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Leoni morì di mesotelioma Condannata la Lucchini

Leoni morì di mesotelioma Condannata la Lucchini

PIOMBINO. Claudio Leoni è morto a causa dell’esposizione ad amianto subita alle acciaierie. Lo ha confermato la sentenza della sezione civile del tribunale di Livorno presieduta dal giudice Emilia...

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PIOMBINO. Claudio Leoni è morto a causa dell’esposizione ad amianto subita alle acciaierie. Lo ha confermato la sentenza della sezione civile del tribunale di Livorno presieduta dal giudice Emilia Grassi.

Alla magistratura si erano rivolti i figli e la moglie del lavoratore deceduto il 14 gennaio 2015, ucciso da un mesotelioma pleurico.

La ricostruzione del tribunale inquadra il tempo di esposizione, pur con tre diversi livelli di rischio, tra il 1970 e il 1996, trascorsi da Leoni nel reparto della fossa di colaggio.

Nel costituirsi in giudizio, la Lucchini in amministrazione straordinaria aveva contestato la sussistenza della responsabilità invocata dalla famiglia.

«I tempi stretti della procedura della amministrazione straordinaria di Lucchini ci imposero di valutare l’eventualità di agire in giudizio poco dopo la morte di mio marito», spiega Silvana Germanò.

«Dopo più di due anni e mezzo – aggiunge – il giudice ha finalmente riconosciuto la sussistenza della responsabilità della Lucchini in amministrazione straordinaria della morte di Claudio per questa ennesima morte sul lavoro».

La Lucchini, secondo la sentenza, non è riuscita a dimostrare di aver adottato le misure idonee a ridurre al minimo il livello di esposizione del lavoratore ad un agente – l’amianto – la cui nocività era nota da tempo.

«La decisione del tribunale di accogliere la nostra opposizione – prosegue Silvana Germanò – placa soltanto in parte l’amarezza lasciata da una meschina logica del profitto d’impresa, in cui il lavoratore diventa machiavellicamente un mero mezzo utilizzato ai fini della produzione».

La famiglia Leoni, che con altre ha dato vita ad un comitato di familiari delle vittime dell’amianto, ringrazia l’avvocato Fabrizio Callaioli, l’ingegner Marco Spezia e il medico del lavoro Francesco Pappalardo, l’associazione Ruggero Toffolutti e quanti le hanno mostrato solidarietà. Stabilito il principio della responsabilità, ancora non è nota la somma che arriverà a titolo risarcitorio dal passivo dell’amministrazione straordinara Lucchini. (v. p.)

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