Il dolore
urbanistica
Ancora scontro fra Massimo Giuliani e Alessandro Bandini
SAN VINCENZO. Continua il botta e risposta polemico sull’urbanistica tra Piombino e San Vincenzo. Questa volta tra i sindaci Massimo Giuliani e Alessandro Bandini. Ad ogni campagna elettorale – in...
3 MINUTI DI LETTURA
SAN VINCENZO. Continua il botta e risposta polemico sull’urbanistica tra Piombino e San Vincenzo. Questa volta tra i sindaci Massimo Giuliani e Alessandro Bandini. Ad ogni campagna elettorale – in questo caso per la segreteria di Federazione Pd, con in lizza Carla Maestrini e Massimiliano Roventini – le energie dei politici sembrano inaspettatamente non esaurirsi mai. La soap del botta e risposta ha visto una prima puntata tra Maestrini e Roventini, una seconda puntata con l’attacco di Giuliani e del sindaco di Campiglia Rossana Soffritti verso l’amministrazione sanvincenzina, accusata dai due sindaci di seguire una politica urbanistica indipendente da quella sovracomunale. La nuova puntata vede la risposta di Bandini a Giuliani e Soffritti e la controrisposta di Giuliani stesso. «Il Comune di San Vincenzo – dice Bandini in risposta a Giuliani e Soffritti – è impegnato da qualche anno in un processo di revisione delle proprie politiche urbanistiche nell’ottica di recuperare e dare nuova linfa ad una visione strategica sovracomunale. Se nel passato la nostra realtà ha evidenziato qualche insofferenza per la pratica del coordinamento degli strumenti urbanistici dei Comuni della Val di Cornia, oggi non è così. Il Piano strutturale del Comune di San Vincenzo, approvato nel gennaio 2016, costituisce l’atto di riallineamento e di aggiornamento dei contenuti del Piano strutturale d’area dei Comuni di Campiglia, Piombino e Suvereto. I sistemi territoriali e funzionali sui quali è fondato il nostro piano rappresentano l’estensione al territorio di San Vincenzo di quelli del Piano strutturale d’area». Che prosegue: «Con un Piano Strutturale nuovo e più aggiornato di quello d’area, il Comune di San Vincenzo porterà a compimento il percorso intrapreso con la formazione del primo Piano operativo la cui redazione è iniziata in queste settimane». Bandini conclude: «Non accettiamo lezioni e tirate d’orecchie, anzi ci premuriamo di far presente che mentre a noi viene chiesto di aderire incondizionatamente a un non ancora ben definito avvio del procedimento di formazione del Piano strutturale d’area, c’è chi non si perita a mettere in piedi varianti e trasformazioni urbanistiche. Di queste iniziative e altri progetti siamo venuti a conoscenza dalla stampa. È così che vengono intese le politiche d’area vasta?»
Dopo aver letto le parole di Bandini, Giuliani si dichiara stupito dal fatto che il Comune di San Vincenzo «sembra voler addossare agli altri la responsabilità della mancata scelta di aderire al Piano intercomunale, che appare invece in linea con una più generale insofferenza di quel Comune verso politiche sovracomunali». Per Giuliani «è inaccettabile pensare di avviare un percorso con gli altri Comuni e contestualmente fare le scelte strategiche in maniera autonoma, peraltro non richiesta dalla legge regionale», aspetto che secondo il sindaco piombinese dimostrerebbe la scarsa volontà di San Vincenzo di condividere le politiche d’area. Per il sindaco di Piombino, le scelte urbanistiche del proprio ente «sono state oggetto di confronto e condivisione con gli altri Comuni; non possiamo dire lo stesso delle recenti varianti portate avanti (o ritirate) da San Vincenzo, anche quando trattano di realtà importanti e confinanti con Piombino, come quella relativa al Park Albatros». Giuliani chiude con un appello: «Il Comune di San Vincenzo desidera aderire al Piano strutturale d’area, pur sostenendo a torto di non essere stato coinvolto da Piombino? Pur di fronte a ricostruzioni non reali, invitiamo ancora il Comune di San Vincenzo ad aderirvi».
Paolo Federighi
Dopo aver letto le parole di Bandini, Giuliani si dichiara stupito dal fatto che il Comune di San Vincenzo «sembra voler addossare agli altri la responsabilità della mancata scelta di aderire al Piano intercomunale, che appare invece in linea con una più generale insofferenza di quel Comune verso politiche sovracomunali». Per Giuliani «è inaccettabile pensare di avviare un percorso con gli altri Comuni e contestualmente fare le scelte strategiche in maniera autonoma, peraltro non richiesta dalla legge regionale», aspetto che secondo il sindaco piombinese dimostrerebbe la scarsa volontà di San Vincenzo di condividere le politiche d’area. Per il sindaco di Piombino, le scelte urbanistiche del proprio ente «sono state oggetto di confronto e condivisione con gli altri Comuni; non possiamo dire lo stesso delle recenti varianti portate avanti (o ritirate) da San Vincenzo, anche quando trattano di realtà importanti e confinanti con Piombino, come quella relativa al Park Albatros». Giuliani chiude con un appello: «Il Comune di San Vincenzo desidera aderire al Piano strutturale d’area, pur sostenendo a torto di non essere stato coinvolto da Piombino? Pur di fronte a ricostruzioni non reali, invitiamo ancora il Comune di San Vincenzo ad aderirvi».
Paolo Federighi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google