Il Tirreno

«Abbiamo perso tutto con l’uragano Irma»

«Abbiamo perso tutto con l’uragano Irma»

Laura Betti Carboncini e il marito Walter, da 13 anni a Saint Martin, sperano di ritrovare il loro cane  

2 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. Sfuggiti, per un soffio, all’uragano Irma. C’era un’operazione programmata da tempo all’ospedale di Livorno. Laura Betti Carboncini, 50 anni piombinese e il marito Walter Ricci, 42 anni di Monterotondo sono ancora in città (per la convalescenza di Laura), ma da 13 anni lavorano e vivono a Saint Martin (Piccole Antille). Fotografa/artista lei, parrucchiere lui.

La loro casa non c’è più, lo sanno «ma il problema – raccontano – non è non avere più nulla... Stiamo cercando il modo per mettere in salvo il nostro cane Nino rimasto sull’isola con degli amici; lì si sta vivendo una situazione drammatica». Il passaggio del ciclone ha distrutto quasi la totalità di edifici e infrastrutture, e gli abitanti delle isole lottano da giorni per sopravvivere: risse pure per gli ultimi alimenti rimasti. Per combattere lo sciacallaggio e soccorrere le popolazioni, francesi e olandesi inviano truppe.

«Siamo in contatto con chi è rimasto grazie a WhatsApp ma è uno strazio – sussurra Laura –. Non abbiamo mai smesso di cercare chiunque conoscevamo per sapere se erano ancora vivi e per avere notizie di Nino sempre accudito, ogni volta che partivamo, da una famiglia meravigliosa che si dedica a questo tipo di servizi... Per giorni nessuna notizia – ricorda Laura –. Finché una mia amica, quasi sorella, ha rischiato la vita per andare a cercare questi conoscenti che ospitavano Nino. Li ha trovati e ha preso il cane con sé... Promettendo che baderà a lui finché non ci saranno nuovamente possibilità di voli per imbarcare anche animali... Per mettersi in salvo da quella che sembra sempre più una guerra».

«Tutti – racconta Walter – sono barricati dove possibile, da giorni, perché c’è il coprifuoco. Un luogo che era considerato e che si vantava di essere nominato come Friendly island si e improvvisamente diviso in due barriere e le persone che vivono nella parte francese non possono andare nella parte olandese e viceversa. Insomma è il caos». «La maggior parte degli abitanti ha perso tutto – conferma Laura – La gendarmeria francese è stata assaltata e le armi rubate... Tanti bambini vengono imbarcati soli sugli aerei pur di metterli in salvo. I messaggi, le voci dei nostri amici ci spezzano il cuore».

«Dopo aver perso quanto costruito col sacrificio di anni, abbiamo solo il desiderio di riabbracciare il nostro piccolo Nino, trovatello di 3 anni, per noi un familiare... – affermano, insieme – Cercando anche di sollevare la massima attenzione per quanto sta succedendo. Aiutateci e aiutare queste persone alle Antille, che affrontano, da sole, momenti terribili».

Cecilia Cecchi

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa