Il Tirreno

La città invisibile e le notti passate nella miseria

di Luca Centini
La città invisibile e le notti passate nella miseria

Giacigli di fortuna negli immobili dismessi I muri e le reti non reggono alla disperazione

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PORTOFERRAIO. La disperazione è più forte dei muri e delle reti metalliche. E chi non ha un posto in cui dormire si accontenta di trovare un giaciglio di fortuna, in vecchi capannoni pericolanti, immobili dismessi e locali striminziti, colmi di rifiuti, lamiere e oggetti vari. C’è un pezzo di città nascosto sotto una coltre spessa di degrado, eppure quasi sotto il naso dei turisti che scendono dai traghetti nel porto di Portoferraio. E l’effetto è stridente.

Il centro di gravità del disagio è ancora - e nonostante i vari tentativi di risanamento - l’area retroportuale di Portoferraio. Nei mesi scorsi le forze dell’ordine in collaborazione dell’amministrazione comunale hanno compiuto blitz e sopralluoghi per impedire l’uso degli immobili abbandonati, trasformati in dormitori di fortuna da parte di senzatetto e venditori ambulanti. Dormire in quelle condizioni è pericoloso sia sotto l’aspetto della sicurezza, sia sotto l’aspetto igienico. Ebbene, l’ultimo sopralluogo del Comune con la polizia municipale è stato compiuto una quindicina di giorni fa, spiega l’assessore al sociale Adalberto Bertucci. Ma già in passato l’amministrazione comunale era intervenuta per chiudere i varchi di accesso agli immobili dismessi più utilizzati con muretti di mattoni, reti metalliche, sbarre d’acciaio e assi in legno.

Ma gli ostacoli, come emerge dal nostro tour nelle aree degradate della città, hanno avuto vita breve. Uno dei luoghi usati come giaciglio di fortuna è quello della Bricchetteria, nei piccoli locali degli ex spogliatoi del campo di calcio trasformato in un’area di sosta. Siamo a un passo dalla Coop e dall’area dove ogni venerdì si tiene il mercato settimanale. Le porte dei due spogliatoi erano state murate con dei mattoni che, tuttavia, sono stati abbattuti. In uno dei locali qualcuno ha adagiato un materassino insudiciato, nell’altro un po’ di cartone. Entrambi i locali sono pieni di rifiuti. Copione simile nell’area ex demaniale del Cantierino, immediatamente dietro la zona degli imbarchi. In questo caso il muro di mattoni ha retto alla carica dei disperati ma la rete metallica è stata tranciata di netto. Nell’area a ridosso del mare sono accumulati rifiuti di ogni genere, vecchi sanitari, lamiere e laterizi. Un ponticello scassato fatto con degli assi metallici conduce a due capannoni dismessi trasformati in dormitori di fortuna. C’è chi ha provato a entrare anche nel palazzo dell’ex Coppedé che il Comune di Portoferraio, da anni, sta cercando di vendere all’asta. I varchi sono stati murati, ma qualcuno è entrato rompendo le assi di legno di una porticina laterale. All’interno del porticato vi sono dei cartoni stesi, abiti ammassati. Qualcuno, non si sa quando, ha dormito in quello spazio.

Gli ostacoli e i sopralluoghi, evidentemente, non risolvono i problemi e il disagio di queste persone che, di notte, non hanno altri posti in cui dormire. È probabile che alcuni dei giacigli di fortuna siano utilizzati da venditori ambulanti che, la sera, restano all’Elba e non prendono il traghetto per tornare a Piombino.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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