Il Tirreno

«All’incontro al Mise portiamo i lavoratori»

PIOMBINO. Lettera aperta di Articolo 1-Camping Cig ai rappresentanti delle Rsu Aferpi e di Piombino Logistic e alle segreterie sindacali. Obiettivo, organizzare la presenza a Roma, sotto il ministero...

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PIOMBINO. Lettera aperta di Articolo 1-Camping Cig ai rappresentanti delle Rsu Aferpi e di Piombino Logistic e alle segreterie sindacali. Obiettivo, organizzare la presenza a Roma, sotto il ministero durante l’incontro del 20.

«In questi giorni - ricorda il coordinamento - si gioca una partita importante per la ex-Lucchini e per il territorio tutto. Si paventa una soluzione che nella sostanza lascia le cose come stanno: Rebrab potrebbe restare padrone di Piombino con la promessa di realizzare gli investimenti nell’agroindustria e con l’occupazione del porto, facendosi pagare da Jindal che rientra dalla finestra e che, al di là di faraonici progetti strizzerà i laminatoi per acquisirne il portafoglio clienti, se ancora esiste, e poi mollerà di nuovo la patata bollente nelle nostre mani».

«Di fronte a questo scenario e alla grave sconfitta rappresentata dall’aver accettato Cevital senza valutarne la consistenza, - prosegue la nota - oggi i comportamenti che si richiedono ai rappresentanti dei lavoratori devono essere diversi. Tra gli errori del passato c’è anche quello, gravissimo, di non aver spinto le mobilitazioni per far divenire Piombino un caso nazionale. Di questo hanno approfittato e continuano a farlo mediocri politici per far avanzare le loro carriere, sperperando tra l’altro i soldi pubblici».

Per Camping Cig «non ci si può ritrovare a contrattare da soli per l’uscita totale di Rebrab e per un energico intervento dello Stato finalizzato al rilancio della fabbrica che la gestione Aferpi ha ridotto ai minimi termini. Il commissario non può limitarsi a fare il notaio dei disastri, ma deve essere messo in condizione di agire per rendere la fabbrica un modello da seguire. Per tutto questo è estremamente necessario organizzare subito la mobilitazione. Per questo è necessario che nel prossimo incontro al Mise il sindacato non vada solo per ascoltare quanto i politici vogliono fargli sapere, ma vada con l’intenzione e la forza di ribaltare la situazione e dire ai politici cosa vogliono i lavoratori. Per dare forza alle loro voci e per dare consistenza alle mobilitazioni, - chiude la nota - va organizzata la presenza sotto il Ministero».



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