Sicurezza
Viaggio tra le monete degli Etruschi e i gioielli di una bambina romana
di Cecilia Cecchi
Doppio appuntamento a Baratti: convegno dalle 9,30, inaugurazione della mostra alle 18 Al Parco archeologico si confrontano importanti studiosi di etruscologia e numismatica
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BARATTI. “Le monete degli Etruschi”: un convegno che segna il passo sugli studi in materia. Prima giornata al Parco archeologico di Baratti (oggi dalle 9,30) che si chiude alle 18 con l’inaugurazione della mostra dedicata al corredo romano per una bambina sepolta nella necropoli etrusca di San Cerbone (all’ingresso del parco è stata realizzata una copia del tumulo ritrovato nel luglio scorso). Concomitanza di eventi che rivela quanto sia importante raccontare la storia a stretto contatto col territorio che se ne conferma protagonista.
«L’inaugurazione al termine della prima giornata di convegno – dice Luciano Giannoni, vicepresidente dell’Associazione archeologica piombinese, tra i promotori dell’appuntamento – è stata organizzata su proposta di Andrea Camilli per la Soprintendenza, in accordo con Parchi. Due giornate di approfondimento (oggi e domani ndr) a 42 anni di distanza dal convegno organizzato a Napoli dal Centro internazionale di studi numismatici. Partecipano studiosi di etruscologia e di numismatica impegnati nel progresso della ricerca. La particolarità è che gli interventi non sono mirati solo alla monetazione etrusca, ma saranno intercalati da riflessioni sulla situazione dell’Etruria nel momento in cui la monetazione è cominciata, per agganciarla al mondo economico all’interno del quale viene utilizzata». Insomma la vita delle monete, da dove sono state coniate.
Avvicinare l’archeologia alla realtà, a differenza di quanto accaduto sinora. Nike di Samotracia, acquistata dai francesi per il Louvre, che non tornerà mai a casa. Né il frontone del Partenone ad Atene dal British Museum. Stesso destino per i Carri di Baratti: dai magazzini del Museo archeologico di Firenze destinati a fare il giro del mondo, di mostra in mostra, senza fermarsi qui.
Eppure prende sempre più campo il progetto di musealizzazione diffusa degli scavi, con la ricollocazione di opere d’arte, anche oggetti di uso quotidiano all’interno del percorso di visita; in tv c’è spesso Pompei dove le ville sono stati arredate con brocche, boccali e piatti, rimessi là dove li avevano abbandonati i pompeiani durante l’eruzione del Vesuvio del 79 dopo Cristo. E pure all’Acropoli di Populonia dov’è già stata ricostruita “la casa del Re”, a memoria della fondazione, tornerà il mosaico dei pesci (in copia): tutto per un parco dove si può rivivere la storia.
È così che, nel contesto del convegno, c’è l’inaugurazione (alle 18) della mostra dal titolo «Sepolto tra le scorie: un corredo “romano” da una necropoli “etrusca”», che illustra le ultime scoperte archeologiche dagli scavi della necropoli del Casone nel parco di Baratti e Populonia.
«Questa presentazione – spiega Andrea Camilli della Soprintendenza archeologica per Livorno e Pisa – corona e anticipa i risultati di un progetto in corso da diversi anni. La Soprintendenza sta procedendo ad una revisione dei dati archeologici provenienti da 100 anni di scavi e recuperi nella necropoli. In attesa dell’edizione scientifica definitiva del progetto, oltre a ringraziare quanti hanno a vario titolo contribuito al lavoro, è d’obbligo ringraziare il Trust Sostratos che col suo supporto finanziario, logistico e di stimolo ne ha consentito la realizzazione».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«L’inaugurazione al termine della prima giornata di convegno – dice Luciano Giannoni, vicepresidente dell’Associazione archeologica piombinese, tra i promotori dell’appuntamento – è stata organizzata su proposta di Andrea Camilli per la Soprintendenza, in accordo con Parchi. Due giornate di approfondimento (oggi e domani ndr) a 42 anni di distanza dal convegno organizzato a Napoli dal Centro internazionale di studi numismatici. Partecipano studiosi di etruscologia e di numismatica impegnati nel progresso della ricerca. La particolarità è che gli interventi non sono mirati solo alla monetazione etrusca, ma saranno intercalati da riflessioni sulla situazione dell’Etruria nel momento in cui la monetazione è cominciata, per agganciarla al mondo economico all’interno del quale viene utilizzata». Insomma la vita delle monete, da dove sono state coniate.
Avvicinare l’archeologia alla realtà, a differenza di quanto accaduto sinora. Nike di Samotracia, acquistata dai francesi per il Louvre, che non tornerà mai a casa. Né il frontone del Partenone ad Atene dal British Museum. Stesso destino per i Carri di Baratti: dai magazzini del Museo archeologico di Firenze destinati a fare il giro del mondo, di mostra in mostra, senza fermarsi qui.
Eppure prende sempre più campo il progetto di musealizzazione diffusa degli scavi, con la ricollocazione di opere d’arte, anche oggetti di uso quotidiano all’interno del percorso di visita; in tv c’è spesso Pompei dove le ville sono stati arredate con brocche, boccali e piatti, rimessi là dove li avevano abbandonati i pompeiani durante l’eruzione del Vesuvio del 79 dopo Cristo. E pure all’Acropoli di Populonia dov’è già stata ricostruita “la casa del Re”, a memoria della fondazione, tornerà il mosaico dei pesci (in copia): tutto per un parco dove si può rivivere la storia.
È così che, nel contesto del convegno, c’è l’inaugurazione (alle 18) della mostra dal titolo «Sepolto tra le scorie: un corredo “romano” da una necropoli “etrusca”», che illustra le ultime scoperte archeologiche dagli scavi della necropoli del Casone nel parco di Baratti e Populonia.
«Questa presentazione – spiega Andrea Camilli della Soprintendenza archeologica per Livorno e Pisa – corona e anticipa i risultati di un progetto in corso da diversi anni. La Soprintendenza sta procedendo ad una revisione dei dati archeologici provenienti da 100 anni di scavi e recuperi nella necropoli. In attesa dell’edizione scientifica definitiva del progetto, oltre a ringraziare quanti hanno a vario titolo contribuito al lavoro, è d’obbligo ringraziare il Trust Sostratos che col suo supporto finanziario, logistico e di stimolo ne ha consentito la realizzazione».
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