Il dolore
Trovato a rubare rame all’Enel
È avvenuto a Follonica. L’uomo, un suveretano, dovrà scontare due anni e due mesi di reclusione
FOLLONICA. Sorpreso con le mani nel sacco dai carabinieri della stazione e dai colleghi del nucleo operativo e radiomobile di Follonica mentre stava portando via delle matasse di rame e alluminio dal cantiere Enel di via Leopardi.
È accaduto giovedì mattina a Follonica, durante un controllo effettuato dai carabinieri.
I militari avevano infatti visto un uomo che girava intorno al cantiere. Si sono accorti che non si trattava di un dipendente della società e hanno aspettato per vedere cosa stesse facendo lì. I dubbi dei militari sono stati fugati alla svelta: Angelo Giorgerini, 49 anni di Suvereto, stava cercando di portare via rame e alluminio.
L’uomo dopo aver effettuato alcuni giri di osservazione è entrato dentro al cantiere e ha cominciato ad accatastare circa 60 metri di cavi da trasferire sul furgoncino che aveva predisposto per allontanarsi con la refurtiva. Il materiale era depositato in attesa di installazione.
I carabinieri sapevano che l’uomo aveva alcuni precedenti e quando lo hanno visto intorno al cantiere hanno deciso di tenerlo d’occhio: appena lo hanno visto armeggiare con quel materiale hanno deciso di intervenire dopo aver circondato l’area per scongiurare eventuali fughe e verificare se fossero presenti altri complici.
L’“oro rosso”, risulta ancora appetibile per l’alto valore di scambio e la facile reperibilità sul territorio essendo un elemento diffuso non solo come conduttore elettrico ma anche per creazione di arredi urbani o condotte per la canalizzazione delle acque piovane. Giorgerini è stato arrestato e messo ai domiciliari.
Venerdì mattina si è presentato in tribunale a Grosseto dove è stato processato per direttissima: furto aggravato il reato contestato. L’uomo, difeso dall’avvocato Aldo Peronaci, ha chiesto il patteggiamento. Il pm onorario Pamela Di Guglielmo ha prestato il consenso: il giudice Giovanni Muscogiuri ha stabilito una pena di due anni, due mesi e 20 giorni di carcere e 1.111 euro di multa.
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