostenibile».
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