Il dolore
sinistra italiana
«Dopo Rebrab occorre un progetto serio e ecompatibile»
PIOMBINO. «Fino ad oggi di che cosa abbiamo parlato? Apprendiamo che il ministro Calenda dichiara che in relazione ai rapporti con Aferpi “le difficoltà riscontrate in queste ultime settimane sono...
2 MINUTI DI LETTURA
PIOMBINO. «Fino ad oggi di che cosa abbiamo parlato? Apprendiamo che il ministro Calenda dichiara che in relazione ai rapporti con Aferpi “le difficoltà riscontrate in queste ultime settimane sono difficilmente accettabili e superabili”. Ci sono voluti tre anni per dire che le condizioni sono “difficilmente” accettabili».
È questa la premessa di Sinistra italiana Piombino Val di Cornia, secondo cui «quando si rileva una fabbrica, dopo un commissariamento governativo, è prassi presentare un piano industriale nei minimi dettagli sia in termini occupazionali, produttivi, di compatibilità e impatto ambientale rispetto al piano regolatore. In poche parole si studia la fondatezza, la fattibilità e la sostenibilità di un progetto. Si può quindi dire che queste affermazioni del ministro declamano il fallimento della politica in questi anni».
Riferendosi alle indiscrezioni sull’interesse di Jindal «si alimentano nuove speranze – dice la nota di Si – e si ripropone il ciclo integrale escludendo la cokeria per produrre 3 milioni di tonnellate di acciaio. Gli esperti del settore nutrono dubbi sulla tenuta dell’altoforno per arrivare a creare una così alta produzione e va a rischio la sicurezza degli impianti e la ricaduta ambientale. In città già circolano chiacchiere e ragionamenti di pancia, si alimentano le paure dell’inquinamento e della disoccupazione di massa, nascono spaccature e divisioni sociali e politiche».
Per queste ragioni Sinistra italiana chiede quindi «che ci sia un progetto industriale serio per il territorio, ecocompatibile. Crediamo che le bonifiche siano indispensabili, chiediamo anche con forza trasparenza e credibilità politica, non vogliamo più arrivare a sostenere l’inattendibilità di un progetto come quello di Rebrab che ha penalizzato un territorio e i lavoratori; a questi progetti “fantasma” diciamo no grazie».
È questa la premessa di Sinistra italiana Piombino Val di Cornia, secondo cui «quando si rileva una fabbrica, dopo un commissariamento governativo, è prassi presentare un piano industriale nei minimi dettagli sia in termini occupazionali, produttivi, di compatibilità e impatto ambientale rispetto al piano regolatore. In poche parole si studia la fondatezza, la fattibilità e la sostenibilità di un progetto. Si può quindi dire che queste affermazioni del ministro declamano il fallimento della politica in questi anni».
Riferendosi alle indiscrezioni sull’interesse di Jindal «si alimentano nuove speranze – dice la nota di Si – e si ripropone il ciclo integrale escludendo la cokeria per produrre 3 milioni di tonnellate di acciaio. Gli esperti del settore nutrono dubbi sulla tenuta dell’altoforno per arrivare a creare una così alta produzione e va a rischio la sicurezza degli impianti e la ricaduta ambientale. In città già circolano chiacchiere e ragionamenti di pancia, si alimentano le paure dell’inquinamento e della disoccupazione di massa, nascono spaccature e divisioni sociali e politiche».
Per queste ragioni Sinistra italiana chiede quindi «che ci sia un progetto industriale serio per il territorio, ecocompatibile. Crediamo che le bonifiche siano indispensabili, chiediamo anche con forza trasparenza e credibilità politica, non vogliamo più arrivare a sostenere l’inattendibilità di un progetto come quello di Rebrab che ha penalizzato un territorio e i lavoratori; a questi progetti “fantasma” diciamo no grazie».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google