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«Metto a disposizione i cimeli napoleonici a chi farà un museo per esporli»

«Metto a disposizione i cimeli napoleonici a chi farà un museo per esporli»

PORTOFERRAIO. Non ha scelto a caso il 15 agosto, giorno del compleanno di Napoleone Bonaparte, per esprimere il suo desiderio. Miguel Moutoy, appassionato cultore dell’imperatore francese al punto...

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PORTOFERRAIO. Non ha scelto a caso il 15 agosto, giorno del compleanno di Napoleone Bonaparte, per esprimere il suo desiderio. Miguel Moutoy, appassionato cultore dell’imperatore francese al punto da non perdersi neppure una rappresentazione o ricostruzione storica dedicata al sovrano, ha un sogno nel cassetto che vorrebbe realizzare.

Lo rende noto affidandosi ai social. E’ disposto a mettere a disposizione la sua ricchissima raccolta di cimeli napoleonici o appartenenti all’epopea napoleonica alla comunità elbana, purché gli amministratori gli mettano a disposizione un ambiente dove poter esporre tutto ciò che nella sua vita è riuscito a raccogliere.

Da anni, Miguel Moutoy frequenta l’Elba, di cui è diventato cittadino onorario. «Esattamente – precisa – dal maggio 1996, quando per la prima volta ho assistito alla celebrazione alla messa in suffragio di Napoleone alla chiesetta della Misericordia, così come ha disposto il suo parente, il principe Anatolio Demidoff. Da allora, ho sempre presieduto ogni anno le celebrazioni, indossando l’uniforme del generale Henri Gatien Bertrand».

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Una dimostrazione di quanto lo abbia segnato il generale francese. Un amore incondizionato che ha determinato la sua vita, al punto che ora, raggiunta l’età della pensione, si è ritirato a vivere, lui belga di lingua francese, a Campo nell’Elba. «Ho raccolto cimeli napoleonici per un valore di 40mila euro - continua – Si tratta di fucili, spade, altre armi. Poi mappe, stampe, proiettili di piombo, palle di cannone, divise, vecchi documenti. La mia aspirazione è vedere tutti questi oggetti che in una maniera o nell’altra sono appartenuti all’Imperatore ordinati e messi in bella mostra in un museo all’Elba”.

In parole povere Miguel vorrebbe fare ciò che aveva iniziato il principe Demidoff quando, a pochi anni dalla morte di Napoleone, cominciò a reperire tutto ciò che apparteneva a lui e alla famiglia Bonaparte, costruendo la prima pietra del museo di San Martino. Sarebbe tutto arrivato a noi, se i debiti di gioco del Principe non lo avessero obbligato a disfarsi a poco a poco del prezioso materiale. E oggi nel salone che porta il nome del Principe russo non è rimasto più nulla.

Per fortuna ci ha pensato Moutoy. Se poi non riuscisse a trovare un luogo all’Elba, potrebbe arrivare in soccorso Pianosa. «Ho visitato quell’isola – dice - Ci sono molti edifici vuoti. Ho visto un’ex scuola. Cerco un ambiente di 70-80 metri quadri, con vetrine ed espositori. Con chi devo parlare? Con ministri, Regione, Parco nazionale o ancora col Comune di Campo? Spero in un museo. Sarebbe – conclude – uno splendido regalo per il compleanno di Bonaparte”. (l.c.)
 

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