Il Tirreno

Vertenza Aferpi, mercoledì 20 i sindacati convocati al Mise

Vertenza Aferpi, mercoledì 20 i sindacati convocati al Mise

Confermata l’assemblea al rientro in città della delegazione.  Intanto la Cna punta sul progetto di economia diversificata

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PIOMBINO. I sindacati sono stati convocati al Mise per mercoledì 20 prossimo alla 9,30.

E’ confermata, al rientro in città, l ’assemblea con i lavoratori per presentare gli elementi emersi nel corso del vertice con il ministro Carlo Calenda, in una fase particolarmente complicata.

Sulla situazione Aferpi interviene la Confederazione artigiani con una nota in cui si sottolinea la necessità di dover sfruttare in maniera intelligente lo stato, riconosciuto, di area di crisi complessa.

Nella sua nota, la Cna premette che le ultime evoluzioni sulla questione non la colgono di sorpresa. «Ormai in molti incontri - per ultimo quello fatto a Firenze in Seconda commissione consiliare, con la presenza anche del presidente Enrico Rossi, sosteniamo che, pur auspicando un possibile ma difficile recupero del comparto siderurgico, il territorio e le imprese hanno il dovere di guardare anche oltre», afferma l’organizzazione in una nota.

«Ad oggi purtroppo - si legge ancora - l’incertezza su possibili sviluppi della siderurgia permane nonostante l’impegno del governo e delle istituzioni locali a sostegno dell’apparato industriale e della forza lavoro. Occorre che questo impegno sia meglio calibrato puntando ad uno sviluppo del territorio nuovo e diversificato. La monocultura in questi anni ha dimostrato di non essere una strada percorribile».

«A tutti - continua la Confederazioen artigiani - premerebbe un comparto industriale forte e avanzato tecnologicamente, ma purtroppo questo è di fatto il tassello mancante dell'intero Paese. Di conseguenza dobbiamo lavorare per ricostruirlo, ma non possiamo farlo totalmente a scapito di altri sistemi economici che ormai da soli sostengono la maggioranza del sistema Italia».

L’organizzazione degli artigiani ritiene che per fare questa operazione, sia necessario che il territorio tutto ci creda convintamente e ci investa, «a partire proprio dalla città di Piombino, che si deve destare dal sonno indotto da un sistema che l'ha resa passiva, e deve culturalmente rinnovarsi. Non deve farlo da sola, ma deve essere sostenuta nella sua rinascita dalla politica, dalle istituzioni, dal sistema delle imprese, che da sole hanno già intrapreso il cammino, dalle parti sociali che devono abbandonare alcuni dogmi e lavorare fattivamente e senza pregiudizi sul progetto di sviluppo».

La Cna si dichiara pronta a contribuire ad un percorso «che porti a dare il via ad una nuova Piombino, che non può prescindere dai territori adiacenti della Val di Cornia. Invitiamo, quindi, le istituzioni e tutti i soggetti interessati ad aprire una nuova fase progettuale. Una fase che necessariamente conduca a traghettare questo territorio verso una nuova rotta. Questa, per quanto difficile, risulta l'unica scelta per approdare ad un nuovo sviluppo del comprensorio. Le risorse a disposizione non possono essere sprecate».

Da qui la necessità di ottimizzare i contenuti del riconoscimento ottenuto relativamente allo stato di crisi complessa. «Dobbiamo utilizzare in modo intelligente lo stato di area di crisi complessa che è stata riconosciuta, e - chiude la Confederazione artigiani - abbiamo il dovere di farla fruttare in maniera strutturale perchè le risorse a disposizione non possono essere assolutamente sprecate».


 

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