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L’urologo Michele Lanciotti al lavoro a Villamarina

L’urologo Michele Lanciotti al lavoro a Villamarina

PIOMBINO. A Villamarina è arrivato il nuovo urologo. Si chiama Michele Lanciotti ed è già operativo. Si colma così una lacuna vistosa nell’organico del reparto, per la quale si è ridotta...

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PIOMBINO. A Villamarina è arrivato il nuovo urologo. Si chiama Michele Lanciotti ed è già operativo. Si colma così una lacuna vistosa nell’organico del reparto, per la quale si è ridotta sensibilmente l’attività.

La media delle 134 operazioni potrebbe di nuovo raggiungere annualmente quota 300, la soglia standard fino a quando lo staff medico era completo.

L’ingresso del dottor Lanciotti stabilizzerà l’attività chirurgica settimanale e consentirà contemporaneamente la copertura degli ambulatori di Piombino, Cecina e Portoferraio.

Ieri, intanto, dopo la pausa estiva, le sale operatorie hanno ripreso a funzionare anche per gli interventi programmati. Negli ultimi mesi sono state garantite solo le emergenze e le urgenze. Dopo anni di sofferenza la riduzione delle attività in luglio ed agosto non pare aver presentato particolari criticità.

«I dati ufficiali saranno disponibili ad ottobre ma possiamo ben dire che tutte le urgenze sono state effettuate a Villamarina in linea con i numeri degli anni scorsi. Nel 2016 furono eseguiti 255 interventi», afferma Paolo Camelli(responsabile Uil per l’area Asl).

Al sindacalista risulta stabile anche l'attività chirurgica complessiva di Villamarina negli ultimi 5-6 anni, con circa 2300 interventi su base annua. La suddivisione ne assegna 890 a chirurgia, 750 a ortopedia, 340 a ostetricia, 221 a otorino e 134, appunto, a urologia.

«Permane - sottolinea Camelli - una criticità relativa al personale delle sale operatorie costretto a orari di lavoro prolungati e alle reperibilità, superiori al massimo consentito dal contratto nazionale. Anche 8 o 9 mensili invece di 6».

Altro problema irrisolto è quello del frequente rinvio di sedute operatorie in calendario per far fronte ad una emergenza-urgenza. «E qui servirebbe l’attivazione di una quarta sala, in modo da averne 3 disponibili sul programmato ed una per le necessità improvvise. Ovviamente - chiude Camelli - con il conseguente incremento di personale». (v.p.)

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