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Bellanova: «A fine ottobre la decisione su Aferpi»

Bellanova: «A fine ottobre la decisione su Aferpi»

La viceministra conferma il percorso intrapreso dal Governo sulle acciaierie In arrivo 11mila tonnellate di blumi, serviranno a evitare penali sui contratti

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PIOMBINO.

«A breve faremo un nuovo report con Aferpi, ma la scadenza resta quella: entro il 31 ottobre Issad Rebrab deve presentarci un nuovo partner o un compratore. L’azienda sostiene che ci sono più soggetti industriali interessati, e fino al 31 ottobre la trattativa la condurrà Rebrab. Poi il Governo non perderà un minuto».

Così si è espressa la viceministra dello Sviluppo eocnomico, Teresa Bellanova, ieri mattina durante la trasmissione radiofonica “Radio Anch’io”, a cui tra gli altri hanno partecipato il presidente di Federacciai Antonio Gozzi, il segretario nazionale della Fiom, Francesca Re David, Il Tirreno, e con due brevi interviste registrate il sindaco Massimo Giuliani e il coordinatore delle rsu Uilm di Aferpi, Lorenzo Fusco.

La viceministra dunque conferma il percorso intrapreso, così come Gozzi conferma la linea di Federacciai: «Rebrab ha fallito – ha detto Gozzi – ora bisogna rivogersi al mercato con una gara in cui si verifica la credibilità di potenziali compratori. L’ipotesi di Jindal di riavviare l’Afo? Per me non ha senso, comunque eventualmente sarà la comunità a dire se le sta bene».

Re David ha polemizzato col Governo «che accompagna i processi ma non ci investe. Casi come quello di Piombino fanno ritenere doveroso un intervento pubblico, nel senso che qui bisogna capire se il Governo ha interesse a investire sulla capacità industriale di questo Paese».

Giuliani rispetto alla fine dell’esperienza Rebrab e alle ipotesi che circolano su un interessamento di Sajjan Jindal, ha sostenuto che «siamo alle porte di scelte importanti che segneranno i prossimi decenni della città. Vogliamo rispetto: la produzione di acciaio è nel nostro Dna – ha detto il sindaco – ma vogliamo confrontarci con un serio piano industriale che abbia criteri di ecosostenibilità».

Fusco invece ha ribadito «come sia evidente che il piano Cevital è ormai superato. Al Governo ricordo che sulle inadempienze di Cevital il sindacato ha lanciato l’allarme con largo anticipo».

Intanto l’azienda ha convocato i sindacati per comunicare l’arrivo, prevedibimente entro il 10 di ottobre, di un carico da 11mila tonnellate di blumi prodotti da Jindal, a cui dovrebbe seguirne più avanti un altro di British Steel da 3500 tonnellate. Ordini che vengono fatti risalire a mesi fa.

Si tratta comunque di due o tre settimane di lavoro per il treno rotaie, un impegno finalizzato a rispettare alcuni contratti e quindi a evitare di incorrere in pesanti penali. (cloz)



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