Il Tirreno

Val di Denari/la protesta 

«Paghiamo regolarmente ma qui niente pulizia dei fossi»

«Paghiamo regolarmente ma qui niente pulizia dei fossi»

PORTOFERRAIO. Residenti che fanno capo al Consorzio strada vicinale di Val di Denari e vari condomini delle case popolari preoccupati per lo stato in cui versa il fosso tombato che passa sotto il...

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PORTOFERRAIO. Residenti che fanno capo al Consorzio strada vicinale di Val di Denari e vari condomini delle case popolari preoccupati per lo stato in cui versa il fosso tombato che passa sotto il condominio numero 45 di Val di Denari.

E scrivono una lettera agli amministratori comunali e in particolare al dirigente dell’Area 3 che si occupa dei servizi sul territorio perché si attivino quanto prima per procedere alla pulitura del fosso, il cui alveo risulta invaso dalle erbe e in particolare dal canneto impedendo o ostacolando il deflusso delle acque piovane raccolte dal bacino collinare che sovrasta la zona.

«Una precauzione indispensabile – dicono – Soprattutto prendendo in considerazione i danni causati recentemente dal maltempo e dalle alluvioni verificatesi nel livornese. Un’azione che non può essere ulteriormente procrastinata, alla luce anche del fatto che i soggetti interessati versano annualmente la quota spettante loro per la pulizia dei fossi. Ma quando invece si procederà a quello di Val di Denari?». E aggiungono che, da anni, viene segnalata la necessità d’intervenire, ma il Comune e le varie autorità competenti nicchiano e rinviano. «Che cosa chiediamo per la precisione? – continuano i residenti della zona – Che sia pulito il tratto prospiciente l’intubazione, proprio quello che passa sotto al ponte, al fine di favorire il naturale deflusso delle acque meteoriche anche in casi di forti acquazzoni, o come si dice adesso in casi di vere e proprie bombe d’acqua». Ma sono gli iscritti al consorzio di Val di Denari a ricostruire i fatti e a inquadrare le situazioni. «Negli anni settanta – scrivono a Elbareport – dovendo costruire grandi agglomerati di alloggi realizzati in cooperativa, si trovò ad affrontare il problema di come trattare e comportarsi dinnanzi a un corso d’acqua che c’era e non c’era, per lo più durante l’anno era in secca. Si convenne di farlo sparire: a poca distanza da dove sarebbe stato realizzato il parcheggio più a monte dei nuovi insediamenti venne realizzata una conduttura sotterranea in cui venne convogliato il fosso, un lungo tunnel (senza pozzetti d’ispezione) in cui l’acqua passa sotto a un condominio, passa sotto via Aldo Moro, fiancheggia un altro condominio e riappare infine in un fossetto seminascosto fra le villette vicine alla cabina dell’Enel. All’imboccatura il condotto, a sezione quadrangolare, è di circa tre metri per tre metri, dimensioni che parrebbero congrue rispetto all’alveo del fosso che deve sostituire. Ma ciò che sorprende è come la conduttura va poi a sfociare, nel fossetto tra le case. Lungo il tragitto, non sappiamo a partire da dove, il “tubo” si è ridotto a due metri di larghezza per un metro di altezza, meno di un quarto della sezione iniziale e, poco prima di uscire allo scoperto, fa anche una curva, rallentando così lo scorrimento dei materiali che l’acqua trasporta. Ecco fatto, abbiamo già pronta una situazione “ad imbuto” che non promette niente di buono per le villette che, dopo quell’evento, sono state costruite nella parte bassa della valle e per chi abita ai piani bassi dei condomini Cooper Isola d’Elba costruiti negli anni settanta”. Ma non è finita qui. Nel corso dei più recenti interventi edilizi si è intervenuti a modificare il sistema di deflusso delle acque piovane esistente in loco da secoli. C’erano infatti, fino a qualche mese fa, due fossi, uno nella parte più alta e l’altro nella parte più bassa del terreno che è stato letteralmente annullato, riempiendolo e costruendoci sopra, mentre quello più alto, che si trova praticamente a filo delle nuove costruzioni, risulta di conseguenza contenuto e di fatto ridotto. «Leggiamo – continuano quelli del consorzio – che i sindaci e i tecnici, convocati dal vice prefetto, si sono impegnati a individuare e a risolvere le situazioni critiche dovute alla chiusura e riduzione dei fossi. Vorranno prendere in considerazione questa nostra segnalazione? Cosa possono dirci – concludono – il nostro sindaco Mario Ferrari e il responsabile del vincolo idrogeologico Mauro Parigi?».

Luigi Cignoni

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