Il dolore
Tessere Pd, stasera nuova commissione
di Guido Fiorini
Riammessi 298 (su 309) degli iscritti contestati. Ma domenica sera non c’è stato accordo sull’anagrafe complessiva
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PIOMBINO. La vicenda delle tessere del Pd contestate e quindi della data di inizio del congresso è ancora nel limbo.
“Fra color che sono sospesi” ci sono un po’ tutti i protagonisti, da una parte e dall’altra, e questa sera il presidente Luciano Guerrieri ha di nuovo convocato la commissione di garanzia che deve certificare l’anagrafe degli iscritti, quindi degli aventi diritto al volo. Quella di domenica sera, che avrebbe dovuto dare il via libera ai nomi, e quindi convocare il congresso, è infatti terminata 4 voti a 4, gli appartenenti alle due mozioni sono ancora muro contro muro. Chissà se poi questi riusciranno, finito il congresso, a trovare una via comune per i prossimi appuntamenti, uno su tutti le prossime amministrative fissate per il 2019, ai quali dovrebbero presentarsi come un partito unico. E magari affrontare qualche tema concreto per Piombino e la Val di Cornia.
La commissione regionale aveva stabilito che gli ormai famosi 309 nuovi tesserati dovevano ripresentarsi ai circoli per “perfezionare” (o “regolarizzare”, a seconda da chi interpreta la decisione) la propria iscrizione al partito. La scadenza era fissata, appunto, per domenica 15. Quelli che si sono ripresentati sono stati 298 su 309 (20 al Cotone su 21; 60 a Venturina su 63; 71 a Salivoli su 71 e 147 al Berlinguer su 154). «Riportare in pochi giorni quasi tutte queste persone – ha commentato Gianni Anselmi – in un circolo per perfezionare la propria iscrizione, è un grande risultato. Conferma che sono tutte persone reali e tutte intenzionate a partecipare alla vita politica del Pd, sposando un progetto politico».
Sulla vicenda hanno diffuso un comunicato Kety Pini, Delia Del Carlo, Angelo Pagliaro, Michela Corsini, membri della commissione territoriale per il congresso.
«Vogliamo informare gli iscritti e gli elettori del nostro partito rispetto a quanto sta accadendo all’interno del Pd sulle regole basilari su cui si dovrebbe celebrare la nostra tornata congressuale. Omettiamo volutamente la vicenda dei 298 neo iscritti che hanno perfezionato la propria iscrizione solo grazie alle disposizioni previste dalla commissione regionale. Per la funzione che svolgiamo vogliamo, invece, sottolineare la strutturale incertezza del diritto che caratterizza questa fase pre congressuale del Pd. Ci sono tre elementi di estrema gravità che hanno caratterizzato la discussione dell’ultima commissione territoriale. 1)Il numero degli iscritti è cambiato 3 volte in 18 giorni. Durante la seduta della commissione del 15 ci è stato illustrato un computo numerico dell’anagrafe degli iscritti che è cambiato per la terza volta a tesseramento concluso. Siamo partiti con 999 iscritti il 28 settembre poi scesi, per errori materiali dichiarati dall’ufficio adesioni, a 949 e infine risaliti a 968 nell’ultima seduta. 2) Inaccessibilità dell’anagrafe nominativa. Fino al 3 ottobre è risultato inaccessibile l’elenco dei nominativi dei nuovi iscritti, peraltro in continua e ambigua evoluzione, e comunicato formalmente al Pd regionale il 6, 11 giorni dopo la chiusura ufficiale del tesseramento. 3) Divieto di verifica dei nuovi iscritti. L’estrema confusione attorno alla procedura del tesseramento ci ha spinto, come buon senso imporrebbe, nell’interesse generale del Pd di chiedere di vedere i tagliandi di adesione firmati dai nuovi iscritti per compararli con i nominativi inseriti nell’anagrafe. Questa richiesta ci è stata negata adducendo un motivo ben più grave, ovvero che tale richiesta rappresentava un “abuso di funzioni”. Per questi motivi specifici, per queste incomprensibili chiusure, per questo tentativo di voler portare in seno alla commissione di garanzia alcune dinamiche congressuali che dovrebbero, altresì, rimanerne fuori non è stato possibile certificare gli iscritti al nostro partito essendo necessaria una maggioranza di 2/3 dei componenti. Non ci è risultato onesto e trasparente verso il nostro partito votare un numero di nuovi iscritti in continua e ambigua evoluzione a tesseramento ampiamente concluso e una anagrafe degli iscritti di cui ci è stata impedita la verifica puntuale. Non si può votare un numero senza vedere i nomi e i cognomi delle persone che lo compongono: questo è uno dei compiti prioritari della commissione di garanzia per il congresso. Le nostre regole prevedono, a questo punto, che la certificazione venga effettuata dalla commissione nazionale di garanzia. Che lo si faccia al più presto mettendo la nostra comunità in grado di celebrare il proprio congresso in condizioni di regolarità e trasparenza».
