Altre 35 baby tartarughe a Campo
di Luigi Cignoni
Stavolta troppi curiosi invadenti ed eccesso di luci. I 35 “cuccioli” ritardatari hanno affrontato più difficoltà nell’uscita dal nido
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MARINA DI CAMPO. Ed ecco le altre 35 tartarughine. Che sommate a quelle uscite dalla prima covata fanno raggiungere quota 85. Un evento davvero eccezionale. Unico. Che ha richiamato sulla spiaggi di Campo molti curiosi, attratti da questi piccoli esseri che escono dalla sabbia infuocata d’agosto. Purtroppo c’è stato chi ha mostrato pochissimo rispetto per questi animali. Utilizzati flash, telefonini accesi; altri hanno invaso la corsia di ammaraggio predisposta dal personale dei bagni “da Sergio” e dalle biologiche di TartAmare. Ha commentato Giovanna Neri di Legambiente: «La prima tartarughina ha fatto un vero e passaggio da red carpet tra due ali di folla». Ma non doveva avvenire così.
I passaggi salienti di questa eccezionale covata. Mamma Federica, il grosso esemplare di tartaruga Caretta caretta, aveva lasciato all’alba del 20 giugno le uova sulla spiaggia di Campo e il 12 agosto erano uscite le prime tartarughine. L’evento si è ripetuto. «Stavolta – dice Legambiente arcipelago toscvano – i piccoli e morbidi esserini che superando mille pericoli diventeranno rettili marini corrazzati, non si sono precipitati in mare tutti insieme. Il primo e isolato esemplare, una coraggiosa tartarughina “grossa” e determinata, è uscito dal nido intorno alle 21, 30, allertando i volontari di Legambiente e Letizia Marsili, la biologa dell’Università di Siena che presidiava il nido, ma anche frotte di curiosi, alcuni dei quali hanno mostrato pochissimo rispetto per le tartarughine e il lavoro di chi le protegge». Così, alle 22, 23 ha fatto capolino dal buco creatosi il giorno prima nel nido un altro esemplare: non da solo. Altre 19 esserini hanno raggiunto il mare, scatenando fotografi autorizzati e no, costringendo i volontari di Legambiente a redarguire pesantemente chi non rispettava le regole. «Probabilmente questo secondo gruppo di piccoli rettili marini ad avere avuto più difficoltà – aggiunge Legambiente – A causa della corrente, ma soprattutto perché attratte dalle luci del paese, alcune tartarughine sono state spinte all’estremità occidentale della spiaggia. All’altezza del Club del Mare, a molte centinaia di metri da dove sono nate e quasi nell’area portuale, dove la notte precedente erano state avvistati diversi esemplari, probabilmente disorientati dalle luci del porto.
I carabinieri hanno avvertito i volontari di Legambiente della presenza delle tartarughine disorientate e che stavano tentando di risalire la spiaggia, pericolosamente vicine alla strada, trafficatissima, già circondate da curiosi e sorvolate da gabbiani nonostante fosse notte fonda».
A questo punto è intervenuta Letizia Marsili che, munita di guanti per evitare contaminazioni, ha raccolto i piccoli disorientati per trasferirli con l’aiuto dei bagnini dentro a un contenitore capace, in mare aperto. Alla fine, nel secondo giorno di schiusa, hanno raggiunto il mare dell’Elba altre 35 tartarughine. 85 in tutto con le 50 del giorno prima. «Purtroppo – lamenta Legambiente – insieme alla maggioranza di curiosi rispettosi del lavoro degli esperti dell’Osservatorio della biodiversità della Regione, degli scienziati e dei volontari, c’è una minoranza di curiosi invadenti il cui unico scopo sembra essere quello di scattare una foto da esibire. Tanto che, a un certo punto, – si prosegue – quando sono uscite 19 tartarughine insieme, sul lato destro della pista di ammaraggio c’è stato un tentativo di sfondamento con rottura delle strisce bianco/rosse. I più esagitati si sono calmati un po’ solo quando sono arrivati i carabinieri forestali. Ma c’è chi ci ha aiutato molto al Club del Mare, dove il recupero delle tartarughine disorientate e in pericolo è stato possibile grazie ai turisti ma soprattutto al titolare e bagnino del bagno “da Sergio”, in modo quasi rocambolesco e in contemporanea alla seconda uscita dal nido. Sempre circondati da gente invadente – si sottolinea – ma la maggioranza si è comportata con rispetto e civiltà e ci ha dato una mano. Abbiamo finito alle 3 di mattina». Altri volontari sono rimasti fino a che non ha fatto giorno. Stanotte si attendono le ultime ritardatarie, sperando che ci siano meno comportamenti non corretti e che venga rispettata l’ordinanza del Comune che prevedeva di mitigare l’illuminazione e l’inquinamento luminoso».
