Il Tirreno

Detenuto del carcere dà fuoco alla sua cella

Il carcere di Porto Azzurro
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Il carcere di Porto Azzurro

Il protagonista del gesto dimostrativo è lo stesso che sabato ha ingerito due pile: un agente lo salva e rimane intossicato

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PORTO AZZURRO. Sabato pomeriggio ha ingoiato due pile, dopo una lite con un compagno di cella. Lunedì 18, una volta tornato a Porto Azzurro, ha dato fuoco alla sua cella nell'infermeria, rischiando di farsi del male e finendo per intossicare un agente della penitenziaria che, di fatto, gli ha salvato la vita. È la sintesi degli ultimi turbolenti giorni trascorsi da un detenuto del carcere di Porto Azzurro. A denunciare l’ennesimo grave episodio che si è verificato nel carcere di Porto Azzurro è Donato Capece, segretario generale del sindacato autonomo di polizia penitenziaria Sappe. «Un detenuto di circa trent’anni, nel primo pomeriggio di oggi (ieri ndr), ha dato fuoco alla cella dell’infermeria del carcere, dove era ricoverato, dopo che sabato scorso era trasferito d’urgenza con Il pegaso a Livorno per aver ingerito alcune batterie ministilo. Al rientro in carcere è stato precauzionalmente messo in una cella dell’infermeria, ma si è reso protagonista dell’ennesimo gesto dimostrativo, mettendo a rischio anche l’incolumità dell’agente in servizio».

Il poliziotto è intervenuto con prontezza per spegnere il principio di incendio, riuscendo anche a salvare la vita al detenuto. «Ancora una volta a farne le spese è stato un appartenente al corpo di polizia penitenziaria – commenta Capece – rimasto intossicato dai fumi sprigionatisi dalla combustione di diversi materiali presenti nella stanza, ad un livello tale da rendere necessario il suo trasporto in ospedale. Ribadiamo, ancora una volta, che il carcere di Porto Azzurro, istituto improntato prettamente al trattamento, è affollato di detenuti prevalentemente extracomunitari, con problematiche psichiche e tossicologiche, e che l’apertura incondizionata delle celle sin dal primo mattino fino alla sera, oltre a lasciare i detenuti in pieno e totale ozio, mette a repentaglio la già precaria situazione della sicurezza».

Capece spiega che una delegazione del Sappe della Toscana e di Porto Azzurro parteciperà oggi alla manifestazione programmata dai sindacati della polizia penitenziaria davanti alla Camera dei Deputati. «Saremo in piazza Montecitorio a gridare la protesta. Il sistema penitenziario, per adulti e minori, si sta sgretolando ogni giorno di più. Vigilanza dinamica e regime penitenziario aperto, fortemente voluti da questo governo con il ministro della Giustizia Orlando e da questa amministrazione penitenziaria retta da Santi Consolo, hanno dato il colpo finale alle politiche di sicurezza interna alle carceri».
 

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