La manifestazione
“Vallone”: assemblea e poi via agli orti
di Cecilia Cecchi
Quartiere di Salivoli spesso senza numero legale, un consigliere si lamenta: «Così non serviamo a nulla»
4 MINUTI DI LETTURA
PIOMBINO. Arrivare al mare e la spiaggia libera è già occupata da ombrelloni e sdraio (di altri). Attraversare il Promontorio e scovare tende nascoste nel verde, col tanfo del libero uso di prati come wc (e non sono figli tuoi). Pic-nic selvaggio all’ombra o tavoli di legno con stese di ghiaccine (né tue né di tuoi amici). Dunque scattano ingiurie su forze dell’ordine assenti, Comune latitante: quasi nella stessa quota di quanti si scagliano contro le multe, quando (finalmente) vengono fatte in memoria di una giovinezza spensierata: sì col parcheggio della Panda sulla duna di Perelli. Come i resti di sporco al Falcone o a Buca delle Fate; quando lo si fa presente sul posto, la risposta è sempre la stessa, “...ce li posso anche lasciare con tutte le tasse che pago”.
Perché la “partecipazione democratica”, non quella scomposta e populista dei social, non è in via di estinzione, ma esaurita insieme all’educazione.
Di pari passo la moltiplicazione dei comitati sempre assolutamente contro.
«Che succede nel silenzio più assoluto, nel vuoto politico di partecipazione nel quartiere di Salivoli? – lamenta Carlo Luci (Sinistra italiana, Un’altra Piombino) presidente della commissione tempo libero, sanità, associazioni – Prima due riunioni di consiglio sul bilancio, che è la parte più importante per la vita di un quartiere, poi altre riunioni sono andate in buca; l’ultima per il parere obbligatorio alle osservazioni alla variante Aferpi, in ballo il nostro futuro, dei lavoratori e della nostra città, lo sviluppo economico della Val di Cornia; compresa – ricorda – la ripresa che passa dal porto nella speranza della famosa 398, inizio lavori nel 2019, con la bretella per il porto e il suo sviluppo per la città. La voce dei cittadini di Salivoli ? Assente perché non c’è stato il numero legale dunque non è stato possibile esprimere il parere. Perciò deduco che c’è un piano diabolico… vero che il popolo il più delle volte ha scelto Barabba e non Gesù. Anche se devo dire che il consigliere Giampiero Nannini (Ascolta Piombino) a Salivoli è sempre stato presente alle riunioni, l’unico».
«Intanto a Salivoli – conferma Luci – è nato un comitato contro gli orti urbani nel Vallone; troppo tardi, la scelta è stata già fatta e queste persone dovevano partecipare prima alla vita del quartiere. Siamo in sintonia con l’assessore Capuano, anche se tutto dev’essere definito, per la minirotatoria, per i giardini, la strada al bar Falcone, col piano della pista ciclabile e per il senso unico. La commissione tempo libero, sanità, associazioni, pensionati e sociale ringrazia per l’impegno e la riuscita dei “Giovedì di sera” con momenti di svago importante per grandi e piccini. Grazie a quanti si impegnano. Queste cose le dovevo dire, il silenzio è sempre una pessima scelta».
Baratti, Vallone & c. «Sulla realizzazione dei primi 36 orti della città – spiega l’assessore ai lavori pubblici Claudio Capuano – è arrivata in Comune una lettera con 160 firme, senza un telefono o un indirizzo per aprire la strada di un confronto. Ne abbiamo parlato più volte al quartiere – sottolinea – ma viene da chiedersi se sia da considerare rappresentativo... Per il “Vallone” col sindaco Giuliani abbiamo deciso di organizzare un’assemblea pubblica a settembre per recuperare il confronto coi cittadini stretto nei tempi del bando regionale: qui saranno ben accette proposte, anche alternative. Ma non abbiamo nessuna intenzione di perdere un finanziamento di 100mila, euro che permetterà il miglioramento dell’area. Da fugare le paure: non si tratta di orti privati – dice – ma di orti a valenza comune, con un valore sociale e didattico per le scuole; si prevedono servizi igienici e molto altro. Stiamo cercando – aggiunge l’assessore – di stabilire, con la Regione, se è possibile, rallentare i tempi dell’avvio, assicurando più spazio al confronto. Comunque gli appalti devono essere previsti entro ottobre. Purtroppo è più facile dire no a prescindere e chi è d’accordo non parla». Pure per i pic-nic vietati a Baratti c’è un comitato di protesta. «Le multe non sono una decisione di Comune, Giuliani o Capuano – specifica – Esiste la normativa regionale 1995 che viene applicata. C’è il divieto del campeggio abusivo: tende, tavolini e quant’altro non possono occupare aree quando non ci sei. Come sdraio o ombrelloni chiusi in spiaggia. Materiale che può essere sequestrato. La polizia municipale non ha fatto niente di nuovo. La pineta è libera come la spiaggia e non vale la corsa all’albero con più ombra».
