Sicurezza
La carica dei 101 per prenotare al Cup
di Valeria Parrini
Nei primi giorni di attivazione, il nuovo sistema informatico ha comportato file e disagi anche a Villamarina
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PIOMBINO. Oltre cento in sala d’attesa a Villamarina nella prima parte della mattinata. Code e disagi anche nelle ore successive.
Il Cup 2. 0 – così lo ha definito la direzione aziendale – è partito al rallentatore.
L’introduzione del nuovo sistema di prenotazioni nell’ambito sanitario livornese (Livorno, Bassa Val di Cecina, Val di Cornia ed Elba), una volta a regime, consentirà di poter fissare prestazioni in tutta l’Azienda Usl Toscana nord ovest. E fin qui ci siamo. La partenza a freddo, però, ha generato rallentamenti che probabilmente non si sono esauriti ieri, secondo giorno col nuovo sistema.
In coda, ore 12, 30 di ieri, c’è chi è arrivato da due ore e si è trovato con 75 numerini davanti. Ed è ancora lì, in fila. Nel frattempo i numerini sono scesi a 45. C’è chi ha deciso di andare a pranzo per poi ritentare. Chi se n’è andato e proverà il giorno dopo.
Che ci sarebbero stati problemi, la direzione lo aveva anticipato in un comunicato diffuso nei giorni scorsi: «L’avvio del sistema, come previsto e già avvenuto nelle altri sedi, ha comportato qualche rallentamento nello smaltimento delle code agli sportelli dovuto alla necessità di “prendere confidenza” con la novità», aveva scritto. Per aggiungere, poi, il ringraziamento agli operatori e l’invito a recarsi agli sportelli solo in caso di urgenza. E, se l’urgenza non c’è, di rinviare di qualche giorno.
«Si vuol fare il tetto senza aver costruito prima le fondamenta. Il cittadino è sempre meno al centro delle politiche aziendali», afferma il segretario UIl funzione pubblica, Paolo Camelli. Per il quale sarebbe stato preferibile far viaggiare in parallelo per un paio di settimane vecchio e nuovo sistema, rodando gradualmente le procedure introdotte e facilitando il compito agli stessi operatori.
Bene o male la situazione si normalizzerà. Altri, però, sono i problemi che si stanno già affrontando «a causa di un sistema che guarda al proprio interno e non alle esigenze degli utenti».
Tra gli esempi portati dal sindacalista, l’uscita di un ortopedico che non potrà essere sostituito per sei mesi «mentre il reparto è al collasso. Ancora: l’arrivo del terzo urologo che, però, viene impiegato negli ambulatori di Cecina e Rosignano, non in sala operatoria a Villamarina dove aspettano di entrare un centinaio di pazienti. Manca ancora all’appello il quarto otorino che dovrebbe lavorare a Piombino e Cecina, per ridurre liste di attesa di 350 persone che probabilmente si rivolgeranno altrove».
Camelli li definisce segnali preoccupanti che dimostrerebbero una caduta verticale dell’attenzione dei vertici dell’Asl Nord ovest verso l’organizzazione dei servizi nelle periferie. «Oggi (ieri per chi legge, ndr) la Regione pare abbia dato l’input di bloccare le assunzioni a tempo indeterminato prorogando i contratti a termine a causa dell’esaurirsi del fondo sanitario toscano. E questo – chiude il sindacalista – comporterebbe ulteriori sofferenze».
Il Cup 2. 0 – così lo ha definito la direzione aziendale – è partito al rallentatore.
L’introduzione del nuovo sistema di prenotazioni nell’ambito sanitario livornese (Livorno, Bassa Val di Cecina, Val di Cornia ed Elba), una volta a regime, consentirà di poter fissare prestazioni in tutta l’Azienda Usl Toscana nord ovest. E fin qui ci siamo. La partenza a freddo, però, ha generato rallentamenti che probabilmente non si sono esauriti ieri, secondo giorno col nuovo sistema.
In coda, ore 12, 30 di ieri, c’è chi è arrivato da due ore e si è trovato con 75 numerini davanti. Ed è ancora lì, in fila. Nel frattempo i numerini sono scesi a 45. C’è chi ha deciso di andare a pranzo per poi ritentare. Chi se n’è andato e proverà il giorno dopo.
Che ci sarebbero stati problemi, la direzione lo aveva anticipato in un comunicato diffuso nei giorni scorsi: «L’avvio del sistema, come previsto e già avvenuto nelle altri sedi, ha comportato qualche rallentamento nello smaltimento delle code agli sportelli dovuto alla necessità di “prendere confidenza” con la novità», aveva scritto. Per aggiungere, poi, il ringraziamento agli operatori e l’invito a recarsi agli sportelli solo in caso di urgenza. E, se l’urgenza non c’è, di rinviare di qualche giorno.
«Si vuol fare il tetto senza aver costruito prima le fondamenta. Il cittadino è sempre meno al centro delle politiche aziendali», afferma il segretario UIl funzione pubblica, Paolo Camelli. Per il quale sarebbe stato preferibile far viaggiare in parallelo per un paio di settimane vecchio e nuovo sistema, rodando gradualmente le procedure introdotte e facilitando il compito agli stessi operatori.
Bene o male la situazione si normalizzerà. Altri, però, sono i problemi che si stanno già affrontando «a causa di un sistema che guarda al proprio interno e non alle esigenze degli utenti».
Tra gli esempi portati dal sindacalista, l’uscita di un ortopedico che non potrà essere sostituito per sei mesi «mentre il reparto è al collasso. Ancora: l’arrivo del terzo urologo che, però, viene impiegato negli ambulatori di Cecina e Rosignano, non in sala operatoria a Villamarina dove aspettano di entrare un centinaio di pazienti. Manca ancora all’appello il quarto otorino che dovrebbe lavorare a Piombino e Cecina, per ridurre liste di attesa di 350 persone che probabilmente si rivolgeranno altrove».
Camelli li definisce segnali preoccupanti che dimostrerebbero una caduta verticale dell’attenzione dei vertici dell’Asl Nord ovest verso l’organizzazione dei servizi nelle periferie. «Oggi (ieri per chi legge, ndr) la Regione pare abbia dato l’input di bloccare le assunzioni a tempo indeterminato prorogando i contratti a termine a causa dell’esaurirsi del fondo sanitario toscano. E questo – chiude il sindacalista – comporterebbe ulteriori sofferenze».
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