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Aferpi, Calenda ribadisce: niente proroghe

 Aferpi, Calenda ribadisce: niente proroghe

Il ministro conferma la linea dura in un colloquio con Velo. A Roma sbloccati i 30 milioni per il sostegno ai lavoratori dell’indotto

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PIOMBINO. Il Governo non accetterà richieste di proroga e se il 31 Aferpi non porterà novità concrete (soldi, un partner o un compratore) si andrà alla rescissione. Lo ha confermato ieri il ministro Carlo Calenda a Silvia Velo spiegando durante un colloquio, come ha riferito la sottosegretaria, «che intende procedere, speditamente e senza alcun indugio, all’attuazione di quanto stabilito nell’addendum del 30 giugno, in scadenza il 31 ottobre. Il ministro mi ha poi assicurato – prosegue Velo – di aver previsto nel decreto fiscale, approvato venerdì in Consiglio dei ministri, un fondo di 300 milioni destinato a garantire la continuità produttiva per le aziende in amministrazione straordinaria, in particolare Piombino e Taranto».

Domani molto probabilmente Calenda incontrerà l’ad di Aferpi, Said Benikene, a cui ribadirà le sue intenzioni. Se salterà l’affare con Sajjan Jindal (varie fonti confermano che le trattative sono interrotte) si andrebbe quindi al commissariamento, con una sorta di prestito ponte per far funzionare i laminatoi e avere la fabbrica almeno parzialmente in marcia quando ci sarà una nuova gara, a quel punto inevitabile.

Ieri mattina poi è andata in scena la protesta dei sindacati e dei lavoratori dell’indotto davanti al ministero del Lavoro contro i ritardi nello sblocco dei 30 milioni di risorse regionali destinati ad assicurare 500 euro al mese per sei mesi agli operai rimasti senza ammortizzatori sociali.

Fim, Fiom e Uilm sono state ricevute da funzionari del ministero del Lavoro e dell’Inps, secondo cui «entro la prossima settimana – si legge in una nota sindacale – tutta la documentazione corredata delle firme autorizzative sarà presentata al presidente dell’Inps, Tito Boeri, per la firma finale della determina».

Sulla mobilità in deroga per il 2017, prevista per le aree di crisi complessa, il sindacato ha fatto presente alla direzione che la clausola perentoria di accesso “senza soluzione di continuità” con la vecchia mobilità, «è fortemente penalizzante per i lavoratori. Soprattutto per quelli che hanno fatto qualche giornata di lavoro e che per questo si vedono rifiutare la mobilità in deroga a causa dell’interruzione. L’Inps ci ha risposto che è in corso una discussione per approvare una moratoria, ma solo per coloro che hanno lavorato prima che questa normativa fosse in vigore, fino a maggio 2017».

Al ritorno da Roma poi i sindacati hanno tappezzato la città di striscioni contro la permanenza di Cevital.

Francesca Re David, segretaria generale Fiom, e Mirco Rota, coordinatore Fiom pe la siderurgia, in una nota hanno parlato di «un passo avanti verso l’effettivo utilizzo dei 30 milioni residui, ma è necessario che la manovra finanziaria del Governo contenga risorse finalizzate alla continuità degli ammortizzatori sociali».

Per il Governatore Enrico Rossi, ieri a Roma «È stato premiato l’impegno della Toscana per assicurare lo sblocco delle risorse a suo tempo assegnate dal ministero e indispensabili per finanziare misure adeguate al rilancio dell’occupazione in Toscana e, in particolare, nelle aree di crisi».

Stefano Fassina e Alessia Petraglia, di Sinistra Italiana, hanno giudicato positivamente l’incontro di ieri al ministero, sostenendo però che «l’impegno più grande deve essere impiegato per far ripartire l’economia nelle aree di crisi. A Piombino questo si traduce non ritardando le bonifiche, che potrebbero rioccupare proprio molti lavoratori dell’indotto»(cloz)

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