Il Tirreno

Baby tartarughe, cominciata l’avventura

di Luigi Cignoni

Il racconto emozionante della schiusa delle uova di quanti hanno vegliato sul nido. Sammuri: «Evento eccezionale»

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CAMPO NELL’ELBA. Cinquanta tartarughine nella prima schiusa. Ora si attendono le cosiddette ritardatarie, quelle della “seconda nidiata”, scavata a una maggiore profondità sulla spiaggia dalla tartaruga Federica. «Fra due-tre giorni – dice Luana Papetti, responsabile di TartAmare, l’onlus di Grosseto impegnata sul territorio per la tutela e la conservazione delle tartarughe marine – Non si conosce la data esatta, ma di certo non accadrà come alla nascita della prima covata: le tartarughine usciranno dal nido poco alla volta, per raggiungere il mare, come hanno fatto le sorelline».

Ma ricostruiamo la cronaca di quello che è stato definito come un miracolo, di sicuro un grosso successo per la biodiversità e il mare. Erano appena passate le 21, 26 del 12 agosto, quando una volontaria Isa, una dei più affezionati tra le migliaia di visitatori che in questi ultimi 55 giorni sono andati quotidianamente a chiedere informazioni ai bagni “Da Sergio” e “Paglicce” e ai volontari organizzati da Legambiente , a dire che nel piccolo avvallamento creatosi nella sabbia del nido c’era qualcosa di nero.

Un’altra Isa, questa volta Isa Tonso di Legambiente arcipelago toscano responsabile dell’organizzazione dei volontari, ha riposto che quel nero erano due tartarughine che facevano capolino dal nido. Si è scatenato un ordinato delirio. La signora che ha avvistato per prima i piccoli è quasi svenuta per l’emozione.

All’interno del recinto protetto che ha consentito un ammaraggio in sicurezza, si sono precipitati Sergio Ventrella, responsabile dell’Osservatorio toscano della biodiversità (Otb) della Regione, Cecilia Mancusi dell’Arpat e le biologhe di TartAmare. Mentre i volontari, organizzati da Legambiente e dall’Acquario dell’Elba, impedivano che i curiosi che si stavano radunando a centinaia, entrassero nel corridoio protetto o scattassero foto con il flash. A contare le tartarughine all’ingresso in mare le biologhe di TartAmare, e i bagnini di “Sergio” e Marianne Ackermann di Legambiente. È lei che ha annunciato la cifra ufficiale, subito confermata da Ventrella e Mancusi: 50. «Le tartarughine sono arrivate a gruppi abbastanza ordinati – spiega la Ackermann – Sembravano bambini in allegra gita scolastica: prima due diversi gruppi di 10, poi 3, poi 7 e il resto alla spicciolata». Dopo aver superato la risacca di un mare quasi immobile, disturbate solo dalla luce di qualche telefonino improvvidamente acceso che aveva fatto tornare indietro un gruppetto attratto dalla luminosità, le tartarughine hanno conquistato il mare e si sono dileguate nella notte.

Tutto è finito in meno di mezzora. Poi un’esplosione di gioia, grande soddisfazione, emozione, abbracci, pacche sulle spalle e brindisi, il giusto premio per 53 giorni fatti d’attesa, presidi, controllo. Ora bisogna rispondere alle domande di una marea di curiosi. « Dovevamo stare attenti – dice Luana Papetti – che non ci fosse troppo rumore e le luci non facessero perdere l'orientamento. Per fortuna il mare era calmo. Alcune sono state viste nel porto, forse attratte dalla luce dei lampioni. Ma già da questa mattina non c'erano più». Soddisfazione nella sede del parco nazionale. «Testimoni di un evento eccezionale – afferma Giampiero Sammuri, presidente –Il lavoro di volontari e associazioni è stato encomiabile. Abbiamo fatto la nostra parte posizionando due telecamere e ospitando in foresteria i volontari del continente».

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