Isa Tonso, coordinatrice dei volontari Legambiente Toscana, ricorda : «Mamma Federica ha fatto un bel lavoro. 85 nati sono già una deposizione di grandissimo successo. Per Marina di Campo, l’Elba e l’Arcipelago una cosa bellissima. Ci vorrebbe solo un po’ più di rispetto per chi ha lavorato gratuitamente con cuore, passione e intelligenza, perché questo potesse avvenire nella massima tranquillità e per garantire l’unica cosa che dovrebbe interessare davvero: la salvaguardia e la sopravvivenza di questi bellissimi animaletti».
I passaggi salienti di questa eccezionale covata. Mamma Federica, il grosso esemplare di tartaruga Caretta caretta, aveva lasciato all’alba del 20 giugno le uova sulla spiaggia di Campo e il 12 agosto erano uscite le prime tartarughine. L’evento si è ripetuto. «Stavolta – dice Legambiente arcipelago toscvano – i piccoli e morbidi esserini che superando mille pericoli diventeranno rettili marini corrazzati, non si sono precipitati in mare tutti insieme. Il primo e isolato esemplare, una coraggiosa tartarughina “grossa” e determinata, è uscito dal nido intorno alle 21, 30, allertando i volontari di Legambiente e Letizia Marsili, la biologa dell’Università di Siena che presidiava il nido, ma anche frotte di curiosi, alcuni dei quali hanno mostrato pochissimo rispetto per le tartarughine e il lavoro di chi le protegge». Così, alle 22, 23 ha fatto capolino dal buco creatosi il giorno prima nel nido un altro esemplare: non da solo. Altre 19 esserini hanno raggiunto il mare, scatenando fotografi autorizzati e no, costringendo i volontari di Legambiente a redarguire pesantemente chi non rispettava le regole. «Probabilmente questo secondo gruppo di piccoli rettili marini ad avere avuto più difficoltà – aggiunge Legambiente – A causa della corrente, ma soprattutto perché attratte dalle luci del paese, alcune tartarughine sono state spinte all’estremità occidentale della spiaggia. All’altezza del Club del Mare, a molte centinaia di metri da dove sono nate e quasi nell’area portuale, dove la notte precedente erano state avvistati diversi esemplari, probabilmente disorientati dalle luci del porto.
I carabinieri hanno avvertito i volontari di Legambiente della presenza delle tartarughine disorientate e che stavano tentando di risalire la spiaggia, pericolosamente vicine alla strada, trafficatissima, già circondate da curiosi e sorvolate da gabbiani nonostante fosse notte fonda».
A questo punto è intervenuta Letizia Marsili che, munita di guanti per evitare contaminazioni, ha raccolto i piccoli disorientati per trasferirli con l’aiuto dei bagnini dentro a un contenitore capace, in mare aperto. Alla fine, nel secondo giorno di schiusa, hanno raggiunto il mare dell’Elba altre 35 tartarughine. 85 in tutto con le 50 del giorno prima. «Purtroppo – lamenta Legambiente – insieme alla maggioranza di curiosi rispettosi del lavoro degli esperti dell’Osservatorio della biodiversità della Regione, degli scienziati e dei volontari, c’è una minoranza di curiosi invadenti il cui unico scopo sembra essere quello di scattare una foto da esibire. Tanto che, a un certo punto, – si prosegue – quando sono uscite 19 tartarughine insieme, sul lato destro della pista di ammaraggio c’è stato un tentativo di sfondamento con rottura delle strisce bianco/rosse. I più esagitati si sono calmati un po’ solo quando sono arrivati i carabinieri forestali. Ma c’è chi ci ha aiutato molto al Club del Mare, dove il recupero delle tartarughine disorientate e in pericolo è stato possibile grazie ai turisti ma soprattutto al titolare e bagnino del bagno “da Sergio”, in modo quasi rocambolesco e in contemporanea alla seconda uscita dal nido. Sempre circondati da gente invadente – si sottolinea – ma la maggioranza si è comportata con rispetto e civiltà e ci ha dato una mano. Abbiamo finito alle 3 di mattina». Altri volontari sono rimasti fino a che non ha fatto giorno. Stanotte si attendono le ultime ritardatarie, sperando che ci siano meno comportamenti non corretti e che venga rispettata l’ordinanza del Comune che prevedeva di mitigare l’illuminazione e l’inquinamento luminoso».
Isa Tonso, coordinatrice dei volontari Legambiente Toscana, ricorda : «Mamma Federica ha fatto un bel lavoro. 85 nati sono già una deposizione di grandissimo successo. Per Marina di Campo, l’Elba e l’Arcipelago una cosa bellissima. Ci vorrebbe solo un po’ più di rispetto per chi ha lavorato gratuitamente con cuore, passione e intelligenza, perché questo potesse avvenire nella massima tranquillità e per garantire l’unica cosa che dovrebbe interessare davvero: la salvaguardia e la sopravvivenza di questi bellissimi animaletti».
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