Il Tirreno

Censimento di tutte le aree a rischio

di Antonella Danesi
Censimento di tutte le aree a rischio

Decisa una ricognizione in tutta l’isola, zona per zona, per verificare lo stato dei fossi e individuare quelli “tombati” 

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PORTOFERRAIO. Provvedere ad un nuovo censimento delle zone più a rischio di ogni Comune in modo da predisporre interventi mirati di manutenzione e informare direttamente i cittadini in caso di allerta. Questa è la priorità emersa dal vertice sul rischio idrogeologico all’Elba che si è svolto in viceprefettura ieri mattina.

Sulla scorta di quanto avvenuto nei giorni scorsi a Livorno, la riunione aveva l’obiettivo di richiamare l’attenzione dei sindaci a verificare tutto il territorio, che presenta non poche criticità, alcune anche importanti, segnalate dai carabinieri forestali dopo alcune verifiche. Quelle più impegnative riguardano canali e fossi che in questi anni sono stati modificati nel loro tracciato, altri sono stati tombati e al momento si presentano in cattivo stato di manutenzione. In alcuni casi addirittura ci sono stati realizzati depositi di cantieri edili.

«Tutte situazioni che devono essere eliminate – ha spiegato il viceprefetto Giovanni Daveti – i sindaci dovranno prevedere una serie di interventi e, coadiuvati dal Consorzio di bonifica Toscana Costa e da Esa, dovranno fare un esame complessivo del territorio». E i sindaci hanno risposto all’appello dando la loro disponibilità ad intervenire immediatamente. «Le priorità fondamentali – ha precisato Daveti – sono legate ad alcuni comuni che purtroppo già in passato hanno vissuto esperienze negative con alluvioni e temporali forti. Il consiglio è che ora mettano a fuoco un sistema di informazione alla popolazione che su certi eventi non sia generica, ma diretta ai potenziali interessati». Che non dovranno aspettare l’allerta rosso per mettersi in salvo se sapranno di trovarsi in una zona a rischio. «Questi episodi così gravi come quello che si è verificato a Livorno non sono molto frequenti – ha spiegato il colonnello dei carabinieri forestali, Marco Pezzotta – ma abbiamo tante situazioni intermedie e ogni anno abbiamo problemi di drenaggio insufficiente, quindi dobbiamo lavorare su quelli. Sul singolo episodio, pur tragico, possiamo fare obiettivamente poco. Anche per questo però dobbiamo lavorare sull’educazione delle persone che devono conoscere quali sono i problemi e non sottovalutarli. È necessario che sappiano che vivono in una zona esondabile. Di fronte al rischio dobbiamo essere preparati». Le principali criticità sono strutturali perché sono frutto di una gestione del territorio che il colonnello definisce “malaccorta”. «Ci sono poi – continua – problemi di ordinaria e straordinaria manutenzione delle linee d’acqua su cui bisogna lavorare anche se bisogna fare i conti con la mancanza di fondi, di operai e di attrezzature. Però qualcosa si può e si deve fare». E il Consorzio di bonifica è al lavoro insieme ai sindaci, in primis sui corsi d’acqua che scorrono all’interno dei centri urbani o che hanno attraversamenti o tombamenti. «Chiaramente – ha spiegato Roberto Pandolfi, del Consorzio di Bonifica – in queste zone abbiamo già predisposto un piano di attività che prevede due interventi l’anno, uno in primavera e uno in tarda estate – inizio autunno». In questo momento stanno eseguendo i secondi tagli a monte e dentro i centri urbani. «C’è da dire – prosegue – che sono interventi ordinari, che garantiscono la transitabilità di un’ondata di piena di tipo ordinario, quella straordinaria ha altri effetti sul territorio». Con i comuni il Consorzio metterà in cantiere interventi per rilevare quelle criticità che ancora non sono state evidenziate, in collaborazione con la prefettura e il comando dei carabinieri forestali. Pronto ad impegnarsi per attenuare questi fenomeni che “vanno oltre gli standard previsti fino ad ora” il sindaco di Portoferraio, Mario Ferrari. È convinto che l’isola per accogliere bene gli ospiti debba procedere con interventi comprensoriali, magari utilizzando proventi del contributo di sbarco con il doppio obiettivo dell’accoglienza e della sicurezza di residenti ed ospiti. Il primo cittadino si è poi tolto un sassolino dalla scarpa sul tema della responsabilità dei sindaci in eventi catastrofici. «Ci vengono attribuite tutte le colpe – ha specificato Ferrari – Ci dobbiamo impegnare al meglio per attenuare fenomeni così esasperati ma non sono disposto ad essere individuato come colpevole. Ho intenzione di intraprendere azioni pesanti, e che potranno esser oggetto anche di critiche, per sollevare questo problema. La legge va rispettata ma non è detto che sia sempre in condizione di far superare certe problematiche».

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