Il Tirreno

Massimo Giuliani: «Valuteremo ogni progetto con prudenza»

Valeria Parrini
L'altoforno e gli impianti spenti della fabbrica (foto Paolo Barlettani)
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L'altoforno e gli impianti spenti della fabbrica (foto Paolo Barlettani)

Il sindaco chiede una convocazione al Mise e intanto i 5 stelle bocciano l’ipotesi di riaccensione dell’Afo

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PIOMBINO. Il governo che boccia Issad Rebrab. Le anticipazioni dei media, mai smentite, sull’interesse palesato da Jindal al governo stesso. Possibilità di riaccensione Afo inclusa.

Dopo la lettera del ministro Carlo Calenda con la quale si ufficializza l'avvio della procedura di rescissione del contratto con il gruppo algerino, il sindaco Massimo Giuliani richiede un incontro al Mise e un coinvolgimento immediato nelle trattative con il gruppo indiano.

Nella lettera, Giuliani rinnova la richiesta di strumenti adeguati per traghettare il territorio verso un nuovo processo di reindustrializzazione. E chiede con urgenza che il Comune sia coinvolto da subito nelle trattative con Jindal.

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«In un territorio ormai provato dalla crisi – afferma Giuliani – e dopo un lungo periodo di aspettative purtroppo non andate a buon fine, ora è il tempo di saggiare e ponderare con prudenza e attenzione le intenzioni di chi vuole investire, in un'ottica di rispetto dell'ambiente e di sviluppo reale. Prima di esprimere qualsiasi parere sarà necessario approfondire i progetti che verranno presentati», chiude Giuliani.

Molto critici nei suoi confronti sono i consiglieri comunali del Movimento Cinque stelle. «Nonostante le rassicurazioni che periodicamente ci arrivano dal sindaco, che invita nei consigli comunali a non credere a quanto scritto sui giornali, non possiamo non rispondere ai titoli che annunciano l’ipotesi di riaccensione del vecchio, inquinante altoforno. Sono ormai più di 3 anni - prosegue la nota del gruppo - che la città è stata chiamata a stringere i denti per permettere all'accordo di programma di "donarci un futuro migliore". Lontano da quel recente passato dove ciminiere ed altoforno distribuivano ogni tipo di inquinamento, le cui conseguenze purtroppo si ritrovano nelle cartelle cliniche di molti nostri cari».

«C'è stato non solo promesso ma garantito da tutte le parti sociali - Governo, Regione, Provincia e Amministrazione comunale - un riscatto per Piombino dal punto di vista ambientale ed economico, e questa speranza non può essere cancellata in un attimo dai soliti personaggi che ce l'hanno offerta. Saremo da subito al fianco della città che pretende un futuro migliore e lotterà per averlo per sé stessa, per i suoi figli e per tutti quelli che hanno pagato il prezzo più caro».

Dunque, per il Movimento, il futuro di Piombino è rappresentato esclusivamente dal rispetto dell’accordo di programma con le bonifiche, l'allontanamento degli impianti, il forno elettrico e il potenziamento della logistica portuale senza il polo di smaltimento navale.

Ieri, intanto, una delegazione della Uilm formata dal responsabile provinciale Vincenzo Renda, Claudio Bartolommei (coordinatore Arcelor Mittal) e Lorenzo Fusco (coordinatore Aferpi) ha incontrato a Roma il segretario nazionale, Rocco Palombella e il coordinatore Guglielmo Gambardella.

Nella nota finale si sottolinea «l’evidente incapacità del gruppo algerino di proseguire nella gestione dello stabilimento, ma soprattutto, viste le condizioni in cui versa l’azienda, le difficoltà nel presentare un “serio” piano industriale e le relative fonti di finanziamento. Come auspicato, il Governo ha avviato una verifica dell’interesse da parte di altri soggetti industriali. Questa fase va accelerata per limitare i sacrifici economici dei lavoratori ed evitare la perdita di ulteriori quote di mercato e di clienti storici, in particolare quelli delle rotaie».

La Uilm ritiene importante capire di più sulle antcipazioni dei media. «I previsti incontri con i vertici di ArcelorMittal, presso il MiSE, per il negoziato sulla vicenda Ilva - conclude - potranno essere utili anche per accertare le indiscrezioni su eventuali interessi ad acquisire lo stabilimento della Magona. Ci attendiamo, dunque, una convocazione da parte del ministro».


 

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