Il Tirreno

PIOMBINO

Su le maniche per Baratti tra recuperi e scoperte

di Cecilia Cecchi
Parte della platea al museo etrusco di Populonia collezione Gasparri
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Parte della platea al museo etrusco di Populonia collezione Gasparri

L’archeologia incontra il pubblico al museo etrusco Gasparri di Populonia Camilli (Soprintendenza): «C’è voluta un’alluvione, ma ora riflettori sul Golfo»

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POPULONIA. «Il 28 ottobre 2015, giornata che resterà impressa nella memoria di tutti. L’alluvione ha rovesciato un’area fragile e preziosa come Baratti e Populonia, ma ha visto tutti impegnarsi insieme».
Così, Francesco Ghizzani Marcìa ha preso la parola - dopo il saluto di Carolina Megale (archeologa, direttore scientifico del museo) - introducendo l’incontro dedicato alla presentazione del libro “Archelogia in cantiere, i recuperi e le scoperte fatte dopo l’alluvione”. Nella sala del museo etrusco di Populonia non sono bastate le sedie, segno che la passione per il Golfo è la stessa di sempre. «Allora – ha aggiunto Ghizzani – non ero presidente Parchi, ma insieme ai tanti operatori e cittadini ho risposto anch’io all’appello che fece la Parchi, “Su le maniche per Baratti”». Tra il pubblico l’assessore Margerita Di Giorgi.

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«Punto di un percorso non la fine – ha spiegato Ghizzani Marcìa – perché le novità emerse in queste ricerche sono tante e con la Soprintendenza avremo modo di organizzare altre giornate di studio dedicate al nostro patrimonio archeologico. Importante è già adesso restituire questi dati in tempi così brevi, lasciando la prudenza scientifica, perché qui la ricerca archeologica e la tutela si traducano in valorizzazione, per restituire ai cittadini il proprio passato».

 


Andrea Camilli, funzionario archeologo (Soprintendenza Pisa e Livorno) ha poi ricordato sia i danni che gli interventi d’emergenza. Camilli tra i primi ad arrivare (armato di zaino e sacco a pelo) subito dopo l’alluvione: «Il filmato fatto da Andrea Camerini con allagamenti ovunque non lasciava niente all’immaginazione – ha detto Camilli – E si trattava di una serie incalcolabile di danni. I vigili del fuoco chiamati per mettere in salvo il personale rimasto bloccato... Ma la macchina amministrativa ha agito con rapidità. Due giorni di sopralluoghi con Fichera e Guideri (Parchi) per quantificare i danni. Quadro di una situazione devastante... come il muro di pietre amassato dietro al parcheggio della Pergola. O la necropoli sommersa di fango».

 


Ricordi terribili, ma pure emozionanti. «Subito una mobilitazione generale inimmaginabile – ha sottolineato Camilli – e dalla direzione Mibact 150mila euro per l’intervento d’emergenza». Mentre lo stesso Camilli fermava persone intente a “far la spesa” di reperti sulla spiaggia «volontari, forze dell’ordine – ha confermato – hanno monitorato costantemente la zona....».

«Però finalmente è stata restaurata la tomba dei flabelli, “grazie” al cedimento della volta... si è fatta maggiore chiarezza sulle sepolture di stranieri sulla spiaggia nella zona del fontino. Perché davvero gli Etruschi erano i nonni dei Romani: a lato delle sepoltura i cassoni rivelano la presenza di altre ossa stratificate... Dopo l’alluvione il ritrovamento di una sepoltura bisoma: qui due bambini tra i 7 e 12 anni con un corredo principesco, pure con oggetti di bronzo e ambra (di epoca villanoviana), degno dell’elite dominate allora a Baratti... Validi gli interventi di restauro alla Porcareccia sugli edifici industriali – ha detto ancora Camilli – una lavorazione cominciata con gli Etruschi, ma il grosso della storia è poi legata alla guerra punica, cioè è Roma che utilizza Populonia, nel III secolo, come fabbrica del ferro. E l’aristocrazia del ferro è qui che realizza la propria tomba. Purtroppo c’è voluta un’alluvione per rimettere in moto la macchina delle attività e per richiamare attenzione, ma qui è stata dimostrata un’importanza e un’efficienza e che tanti si rifiutavano di riconoscere».

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