Sicurezza
Gabrielli (Mdp)
«Niente bonifiche se Rebrab abbandona»
PIOMBINO. «In questi giorni abbiamo letto sui giornali le dichiarazioni di Anselmi, Faggiani, Mezzacapo, Camping cig, Gasperini, tutti insieme appassionatamente contro un’ipotetica riaccensione dell’a...
2 MINUTI DI LETTURA
PIOMBINO. «In questi giorni abbiamo letto sui giornali le dichiarazioni di Anselmi, Faggiani, Mezzacapo, Camping cig, Gasperini, tutti insieme appassionatamente contro un’ipotetica riaccensione dell’afo. Mi permetto di dire che oramai il progetto di Cevital è tramontato, Rebrab cerca di recuperare i soldi spesi per andare via, ma se si fossero garantiti i finanziamenti al progetto di Aferpi forse sarebbe stato meglio».
É questa la disamina sconsolata di Luciano Gabrielli, ex segretario Fiom e attuale coordinatore di Mdp: «Forse verrà Jindal con una proposta per i soli laminatoi – scrive – quindi poche centinaia di persone. E gli impianti vecchi chi li smantella? Oppure Jindal dirà (una possibilità su mille) che entro due anni s’impegna a far ripartire l’afo. Le bonifiche non ci saranno, agli impianti che rimangono al commissario ci penserà lo Stato».
Tutto ciò, dice Gabrielli «a meno che il Governo non convinca il nuovo imprenditore che il progetto a Ischia di Crociano è la miglior soluzione e dia le garanzie finanziarie per farlo».
«Ma cosa lega tutti i soggetti che scrivono? – prosegue – C’è chi vuole salvare il Governo che è il maggior responsabile se non si fa acciaio a Piombino, chi vuole essere protagonista per un giorno,chi vuole conquistare il Comune. Intanto al porto i progetti rallentano o sono fermi per l’immobilismo della nuova Autorità portuale, grazie a Del Rio. Tutto questo mentre non sappiamo ancora le conseguenze su Magona dell’acquisto dell’Ilva da parte di Mittal, e la Dalmine in questo bailamme guarda con più o meno fiducia a Piombino? Con il solo turismo non si vive – è la conclusione – Piombino sarà forte se riuscirà a coniugare siderurgia, turismo, terziario, agricoltura, cultura».
É questa la disamina sconsolata di Luciano Gabrielli, ex segretario Fiom e attuale coordinatore di Mdp: «Forse verrà Jindal con una proposta per i soli laminatoi – scrive – quindi poche centinaia di persone. E gli impianti vecchi chi li smantella? Oppure Jindal dirà (una possibilità su mille) che entro due anni s’impegna a far ripartire l’afo. Le bonifiche non ci saranno, agli impianti che rimangono al commissario ci penserà lo Stato».
Tutto ciò, dice Gabrielli «a meno che il Governo non convinca il nuovo imprenditore che il progetto a Ischia di Crociano è la miglior soluzione e dia le garanzie finanziarie per farlo».
«Ma cosa lega tutti i soggetti che scrivono? – prosegue – C’è chi vuole salvare il Governo che è il maggior responsabile se non si fa acciaio a Piombino, chi vuole essere protagonista per un giorno,chi vuole conquistare il Comune. Intanto al porto i progetti rallentano o sono fermi per l’immobilismo della nuova Autorità portuale, grazie a Del Rio. Tutto questo mentre non sappiamo ancora le conseguenze su Magona dell’acquisto dell’Ilva da parte di Mittal, e la Dalmine in questo bailamme guarda con più o meno fiducia a Piombino? Con il solo turismo non si vive – è la conclusione – Piombino sarà forte se riuscirà a coniugare siderurgia, turismo, terziario, agricoltura, cultura».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google