Toscana
La replica di Fim, Fiom e uilm al presidente fabrizio Pennati
«Abbiamo difeso con i fatti la Cassa mutua integrativa»
PIOMBINO. «Scorrette ed inesatte le dichiarazioni del presidente di Cassa mutua integrativa». Fim, Fiom e UIlm tornano a sottoscrivere una nota unitaria per replicare alle dichiarazioni di Fabrizio...
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PIOMBINO. «Scorrette ed inesatte le dichiarazioni del presidente di Cassa mutua integrativa». Fim, Fiom e UIlm tornano a sottoscrivere una nota unitaria per replicare alle dichiarazioni di Fabrizio Pennati, preoccupato dall’intesa tra Aferpi e sindacati con il passaggio gratuito dei lavoratori al fondo privato Metasalute. Mantenendo, comunque, aperto il canale con lo storico ente di via Pascoli per chi c’è iscritto o vorrà farlo.
Il ragionamento delle tre sigle parte dai contenuti dell’accordo del giugno 2015 ripresi dallo stesso Pennati, per ricordare che furono loro ad ottenere la tutela in primis della Cmi quando Cevital voleva azzerare la contrattazione di secondo livello.
«A Metasalute - prosegue la nota - sono iscritti già da diversi anni migliaia di lavoratori che liberamente avevano scelto fino ad oggi di versare un contributo per poterne usufruire. Il contratto nazionale prevede l’adesione gratuita per tutti i lavoratori e per i familiari a carico. E questo è importante perché aiuterà ad integrare le carenze di una sanità pubblica spesso inefficiente».
Fim, Fiom e Uilm ritengono importante quanto prima avere un incontro con tutto il consiglio di Cmi, alla luce delle divergenze rilevate tra quanto sostenuto ora dal presidente e in riunioni precedenti.
«Negli incontri tra la rsu e la direzione Aferpi e Piombino Logistics - si legge ancora - abbiamo sempre richiesto che oltre ai 156 euro annui che l’azienda dal 1 Ottobre deve versare a Metasalute, la stessa azienda continuasse a versare lo 0,25% dell’imponibile in busta paga alla Cmi. Anche nell'incontro a tre, sindacato, azienda e presidente Cmi, lo abbiamo ribadito. E quando tra Pennati e azienda è stato concordato di rinunciare a tre mesi di versamenti, abbiamo anche proposto di inserire una frase con cui a fine anno l’azienda avrebbe valutato la possibilità di recuperare tutto o in parte quelle somme». Nella versione sindacale, il presidente invece avrebbe ritenuto, prevedibilmente con il coinvolgimento del consiglio, di poter avallare il mancato versamento per tre mesi. Perchè, temporaneamente, il bilancio avrebbe retto. Pennati avrebbe anche consigliato di non mettere alla scelta i lavoratori perché Metasalute sarebbe stata in questo momento più conveniente. I sindacati sarebbero andati oltre, suggerendo di ricercare prestazioni complementari e non concorrenziali, e spiegando ai lavoratori l’importanza della Cmi , aperta ai pensionati.(v.p.)
Il ragionamento delle tre sigle parte dai contenuti dell’accordo del giugno 2015 ripresi dallo stesso Pennati, per ricordare che furono loro ad ottenere la tutela in primis della Cmi quando Cevital voleva azzerare la contrattazione di secondo livello.
«A Metasalute - prosegue la nota - sono iscritti già da diversi anni migliaia di lavoratori che liberamente avevano scelto fino ad oggi di versare un contributo per poterne usufruire. Il contratto nazionale prevede l’adesione gratuita per tutti i lavoratori e per i familiari a carico. E questo è importante perché aiuterà ad integrare le carenze di una sanità pubblica spesso inefficiente».
Fim, Fiom e Uilm ritengono importante quanto prima avere un incontro con tutto il consiglio di Cmi, alla luce delle divergenze rilevate tra quanto sostenuto ora dal presidente e in riunioni precedenti.
«Negli incontri tra la rsu e la direzione Aferpi e Piombino Logistics - si legge ancora - abbiamo sempre richiesto che oltre ai 156 euro annui che l’azienda dal 1 Ottobre deve versare a Metasalute, la stessa azienda continuasse a versare lo 0,25% dell’imponibile in busta paga alla Cmi. Anche nell'incontro a tre, sindacato, azienda e presidente Cmi, lo abbiamo ribadito. E quando tra Pennati e azienda è stato concordato di rinunciare a tre mesi di versamenti, abbiamo anche proposto di inserire una frase con cui a fine anno l’azienda avrebbe valutato la possibilità di recuperare tutto o in parte quelle somme». Nella versione sindacale, il presidente invece avrebbe ritenuto, prevedibilmente con il coinvolgimento del consiglio, di poter avallare il mancato versamento per tre mesi. Perchè, temporaneamente, il bilancio avrebbe retto. Pennati avrebbe anche consigliato di non mettere alla scelta i lavoratori perché Metasalute sarebbe stata in questo momento più conveniente. I sindacati sarebbero andati oltre, suggerendo di ricercare prestazioni complementari e non concorrenziali, e spiegando ai lavoratori l’importanza della Cmi , aperta ai pensionati.(v.p.)
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