Il Tirreno

Musei, orari ridotti e aperture a richiesta

di Claudia Guarino
Musei, orari ridotti e aperture a richiesta

Da una carrellata sulle sei strutture espositive funzionanti in città emergono potenzialità ancora inespresse

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PIOMBINO. “Percorso di visita", si legge sui cartelli nella Piombino vecchia. Una mappa della città, invece, campeggia vicino a Cittadella, mostrando la scritta "Itinerario del centro storico”. Appena sotto c’è la lista dei monumenti e dei parchi, accompagnata dai nomi dei musei cittadini. Se ne leggono sei. Museo di Arte Sacra A.Guardi in Sant'Antimo, museo archeologico, museo del Castello, museo Etrusco di Gasparri, museo del mare con aquario (scritto proprio così) e museo di entomologia. Ecco cosa emerge da una panoramica sul patrimonio museale di Piombino. Si parla da tempo di diversificazione e le strutture culturali ed espositive assumono un ruolo non trascurabile. In Cittadella si trova il museo archeologico che ospita oltre duemila pezzi ed è il principale polo espositivo del sistema dei parchi della Val di Cornia. Organizzato anche come percorso multisensoriale, il museo è gestito dalla società Parchi Val di Cornia fin dalla sua apertura nel Palazzo Nuovo di Piazza della Cittadella, nel 2001. Quest’anno, a luglio e agosto, le visite sono possibili dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 18, e il venerdì dalle 15 alle 23. «Non abbiamo avuto lamentele sull'orario – dice una lavoratrice della biglietteria -, queste rimostranze riguardano più che altro il Castello. I turisti dicono, invece, di rimanere stupiti dalla bellezza della Piombino storica. D’altra parte, qualche volta, si lamentano della segnaletica poco chiara e della scarsità di mezzi di trasporto». Quest’anno, da gennaio a luglio, sono stati 3229 i visitatori paganti, contro i 3084 dello stesso periodo del 2016 e i 2111 del 2015. Anche alle 13, sotto il solleone di agosto, c’è qualche straniero che si ferma ad ammirare la vista del mare prima di iniziare il tour del museo. All’ora di pranzo è aperto anche il museo del Castello e delle ceramiche medievali. "Primo luglio - 3 settembre – si legge sull’insegna affissa al cancello -. Il museo è aperto tutti i giorni, escluso il martedì, dalle ore 10 alle ore 14". Il museo sorge all'interno del Castello di Piombino e può vantare la presenza di ampie aree interne ed esterne. Il restauro, iniziato nel 1999 e terminato nel 2001, è stato improntato al recupero di un'area cittadina ricca di storia e archeologia, con un costo complessivo, secondo il notiziario del Comune dell’epoca, di 7,5 miliardi di lire. L'area, inizialmente gestita dalla cooperativa di servizi culturali Idearte è poi passata, nel 2008, nelle mani della società Parchi. Adesso il museo sta aperto 24 ore alla settimana nei mesi di luglio e agosto, mentre il resto dell'anno è aperto su prenotazione. A luglio i visitatori sono stati 266, contro i 390 del 2015 e i 113 del 2016. Recentemente ci sono state proteste da parte di alcuni turisti che hanno ritenuto eccessivamente ridotto l’orario di apertura, la scelta è stata fatta dalla Parchi in funzione dell’analisi delle presenze del 2015, concentrate soprattutto tra le 10 e le 14. «Non c'è stata alcuna intenzione di svalutare il Castello – dice Francesco Ghizzani Marcìa, presidente della Parchi -. Semplicemente di fronte a certi limiti è necessario pensare alla sostenibilità economica del sistema. Molto dipende dal budget, le possibilità sono ridotte e occorrono delle scelte. Per il museo archeologico c'è una maggior richiesta, la sua posizione è più centrale, si presta maggiormente all'organizzazione delle attività, le quali hanno avuto un riscontro maggiore rispetto a quelle organizzate in passato al Castello. Lì, comunque, abbiamo avuto aperture straordinarie nei giorni delle crociere e l'idea è quella di una sua maggiore valorizzazione, anche sfruttando i suoi spazi esterni». Rimanendo in tema di archeologia, a Populonia c’è il museo Etrusco, che contiene la collezione privata della famiglia Gasparri. Il museo esiste dal 1943, è stato rinnovato due anni fa e dal 2015 è gestito dalla società Periplo turismo e cultura. «Nel 2016 abbiamo avuto oltre 18.000 presenze – dice Carolina Megale, archeologa e curatrice del museo -. Siamo aperti tutti i giorni dalle 10 alle 20 e siamo molto soddisfatti dell’attività». Meno ottimista è Michele Ginanneschi, guardiano del museo diocesano Guardi in Sant’Antimo. «Il museo è aperto il sabato e la domenica pomeriggio, i rimanenti giorni è accessibile su prenotazione. Non ho i dati ufficiali, ma ho l’impressione che venga poca gente». Archeologia, scavi, reperti ed edifici storici, ma anche musei dedicati alla natura, caratterizzati, questi, da un’apertura che è principalmente su prenotazione. E’ il caso del museo del mare di Palazzo Appiani, legato alla scoperta del mediterraneo. «Abbiamo un afflusso continuo, che d’inverno è legato principalmente alle scuole e d’estate ai turisti – dice Roberto Bedini, direttore dell’Istituto di biologia ed ecologia marina di Piombino -. Apriamo su richiesta perché è necessaria la presenza di un biologo». Anche il museo di entomologia di Salivoli, gestito da dieci anni da Microcosmo, apre su richiesta, almeno in estate. «Quest’anno – dice il presidente dell’associazione, Ennio Colli - apriamo anche il giovedì dalle 21 alle 24, ma, a differenza dell’inverno in cui c’è un orario strutturato, in estate questo non succede, perché siamo un’associazione e dobbiamo tener presente la disponibilità dei soci. Noi non abbiamo solo insetti, ma anche minerali, molluschi e diversi tipi di fossili. Lavoriamo molto con le scuole e in parte con i turisti, ma siamo in una posizione decentrata e facciamo più fatica».

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