Il Tirreno

Nuovo ricorso, il congresso Pd slitta

di Guido Fiorini
Alberta Ticciati e Ilvio Camberini, i due segretari di circolo che hanno fatto ricorso
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Alberta Ticciati e Ilvio Camberini, i due segretari di circolo che hanno fatto ricorso

Non si placa la questione delle tessere: Ticciati, Camberini e Scali si rivolgono alla commissione nazionale. "Si regolarizzino i 309, ma senza farli votare"

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PIOMBINO. Il congresso del Pd, a Piombino e in Val di Cornia, slitta ancora.

E slitta perché venerdì 13 pomeriggio è stato inviato un nuovo ricorso, questa volta alla commissione nazionale di garanzia.

Del resto il segretario Valerio Fabiani l’aveva fatto capire: «Non faremo ricorso – aveva detto in una conferenza stampa organizzata dalla mozione Maestrini-Rosalba – ma qualche iscritto può farlo in autonomia».

E così è stato. Il ricorso è stato presentato da tre iscritti: due segretari di circolo, Alberta Ticciati del Montomoli di Venturina e Ilvio Camberini del Cotone di Piombino, e da Doriano Scali, facente funzione organizzativa del segretario Rosetta Fedi del circolo Berlinguer di Piombino.

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Nel ricorso si afferma 1) che la commissione regionale è incompetente e 2) che il provvedimento va annullato perché in contraddizione con le regole del Pd.

Al limite, si dice, i 309 potranno completare la propria iscrizione, ma non potranno partecipare al congresso.

Ecco le motivazioni. «Viene rilevata l’incompetenza della commissione di garanzia regionale e, di conseguenza, la nullità del provvedimento. La commissione dichiara illegittimamente di pronunciarsi “in seconda istanza”. Non risulta però agli scriventi che la commissione sia mai stata adita in prima istanza».

E ancora: «Se risulta comprensibile e apprezzabile lo spirito della pronuncia, la stessa è illegittima nella forma e nella sostanza. Nella forma perché non può essere di competenza di una commissione regionale riaprire discrezionalmente i termini fissati con termine improrogabile a livello nazionale per la chiusura del tesseramento ai fini congressuali. Nella sostanza riaprire i termini, limitatamente a un certo numero di aspiranti, appare in contrasto con le più basilari regole di correttezza prima che con le norme regolamentari del partito. È contraddittoria la pronuncia della commissione. Se pure non fossero “emerse violazioni dello statuto e del codice etico del Pd”, la commissione ha comunque riconosciuto che sono state accertate procedure irregolari nel tesseramento, aggiungendo “che tali irregolarità non sono tali da mettere in discussione il carattere individuale del tesseramento”. Noi riteniamo invece che si tratta proprio di questo e che non possa essere definito altrimenti il tesseramento avvenuto tramite consegna di pacchi di 60-100 tessere da parte di un unico soggetto non titolato. Quindi delle due l’una: o le procedure applicate sono state rispettate e in questo caso tutti hanno piena dignità di partecipare al congresso, oppure non sono state rispettate. In quest’ultimo caso questi soggetti potranno perfezionare la loro iscrizione, ma non potranno partecipare all’imminente tornata per il rinnovo degli organismi dirigenti della Federazione».

Quindi i yte ricorrenti chiedono, in via preliminare, di dichiarare nulla la delibera del 9 ottobre scorso della commissione regionale di garanzia e, in via principale nel merito, di dichiarare la nullità del provvedimento approvato dalla commissione di garanzia regionale, in particolare in riferimento alla proroga dei termini del tesseramento ai fini congressuali.

La commissione nazionale deciderà nel corso della prossima settimana.

Intanto va avanti nei vari circoli il tesseramento dei 309, in base a quanto disposto dalla commissione regionale. Il congresso, molto probabilmente, slitterà a fine mese.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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