Proteste
Pd, scontro sul Piano intercomunale
di Cristiano Lozito
Roventini: «Mai invitati da Piombino». Maestrini: «È San Vincenzo che non vuole partecipare»
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PIOMBINO. S’infiamma la campagna per l’elezione del nuovo segretario di Federazione del Pd. Carla Maestrini e Massimiliano Roventini, in lizza per la guida del partito (ieri è scaduto il termine per il tesseramento, si vota nei circoli dal 12 al 22 ottobre) in questi giorni hanno dato vita a un acceso scambio di vedute su Facebook.
Roba interna al Pd, si potrebbe dire, se non fosse che entrambi i protagonisti sono assessori all’urbanistica, Maestrini a Piombino e Roventini a San Vincenzo, e la polemica tra i due esce dal piano personale per diventare questione politica, meglio ancora una lente per osservare due diverse visioni del territorio e dello sviluppo.
Diversità che hanno radici storiche, con le amministrazioni sanvincenzine tradizionalmente portatrici di politiche urbanistiche più spinte sul fronte dell’edilizia e del consumo del territorio.
Il fatto è che questi due Comuni, insieme a quello di Campiglia, teoricamente sono impegnati a costruire un Piano strutturale intercomunale, con difficoltà che il dibattito on line tra i due dirigenti del Pd rende decisamente evidenti.
Tutto è iniziato con un post di Maestrini, riferito a dichiarazioni di Roventini a un’iniziativa di partito, secondo cui San Vincenzo non sarebbe mai stato invitato a partecipare alle riunioni dell’Ufficio di Piano. In realtà, secondo Maestrini, «in seguito alla dichiarata volontà del Comune di San Vincenzo di non partecipare alla stesura del Piano intercomunale ma di condividere con i Comuni della Val di Cornia la visione politica dello sviluppo futuro, gli altri Comuni in riunioni organizzative hanno cominciato a lavorare al procedimento di avvio che sarà poi condiviso con San Vincenzo sugli aspetti politici e strategici».
La materia non è semplice, ma prova a spiegare la situazione Roventini: «Il 20 dicembre 2016 il Comune di San Vincenzo integra la convenzione in essere – scrive su fb – con quanto stabilito collegialmente nell’incontro del 3 agosto in Regione con la seguente dicitura: “per esigenze della ordinaria gestione del territorio, durante il processo di formazione del Piano strutturale intercomunale il Comune di San Vincenzo avvia autonomamente la procedura per la formazione del primo Piano Operativo con contestuale adeguamento del proprio Piano strutturale alle disposizioni della LR 65/14 e del Pit/Ppr, che rimarrà in vigore sino alla avvenuta adozione del Piano strutturale intercomunale stesso. Da quella data – dice l’assessore sanvincenzino – non abbiamo mai avuto più risposta dal Comune Piombino sulla convenzione, che doveva essere portata nei consigli comunali a fine dicembre 2016 o a gennaio 2017”».
«Ma questo non è lo spirito della pianificazione sovracomunale – è l’ultima battuta di Maestrini – che prevede una condivisione di azioni e obiettivi strategici». Insomma, il confronto congressuale si fa decisamente politico, con due posizioni contrapposte, benedette on line dai like ai post di Maestrini e Roventini da parte dei rispettivi sindaci, Massimo Giuliani e Alessando Bandini.
Così che il confronto politico rischia di diventare un conflitto tra le due amministrazioni su un tema fondamentale per lo sviluppo della Val di Cornia come quello della pianificazione urbanistica.
Roba interna al Pd, si potrebbe dire, se non fosse che entrambi i protagonisti sono assessori all’urbanistica, Maestrini a Piombino e Roventini a San Vincenzo, e la polemica tra i due esce dal piano personale per diventare questione politica, meglio ancora una lente per osservare due diverse visioni del territorio e dello sviluppo.
Diversità che hanno radici storiche, con le amministrazioni sanvincenzine tradizionalmente portatrici di politiche urbanistiche più spinte sul fronte dell’edilizia e del consumo del territorio.
Il fatto è che questi due Comuni, insieme a quello di Campiglia, teoricamente sono impegnati a costruire un Piano strutturale intercomunale, con difficoltà che il dibattito on line tra i due dirigenti del Pd rende decisamente evidenti.
Tutto è iniziato con un post di Maestrini, riferito a dichiarazioni di Roventini a un’iniziativa di partito, secondo cui San Vincenzo non sarebbe mai stato invitato a partecipare alle riunioni dell’Ufficio di Piano. In realtà, secondo Maestrini, «in seguito alla dichiarata volontà del Comune di San Vincenzo di non partecipare alla stesura del Piano intercomunale ma di condividere con i Comuni della Val di Cornia la visione politica dello sviluppo futuro, gli altri Comuni in riunioni organizzative hanno cominciato a lavorare al procedimento di avvio che sarà poi condiviso con San Vincenzo sugli aspetti politici e strategici».
La materia non è semplice, ma prova a spiegare la situazione Roventini: «Il 20 dicembre 2016 il Comune di San Vincenzo integra la convenzione in essere – scrive su fb – con quanto stabilito collegialmente nell’incontro del 3 agosto in Regione con la seguente dicitura: “per esigenze della ordinaria gestione del territorio, durante il processo di formazione del Piano strutturale intercomunale il Comune di San Vincenzo avvia autonomamente la procedura per la formazione del primo Piano Operativo con contestuale adeguamento del proprio Piano strutturale alle disposizioni della LR 65/14 e del Pit/Ppr, che rimarrà in vigore sino alla avvenuta adozione del Piano strutturale intercomunale stesso. Da quella data – dice l’assessore sanvincenzino – non abbiamo mai avuto più risposta dal Comune Piombino sulla convenzione, che doveva essere portata nei consigli comunali a fine dicembre 2016 o a gennaio 2017”».
«Ma questo non è lo spirito della pianificazione sovracomunale – è l’ultima battuta di Maestrini – che prevede una condivisione di azioni e obiettivi strategici». Insomma, il confronto congressuale si fa decisamente politico, con due posizioni contrapposte, benedette on line dai like ai post di Maestrini e Roventini da parte dei rispettivi sindaci, Massimo Giuliani e Alessando Bandini.
Così che il confronto politico rischia di diventare un conflitto tra le due amministrazioni su un tema fondamentale per lo sviluppo della Val di Cornia come quello della pianificazione urbanistica.
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