Il Tirreno

«I 70 all’ora erano evitabili ma ora pensiamo al resto»

«I 70 all’ora erano evitabili ma ora pensiamo al resto»

Il gruppo Salvaiciclisti vuole chiarezza sulla realizzazione della pista ciclabile  e lamenta la mancanza di iniziative per la settimana della mobilità sostenibile 

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PIOMBINO. Nessuna manifestazione per la settimana europea della mobilità sostenibile. Durante la quale si è data la notizia dell’aumento della velocità consentita sulla Geodetica. Dai 50 ai 70 orari in inverno.

Un tempismo perfetto. Che non poteva passare inosservato nel gruppo Salvaiciclisti. «Il punto non è tanto l’aumento della velocità in sè. Meglio i 70 orari che il “libero tutti”, senza sistemi di controllo, anche se 3 minuti di differenza nel tragitto e l’alternativa della Variante potevano evitare l’innalzamento in una strada in cui i 50 sono in vigore da anni. Il tutor, comunque, sembra mostrarsi efficace e se sarà confermato il ridotto numero di sanzioni, possiamo dire che sta funzionando», spiega Marco Melillo. Per il quale, il punto centrale è il vuoto intorno. E come si pensa di riempirlo, in tema di messa in sicurezza del percorso.

«Si parla di pista ciclabile. Ma di che tipo? Spero non sia presa ad esempio quella della Principessa a San Vincenzo. E come si ragionerà sulle numerose intersezioni? Come ci si arriverà, sulla Geodetica o se ne uscirà se si ha la bici? Si chiama un taxi? E anche se si pensa ad un percorso interno, come lo si prevede? L’ingresso e l’uscita con che cosa si collegano»? Le domande più o meno sono queste anche se decisamente meglio articolate da un gruppo abituato a documentarsi con cartine, codici e regolamenti.

Il ragionamento si sposta sul Pums, il piano urbano per la mobilità sostenibile. Le ultime notizie (se ne parla da tre anni) lo danno approvato entro l’anno o al massimo nei primi mesi del 2018. «Aspettiamo di conoscerne i contenuti. Dopo gli incontri iniziali non siamo stati più coinvolti. Sembra tutto fermo mentre di segnali meno impegnativi dal punto di vista economico e progettuale non ne abbiamo visti. Aumento della velocità sulla Geodetica a parte», ironizza Melillo.

«Mentre nel resto d'Italia la settimana europea della mobilità si chiude con varie iniziative, dal bike to work del ministro Graziano Del Rio, alle giornate in città senz'auto, alle singole iniziative di carattere permanente, a Piombino niente. E non è un bel segnale», aggiunge il membro di Salvaiciclisti. A cui sarebbe bastato anche semplicemente fosse sostituita una delle poche rastrelliere presenti in città, spesso in pessimo stato. O ne fossero aggiunte alcune. Oppure, l’introduzione di un “Eccetto ciclisti” ad un senso unico. «Per la Settimana europea della mobilità sostenibile sono attivabili dei finanziamenti specifici. La comunicazione è una voce a bilancio. Se la consideri una spesa e non un investimento hai perso in partenza», chiude Melillo. (v.p.)

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di Redazione web