Il Tirreno

Furti sulle auto, arrestato nella notte e rimesso in libertà

di Guido Fiorini
Una delle auto spaccate per rubare all'interno
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Una delle auto spaccate per rubare all'interno

Piombino: operazione della polizia, ma il tunisino 38enne è stato rimesso in libertà

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PIOMBINO. Decisiva è stata la segnalazione di un cittadino. Poi la Polizia ha fatto il resto. In manette è finito quello che, dagli inquirenti, è ritenuto uno dei responsabili delle decine di furti sulle auto che sono avvenuti a Piombino subito prima dell’estate e in questo settembre.

L’uomo, un tunisino di 38 anni, Naim Fencha, residente a Piombino in via Battisti, è finito in manette dopo esser stato sorpreso a rubare su una macchina, in via del Castello, in centro storico.

È successo intorno alle 4 di notte di mercoledì 27. Un cittadino ha chiamato il 113 segnalando un individuo, con felpa blu con il cappuccio alzato e pantaloni bianchi, che si era introdotto in un’auto in sosta. I due agenti, che erano in giro per la città per vigilare in particolare sullo spaccio di stupefacenti, sono stati inviati dalla centrale sul posto e, dopo aver parcheggiato l’auto di servizio poco lontano, si sono avvicinati a piedi.

Quando sono arrivati l’uomo era uscito dal lato passeggeri di una Punto e aveva aperto il portellone posteriore. Intimato l’alt, il ladro si dava alla fuga, ma veniva raggiunto nel giro di pochi metri. Nonostante il tentativo di divincolarsi, sferrando anche gomitate, il tunisino veniva quindi ammanettato e portato al commissariato, quindi trasferito al carcere delle Sughere di Livorno.

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Naim Fencha aveva in tasca un cacciavite di circa 17 cm e delle pinzette, oltre a un po’ di spiccioli. Aveva anche uno zainetto e un borsello nero che, a suo dire, aveva trovato in terra poco distante. In realtà era di proprietà del titolare dell’auto.

Giovedì 28 in tribunale (pm dottoressa Carmazzi, difensore d’ufficio l’avvocato Giuseppe Musotto) è andata in scena l’udienza di convalida. Il giudice ha convalidato l’arresto, ma all’uomo ha imposto solo la misura cautelare dell’obbligo di firma. Pare che il carcere livornese stracolmo imponga di limitare al massimo le detenzioni. Certo è che, dopo la firma, l’uomo sarà libero di spaccare altre auto.
 

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