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Camping cig mobilitato 

Alla rotonda Sol ecco il terzo presidio

Alla rotonda Sol ecco il terzo presidio

PIOMBINO. E' decollato il Camping CIG 2017, alla rotonda della SOL, lungo il viale di accesso a Piombino.Per la terza volta consecutiva, gli attivisti del Coordinamento Art.1-Camping CIG danno vita...

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PIOMBINO. E' decollato il Camping CIG 2017, alla rotonda della SOL, lungo il viale di accesso a Piombino.

Per la terza volta consecutiva, gli attivisti del Coordinamento Art.1-Camping CIG danno vita al campeggio dei cassintegrati e dei disoccupati. Obiettivo dichiarato: svegliare l'opinione pubblica di Piombino e della Val di Cornia, «di fronte - scrivono - alla tragedia che lavoratori e lavoratrici ex Lucchini e indotto stanno subendo ormai da anni, senza alcuna credibile prospettiva per il futuro».

Nel pomeriggio di ieri ha attraversato la città anche il trenino, utilizzato finora a fini turistici, «della protesta e della proposta, l'unico "treno" in attività, mentre i treni di laminazione delle storiche acciaierie piombinesi, acquisite da Cevital, sono fermi da tempo. "Bonifiche acciaio diritti lavoro", uno degli slogan al centro dell'iniziativa».

Il presidio terminerà stasera all’insegna di “Piombino svegliati”. La rotonda, dunque, è tornata a trasformarsi dopo due anni esatti dal primo campeggio dei cassintegrati, organizzato dagli stessi volontari. «La situazione economica - si legge in una nota - è ormai a un punto di criticità molto alto. La fabbrica è praticamente ferma dall’inizio del 2017. Ipotesi di bonifica non ne esistono, tanto meno programmi seri di diversificazione. Le ultime iniziative del Mise sono modi per prendere tempo e mantenere calmi i lavoratori. Ma, anche per le altre attività la situazione non è migliore: esercizi commerciali che chiudono, giovani e disoccupati che emigrano, servizi che perdono di qualità. Non sarà solo il turismo balneare - prosegue la nota - che risolverà il problema. Nè interventi scoordinati affidati a multinazionali capaci di cambiare idea ad ogni giro di vento; e neppure un porto, il quale rischia di diventare succursale di quello di Livorno, per trattarne le eccedenze. All’interno di una situazione disastrata - prosegue l’associazione - , si collocano poi in maniera clamorosa le inadempienze di amministrazione locale e sindacati confederali: hanno fatto dell’immobilismo il loro unico atteggiamento. E’ più che mai indispensabile che i sindacati recuperino la loro autonomia dal governo, per unificare le vertenze delle categorie e delle aziende in crisi, sottoposte all’attacco dei datori di lavoro».

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