Il Tirreno

No ai due “comprensivi” smembrando la Guardi

No ai due “comprensivi” smembrando la Guardi

Oggi la riunione decisiva degli assessori all’istruzione dei vari Comuni,  ma i consigli di istituto e i collegi dei docenti si sono già detti contrari

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PIOMBINO. «Al momento non ci sono le condizioni per formare due istituti comprensivi con medie, materne ed elementari». Lo afferma l’assessore all’istruzione, Margherita Di Giorgi lasciando prevedere il suo voto contrario all’operazione. La riunione che se ne occuperà è fissata per oggi pomeriggio.

Lì, dovranno esprimersi i suoi colleghi di Venturina, Sassetta, San Vincenzo e Suvereto, e i direttori didattici della Val di Cornia.

Poche ore prima il consiglio comunale si esprimerà sull’argomento per iniziativa di Marco Mosci (Sinistra per Piombino) che ha presentato un ordine del giorno.

Nel testo si esprime la netta contrarietà alla nascita dei due istituti, attraverso lo smembramento della scuola media Guardi e il suo accorpamento, in parte al primo circolo didattico (i plessi di via Torino e via Fucini) costituito dalle elementari Alighieri, 25 Aprile, Populonia e Riotorto, e le materne Rodari (Via Pertini e 25 Aprile, Ponte di Ferro e Riotorto).

Nelle intenzioni della Regione, fin dal prossimo settembre, l’altra parte delle Guardi darebbe vita all’altro istituto comprensivo insieme alle scuole del secondo circolo (materne Calamoresca, Diaccioni, Perticale, Senni ed elementari Diaccioni e Perticale).

L’orientamento dell’Amministrazione comunale può aver fatto i conti con il rischio di una bocciatura.

Il collegio dei docenti e il consiglio di istituto hanno approvato all’unanimità una delibera in cui si esprime la netta contrarietà.

Ed è probabile che i colleghi della Val di Cornia e quantomeno con loro i componenti della giunta suveretana siano dello stesso avviso. In sostanza, si ritiene che la nascita dei due istituti crei uno squilibrio tra le due medie che ne deriverebbero, a causa delle caratteristiche socioeconomiche diverse da quartiere a quartiere.

Le situazioni disagiate più concentrate in uno degli istituti e massima richiesta di iscrizioni nell’altro, ritenuto meno problematico. Classi sovraffollate o sottodimensionate.

Si pensa, insomma, che una pianificazione unitaria sia riuscita finora a favorire l’integrazione delle fasce più deboli e disagiate.

Là dove si è proceduto in senso opposto, come a Livorno e nella provincia di Grosseto, si è reso necessario un successivo nuovo dimensionamento a causa del calo delle iscrizioni.

Favorito anche dal calo demografico con cui la città sta già facendo i conti.

A sostegno della tesi, il collegio docenti e il dirigente ricordano i risultati scolastici del tutto in linea con quelli ottenuti dai Compresivi della zona.

«I dati Invalsi - si afferma - certificano buoni risultati in italiano e matematica ed evidenziano il valore aggiunto dell’azione didattica, segno della bontà e dell’efficacia del percorso inclusivo e di integrazione scolastica».

(v.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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