Il Tirreno

Nasce il comitato cittadino contro il dissalatore di Mola

di Stefano Bramanti
Il rendering del dissalatore di Mola
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Il rendering del dissalatore di Mola

Il viticoltore Sapere e altri cittadini contrari alla realizzazione della nuova infrastruttura. «Il progetto avrà un impatto elevato in un’area delicata dal punto di vista ambientale e idrogeologico»

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CAPOLIVERI. Un comitato per bloccare il dissalatore che sarà costruito a Mola e al Lido. È quanto stanno organizzando alcuni cittadini dell’isola d’Elba per tentare di ostacolare la realizzazione della nuova infrastruttura promessa da Asa. Tra gli aderenti al comitato in via di costituzione c’è Italo Sapere, agronomo che conduce la storica tenuta agricola nella pianura che precede Porto Azzurro.

Il gruppo quindi si sta organizzando e si ribella alla politica che «non ha realizzato – dice Sapere – il ben che minimo confronto con il territorio, impedendo una riflessione sulla necessità o meno di un impianto industriale di simile portata e senza valutare le possibili alternative e le scelte migliori sulla localizzazione. Non solo, la politica ha fallito ed ha consentito di far decidere ad un singolo sindaco».

Pare ovvio che il riferimento a Ruggero Barbetti di Capoliveri. Sapere prosegue: «Ormai pare fatta e la costruzione inizierà nel 2018, ma cerchiamo di dire la nostra sul dove e come realizzare la struttura, che hanno stabilito sorgerà su due aree; la prima nella piana di Mola, a fianco della strada provinciale con un cubo alto 9 metri occupando in totale 1600 metri quadrati. Ma come ha fatto la Sovrintendenza a rilasciare parere positivo alla realizzazione e come è stata fatta la valutazione di impatto ambientale? E le altre aree saranno la spiaggia del Lido di Capoliveri e il Golfo Stella, luoghi dove verrà aspirata l’acqua dal mare e dove sarà smaltita la concentrazione di salamoia che rimarrà dopo il trattamento. Ma il bello è che la zona scelta è stata considerata di scarso valore ambientale, non soggetta al rischio idrogeologico e lontana dai centri abitati, cosicché non si pone il problema delle emissioni acustiche. Ma la realtà sarà assai diversa». Sapere ricorda come l’area di Mola sia da sempre colpita da allagamenti; i più devastanti si sono verificati nel 1973 e nel 1977, e comunque durante gli inverni normalmente piovosi, la zona si riempie di acqua. «Una zona di alto valore ambientale poi, visto che confina con il parco e da sempre è interessata da attività agricole e non è isolata – aggiunge Sapere – Nelle vicinanze ci sono abitazioni, attività ricettive, ristoranti, agriturismi che verranno investiti direttamente dal serio problema delle emissioni acustiche del dissalatore 24 ore su 24. Emissioni sonore che non saranno a norma con il regolamento dei Comuni di Capoliveri e Porto Azzurro».

«Poi – prosegue Robert Martorella, di Confesercenti – ci saranno interventi sulla spiaggia del Lido ad alta presenza antropica, a pochi passi da un campeggio e da un ristorante, in un golfo chiuso e magari potranno capitare lavorazioni in estate che andranno a interdire la balneazione. Ma con la flora e la fauna di terra e di mare come la mettiamo con tali impatti? Noi non disperiamo, quando la politica viene meno tocca ai cittadini organizzarsi».

Il comitato è intenzionato a difendere le proprie posizioni. Sapere fa un’altra riflessione, relativa alle alternative al dissalatore. «Come mai da anni quasi nessun sindaco, nessun ente ha pensato a recuperare le acque sorgive che abbiamo, in particolare al monte Capanne, per accumularle negli anni, come suggeriscono geologi, tra cui Alessandro Damiani, o il tecnico Meneghin che ha presentato uno specifico progetto col quale l’isola potrebbe essere autonoma dal punto di vista idrico. Nessuno ha mai pensato anche a raccogliere con invasi le acque piovane, utili ad avere acqua per l’antincendio e altri servizi nell’estate. Nei giorni scorsi – ha concluso Sapere – alcuni rappresentanti del comitato hanno partecipato ad un incontro alla Regione, promosso dalla consigliera regionale Spinelli, affrontando i principali nodi del progetto del dissalatore. Ci sarà poi un incontro con i progettisti dell’opera, promosso dal presidente dell’Autorità di Ambito, per valutare eventuali possibili margini di miglioramento».

Chi è interessato può contattare me Italo Sapere (347 91 81 433) oppure Robert Martorella (389 821 5936).

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