“Fra color che sono sospesi” ci sono un po’ tutti i protagonisti, da una parte e dall’altra, e questa sera il presidente Luciano Guerrieri ha di nuovo convocato la commissione di garanzia che deve certificare l’anagrafe degli iscritti, quindi degli aventi diritto al volo. Quella di domenica sera, che avrebbe dovuto dare il via libera ai nomi, e quindi convocare il congresso, è infatti terminata 4 voti a 4, gli appartenenti alle due mozioni sono ancora muro contro muro. Chissà se poi questi riusciranno, finito il congresso, a trovare una via comune per i prossimi appuntamenti, uno su tutti le prossime amministrative fissate per il 2019, ai quali dovrebbero presentarsi come un partito unico. E magari affrontare qualche tema concreto per Piombino e la Val di Cornia.
La commissione regionale aveva stabilito che gli ormai famosi 309 nuovi tesserati dovevano ripresentarsi ai circoli per “perfezionare” (o “regolarizzare”, a seconda da chi interpreta la decisione) la propria iscrizione al partito. La scadenza era fissata, appunto, per domenica 15. Quelli che si sono ripresentati sono stati 298 su 309 (20 al Cotone su 21; 60 a Venturina su 63; 71 a Salivoli su 71 e 147 al Berlinguer su 154). «Riportare in pochi giorni quasi tutte queste persone – ha commentato Gianni Anselmi – in un circolo per perfezionare la propria iscrizione, è un grande risultato. Conferma che sono tutte persone reali e tutte intenzionate a partecipare alla vita politica del Pd, sposando un progetto politico».
Sulla vicenda hanno diffuso un comunicato Kety Pini, Delia Del Carlo, Angelo Pagliaro, Michela Corsini, membri della commissione territoriale per il congresso.
«Vogliamo informare gli iscritti e gli elettori del nostro partito rispetto a quanto sta accadendo all’interno del Pd sulle regole basilari su cui si dovrebbe celebrare la nostra tornata congressuale. Omettiamo volutamente la vicenda dei 298 neo iscritti che hanno perfezionato la propria iscrizione solo grazie alle disposizioni previste dalla commissione regionale. Per la funzione che svolgiamo vogliamo, invece, sottolineare la strutturale incertezza del diritto che caratterizza questa fase pre congressuale del Pd. Ci sono tre elementi di estrema gravità che hanno caratterizzato la discussione dell’ultima commissione territoriale. 1)Il numero degli iscritti è cambiato 3 volte in 18 giorni. Durante la seduta della commissione del 15 ci è stato illustrato un computo numerico dell’anagrafe degli iscritti che è cambiato per la terza volta a tesseramento concluso. Siamo partiti con 999 iscritti il 28 settembre poi scesi, per errori materiali dichiarati dall’ufficio adesioni, a 949 e infine risaliti a 968 nell’ultima seduta. 2) Inaccessibilità dell’anagrafe nominativa. Fino al 3 ottobre è risultato inaccessibile l’elenco dei nominativi dei nuovi iscritti, peraltro in continua e ambigua evoluzione, e comunicato formalmente al Pd regionale il 6, 11 giorni dopo la chiusura ufficiale del tesseramento. 3) Divieto di verifica dei nuovi iscritti. L’estrema confusione attorno alla procedura del tesseramento ci ha spinto, come buon senso imporrebbe, nell’interesse generale del Pd di chiedere di vedere i tagliandi di adesione firmati dai nuovi iscritti per compararli con i nominativi inseriti nell’anagrafe. Questa richiesta ci è stata negata adducendo un motivo ben più grave, ovvero che tale richiesta rappresentava un “abuso di funzioni”. Per questi motivi specifici, per queste incomprensibili chiusure, per questo tentativo di voler portare in seno alla commissione di garanzia alcune dinamiche congressuali che dovrebbero, altresì, rimanerne fuori non è stato possibile certificare gli iscritti al nostro partito essendo necessaria una maggioranza di 2/3 dei componenti. Non ci è risultato onesto e trasparente verso il nostro partito votare un numero di nuovi iscritti in continua e ambigua evoluzione a tesseramento ampiamente concluso e una anagrafe degli iscritti di cui ci è stata impedita la verifica puntuale. Non si può votare un numero senza vedere i nomi e i cognomi delle persone che lo compongono: questo è uno dei compiti prioritari della commissione di garanzia per il congresso. Le nostre regole prevedono, a questo punto, che la certificazione venga effettuata dalla commissione nazionale di garanzia. Che lo si faccia al più presto mettendo la nostra comunità in grado di celebrare il proprio congresso in condizioni di regolarità e trasparenza».
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