Ogni volta che si chiedono più controlli, più sicurezza, più equità, più sostegno da Stato o Comune bisogna pensare che costano; soldi di cittadini che pagano le tasse e che si affidano alle scelta di altri - non come accade per il 5 per mille... - contando che, gran parte dello stipendio “donato”, venga usato per il meglio (e non si trasformi in bottino da ruberia per uso privato).
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Perché la “partecipazione democratica”, non quella scomposta e populista dei social, non è in via di estinzione, ma esaurita insieme all’educazione.
Di pari passo la moltiplicazione dei comitati sempre assolutamente contro.
«Che succede nel silenzio più assoluto, nel vuoto politico di partecipazione nel quartiere di Salivoli? – lamenta Carlo Luci (Sinistra italiana, Un’altra Piombino) presidente della commissione tempo libero, sanità, associazioni – Prima due riunioni di consiglio sul bilancio, che è la parte più importante per la vita di un quartiere, poi altre riunioni sono andate in buca; l’ultima per il parere obbligatorio alle osservazioni alla variante Aferpi, in ballo il nostro futuro, dei lavoratori e della nostra città, lo sviluppo economico della Val di Cornia; compresa – ricorda – la ripresa che passa dal porto nella speranza della famosa 398, inizio lavori nel 2019, con la bretella per il porto e il suo sviluppo per la città. La voce dei cittadini di Salivoli ? Assente perché non c’è stato il numero legale dunque non è stato possibile esprimere il parere. Perciò deduco che c’è un piano diabolico… vero che il popolo il più delle volte ha scelto Barabba e non Gesù. Anche se devo dire che il consigliere Giampiero Nannini (Ascolta Piombino) a Salivoli è sempre stato presente alle riunioni, l’unico».
«Intanto a Salivoli – conferma Luci – è nato un comitato contro gli orti urbani nel Vallone; troppo tardi, la scelta è stata già fatta e queste persone dovevano partecipare prima alla vita del quartiere. Siamo in sintonia con l’assessore Capuano, anche se tutto dev’essere definito, per la minirotatoria, per i giardini, la strada al bar Falcone, col piano della pista ciclabile e per il senso unico. La commissione tempo libero, sanità, associazioni, pensionati e sociale ringrazia per l’impegno e la riuscita dei “Giovedì di sera” con momenti di svago importante per grandi e piccini. Grazie a quanti si impegnano. Queste cose le dovevo dire, il silenzio è sempre una pessima scelta».
Baratti, Vallone & c. «Sulla realizzazione dei primi 36 orti della città – spiega l’assessore ai lavori pubblici Claudio Capuano – è arrivata in Comune una lettera con 160 firme, senza un telefono o un indirizzo per aprire la strada di un confronto. Ne abbiamo parlato più volte al quartiere – sottolinea – ma viene da chiedersi se sia da considerare rappresentativo... Per il “Vallone” col sindaco Giuliani abbiamo deciso di organizzare un’assemblea pubblica a settembre per recuperare il confronto coi cittadini stretto nei tempi del bando regionale: qui saranno ben accette proposte, anche alternative. Ma non abbiamo nessuna intenzione di perdere un finanziamento di 100mila, euro che permetterà il miglioramento dell’area. Da fugare le paure: non si tratta di orti privati – dice – ma di orti a valenza comune, con un valore sociale e didattico per le scuole; si prevedono servizi igienici e molto altro. Stiamo cercando – aggiunge l’assessore – di stabilire, con la Regione, se è possibile, rallentare i tempi dell’avvio, assicurando più spazio al confronto. Comunque gli appalti devono essere previsti entro ottobre. Purtroppo è più facile dire no a prescindere e chi è d’accordo non parla». Pure per i pic-nic vietati a Baratti c’è un comitato di protesta. «Le multe non sono una decisione di Comune, Giuliani o Capuano – specifica – Esiste la normativa regionale 1995 che viene applicata. C’è il divieto del campeggio abusivo: tende, tavolini e quant’altro non possono occupare aree quando non ci sei. Come sdraio o ombrelloni chiusi in spiaggia. Materiale che può essere sequestrato. La polizia municipale non ha fatto niente di nuovo. La pineta è libera come la spiaggia e non vale la corsa all’albero con più ombra».
Ogni volta che si chiedono più controlli, più sicurezza, più equità, più sostegno da Stato o Comune bisogna pensare che costano; soldi di cittadini che pagano le tasse e che si affidano alle scelta di altri - non come accade per il 5 per mille... - contando che, gran parte dello stipendio “donato”, venga usato per il meglio (e non si trasformi in bottino da ruberia per uso privato).
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
