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fim, fiom, uilm
Manifestazione dell’indotto davanti all’Inps di Roma
PIOMBINO. Manifestazione a Roma il 18 ottobre, sotto le finestre Inps, dei lavoratori dell’indotto. E venerdì alle 9,30, consiglio di fabbrica dei lavoratori Aferpi e Piombino logistics alla presenza...
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PIOMBINO. Manifestazione a Roma il 18 ottobre, sotto le finestre Inps, dei lavoratori dell’indotto. E venerdì alle 9,30, consiglio di fabbrica dei lavoratori Aferpi e Piombino logistics alla presenza delle Rsu e delle segreterie.
L’agenda sindacale al momento segna questo. Con una nota, Fim, Fiom e Uilm ricordano le rassicurazioni ricevute a fine giugno dal governo sulle disponibilità economiche e strumentali per l’indotto siderurgico delle aree di crisi complessa. Lasciavano sperare in un’azione rapida per chi ormai aveva terminato ogni strumento di ammortizzatore. Tanti lavoratori e lavoratrici, che per primi hanno pagato il prezzo della crisi, hanno visto trascorrere una stagione in attesa di informazioni, di conferme. Un continuo stillicidio di rinvii e temporeggiamenti. Quando mancava la convenzione, quando mancava una firma, quando una cosa e quando l’altra».
I sindacati ricordano anche due anni di Naspi «alla spasmodica ricerca di una occupazione, una opportunità, senza guardare per il sottile. La verità è che la tanto decantata flessibilità senza una politica industriale che rilanci territori e attività connesse non esiste, non funziona, sono chiacchiere e distintivo».
«Il fatto vero - prosegue la nota - è che oggi, ad oltre 90 giorni di distanza, uno degli strumenti attivabili su questa benedetta Area di crisi Complessa, è ancora fermo per il mancata sblocco da parte della direzione Inps. Ancora - proseguono Fim, Fiom e Uilm - non si riesce ad avere lo sblocco e il riutilizzo dei residui degli ammortizzatori in deroga pari a 30 milioni che potrebbero essere prontamente utilizzati dalla Regione. Nell’apprezzare l’attenzione posta agli stipendi degli oltre 2000 lavoratori diretti Aferpi e Piombino logistics che anche grazie alla disponibilità dei funzionari locali dell’Inps ha consentito il pagamento della Cassa integrazione con valuta 13 del mese corrente, non possiamo che denunciare e indignarci per questo sguardo strabico del governo,accondiscendente con i forti e incurante dei deboli. Una situazione inaccettabile moralmente e devastante socialmente che come segreterie e con i lavoratori dell’indotto direttamente interessati intendiamo stigmatizzare, in assenza di notizie positive, con la manifestazione di mercoledi 18 a Roma sotto la sede dell’Inps nazionale».
L’agenda sindacale al momento segna questo. Con una nota, Fim, Fiom e Uilm ricordano le rassicurazioni ricevute a fine giugno dal governo sulle disponibilità economiche e strumentali per l’indotto siderurgico delle aree di crisi complessa. Lasciavano sperare in un’azione rapida per chi ormai aveva terminato ogni strumento di ammortizzatore. Tanti lavoratori e lavoratrici, che per primi hanno pagato il prezzo della crisi, hanno visto trascorrere una stagione in attesa di informazioni, di conferme. Un continuo stillicidio di rinvii e temporeggiamenti. Quando mancava la convenzione, quando mancava una firma, quando una cosa e quando l’altra».
I sindacati ricordano anche due anni di Naspi «alla spasmodica ricerca di una occupazione, una opportunità, senza guardare per il sottile. La verità è che la tanto decantata flessibilità senza una politica industriale che rilanci territori e attività connesse non esiste, non funziona, sono chiacchiere e distintivo».
«Il fatto vero - prosegue la nota - è che oggi, ad oltre 90 giorni di distanza, uno degli strumenti attivabili su questa benedetta Area di crisi Complessa, è ancora fermo per il mancata sblocco da parte della direzione Inps. Ancora - proseguono Fim, Fiom e Uilm - non si riesce ad avere lo sblocco e il riutilizzo dei residui degli ammortizzatori in deroga pari a 30 milioni che potrebbero essere prontamente utilizzati dalla Regione. Nell’apprezzare l’attenzione posta agli stipendi degli oltre 2000 lavoratori diretti Aferpi e Piombino logistics che anche grazie alla disponibilità dei funzionari locali dell’Inps ha consentito il pagamento della Cassa integrazione con valuta 13 del mese corrente, non possiamo che denunciare e indignarci per questo sguardo strabico del governo,accondiscendente con i forti e incurante dei deboli. Una situazione inaccettabile moralmente e devastante socialmente che come segreterie e con i lavoratori dell’indotto direttamente interessati intendiamo stigmatizzare, in assenza di notizie positive, con la manifestazione di mercoledi 18 a Roma sotto la sede dell’Inps nazionale».
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