Italia
Addio a Menicagli, ex presidente Atm
Aveva 91 anni: contribuì alla redazione della Carta dei diritti del malato
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PIOMBINO. Lutto nel mondo della politica e dell’associazionismo per la morte di Luigi Menicagli, 91 anni, che si è spento nella sua casa circondato dall’affetto della moglie Norma e dei figli Luela e Ili.
Menicagli, prima panettiere e poi impiegato dell’Asl fino alla pensione, nella sua lunga vita è stato impegnato in molti settori.
Se nella politica è stato segretario di sezione del Pci, come amministratore pubblico verrà ricordato per essere stato il primo presidente dell’Atm (dal 1972 al 1982), l’azienda piombinese del trasporto pubblico.
Da presidente del Movimento federativo democratico fu tra i promotori della Carta dei diritti del malato, proclamata il 14 giugno del 1986, e poi votata e approvata in tutti i consigli comunali della Val di Cornia. Menicagli fu anche difensore civico (nel 2000) ma grande impegno e passione mise alla fine degli anni Novanta nel progetto “Sogno Azzurro”, così come venne battezzato il peschereccio costruito dai volontari del Centro per la cooperazione con i Paesi del sottosviluppo, di cui Menicagli era presidente, che venne consegnato nel 1997 ai pescatori di Orikum, piccolo comune costiero dell’Albania. Un progetto fondato su un principio semplice, sostituire l’invio di aiuti a pioggia con uno strumento di lavoro, in anni in cui l’esodo della popolazione albanese verso l’Italia aveva assunto dimensioni imponenti.
La salma di Menicagli sarà ancora stamani alla Sala del Commiato al cimitero, poi nel pomeriggio il viaggio verso Livorno per la cremazione.
Menicagli, prima panettiere e poi impiegato dell’Asl fino alla pensione, nella sua lunga vita è stato impegnato in molti settori.
Se nella politica è stato segretario di sezione del Pci, come amministratore pubblico verrà ricordato per essere stato il primo presidente dell’Atm (dal 1972 al 1982), l’azienda piombinese del trasporto pubblico.
Da presidente del Movimento federativo democratico fu tra i promotori della Carta dei diritti del malato, proclamata il 14 giugno del 1986, e poi votata e approvata in tutti i consigli comunali della Val di Cornia. Menicagli fu anche difensore civico (nel 2000) ma grande impegno e passione mise alla fine degli anni Novanta nel progetto “Sogno Azzurro”, così come venne battezzato il peschereccio costruito dai volontari del Centro per la cooperazione con i Paesi del sottosviluppo, di cui Menicagli era presidente, che venne consegnato nel 1997 ai pescatori di Orikum, piccolo comune costiero dell’Albania. Un progetto fondato su un principio semplice, sostituire l’invio di aiuti a pioggia con uno strumento di lavoro, in anni in cui l’esodo della popolazione albanese verso l’Italia aveva assunto dimensioni imponenti.
La salma di Menicagli sarà ancora stamani alla Sala del Commiato al cimitero, poi nel pomeriggio il viaggio verso Livorno per la cremazione.
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