Il Tirreno

Terre rosse, è scontro fra il comitato e la Porto Aurora

di Guido Fiorini
Il porticciolo di Terre rosse (foto PaBar)
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Il porticciolo di Terre rosse (foto PaBar)

Il gruppo di “dissidenti” cerca nuovi iscritti per protestare. E la gestione replica: «Pronti ad avviare l’azione giudiziaria»

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PIOMBINO. È ancora scontro, al porticciolo di Terre rosse, fra un gruppo di diportisti e la società che gestisce l’approdo. E ora si va alle carte bollate.

«Finita la stagione estiva – scrivono dal comitato di Terre rosse –, persistono i disagi per chi possiede una barca ormeggiata al porto Aurora (già Cpc Marina Terre Rosse. Il porto in questione è uno dei più grossi e conosciuti della città e conta circa 570 posti barca. Tuttavia, ciò che lo caratterizza ormai da molti anni, è la cattiva gestione dell’intera area con pesanti conseguenze per il godimento dei diportisti e con l’effetto di una forte svalutazione dell’intera zona. Basti pensare che negli ultimi 5 anni il prezzo di acquisto di un posto barca si è ridotto ad un terzo e nonostante ciò è quasi impossibile la loro vendita. Per far fronte alla situazione, un centinaio di proprietari di barche hanno costituito un comitato chiamato, appunto, “Terre rosse”. Proprio tramite il comitato hanno iniziato a denunciare la situazione rivendicando i propri diritti e sono riusciti ad aprire un dialogo con la nuova società che si occupa della gestione del porto. Il comitato, evitando le lungaggini di un contenzioso instaurato presso il Tribunale di Firenze, è così riuscito a ottenere una radicale revisione dei contratti che legavano i singoli proprietari alla vecchia gestione. Oltre a ciò, l’accordo raggiunto prevedeva anche l’individuazione di quei lavori necessari per la messa in ripristino dell’area. Purtroppo però, un anno è trascorso ma gli interventi sono stati minimi e idonei soltanto ad introdurre ulteriori servizi a pagamento. Per questo i portavoce del comitato, che conta oltre 120 iscritti, si rivolgono ai restanti proprietari di posti barca di Porto Aurora per invitarli, nel loro interesse, ad iscriversi al comitato stesso, con l’auspicio che una voce proveniente da un maggior numero di persone sia ascoltata più facilmente. I numeri telefonici da contattare sono i seguenti: 3392099893-3472409701».

Ma gli amministratori della Porto Aurora non sembrano disposti a trattare. Anzi. «Il Marina Terre rosse consta di un’area di proprietà della società Cpc Srl, la quale ha ottenuto le concessioni ed ha realizzato tutte le infrastrutture e i posti barca, assegnati ai singoli diportisti, mediante un contratto che prevedeva il pagamento di tutti i servizi portuali alla stessa Cpc. Negli ultimi anni, la Cpc, anche per le continue inadempienze dei diportisti, si è trovata ad affrontare una situazione di crisi, che le ha impedito di intervenire sul marina, effettuando le manutenzioni ordinarie e straordinarie. In sostanza, si era creato un circolo vizioso, per cui, non ricevendo i pagamenti, la Cpc non era in grado di eseguire le manutenzioni. Gli amministratori della Cpc, pertanto, decisero di agire esecutivamente nei confronti degli assegnatari dei posti barca e, in quell’occasione, questi ultimi decisero di riunirsi in comitato, per ostacolare l’iniziativa della Cpc. Il cosiddetto comitato, era formato da circa 70 persone e, in quell’occasione, si ritenne che, con un po’ di disponibilità e di buon senso, si sarebbe potuto evitare un contenzioso. Nel frattempo la Cpc aveva dato in affitto il Marina alla società Porto Aurora, proprio per ripristinare i rapporti e affidare la gestione e le manutenzioni del porto ad un soggetto qualificato e competente. La Porto Aurora, come prima cosa, ritenne di dover riallacciare i rapporti con gli assegnatari dei posti barca e, pertanto decise di sottoscrivere un accordo che prevedeva, a fronte dell’impegno degli assegnatari a pagare quanto da essi dovuto, l’esecuzione di alcune opere e migliorie all’interno del marina. Purtroppo la situazione non è cambiata e, a fronte dei lavori eseguiti, un certo numero di assegnatari, continua a rifiutarsi di pagare e ad usare strumentalmente l’argomento delle manutenzioni, per sottrarsi ai propri obblighi. Oggi quello che viene chiamato comitato, è ridotto a pochissime persone e la Porto Aurora, non è più disposta a riconoscere questo soggetto come interlocutore, per le questioni che riguardano il marina, visto che il trattamento, da ora in poi, non potrà che essere uguale per tutti i 570 posti barca. Adesso c’è un tentativo di fare proselitismo e consentire ai soliti, di perpetrare i metodi del passato, con l’obiettivo di pretendere tutto senza pagare niente. La Porto Aurora, nei prossimi giorni avvierà le azioni giudiziarie necessarie ad ottenere il pagamento di quanto ancora dovuto».

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