Sicurezza
«Nessun volume aggiuntivo al faro»
Punta Polveraia, la società: nessuno scempio, solo ombrelloni e ristrutturazione interna. La “skyline” non cambia
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PATRESI . «Abbiamo netta la sensazione che le associazioni ambientaliste non abbiano visionato i dettagli del progetto di riqualificazione del fa di Punta della Polveraia». Lo scrive Alfa Promoter, la società aggiudicatrice del bando del Ministero della Marina militare. «Non intendiamo alimentare ulteriormente la polemica – aggiunge – francamente gratuita ed eccessiva, né accendere toni che ci sembrano già sopra le righe. Riteniamo peraltro doveroso, a seguito dell’articolo pubblicato ieri sulle colonne del vostro giornale, per completezza d’informazione aggiungere alcune considerazioni». Riconoscendo a ognuno la libertà di opinione e nel pieno rispetto dei vari punti fi vista, Alfa Promoter sottolinea che parlare di “scempio”, senza che l’intervento proposto preveda opere strutturali (eccezion fatta all’interno del Faro, per una diversa ripartizione degli spazi utili), avvalora tale sensazione. «Possiamo obbiettivamente riconoscere – aggiunge – che il rendering da queste mostrato, per essere poco chiaro nei dettagli e nelle proporzioni (si tratta di un rendering, cioè di una rappresentazione fotografica virtuale) fornisca una sensazione visiva che lascia intuire ampliamenti delle strutture del Faro. Ma non è così. Viene in sostanza definito “scempio” l’utilizzo di tende ed ombrelloni per il sole. Almeno di questo ci sembra stiamo parlando. E allora il termine ci appare fuori luogo. A meno che lo “scempio” non venga riferito alla nuova destinazione ricettiva prevista dal Ministero della Difesa, secondo il modello internazionale di lighthouse accomodation. Ma allora chiariscano le associazioni ambientaliste che intendono contestare le finalità del bando di gara per il riutilizzo e la valorizzazione di numerosi fari disseminati sulle coste italiane». Passando ad altri argomenti, come la visione (sia pure parziale) di documenti, Alfa Promoter così aggiunge: «Le associazioni non hanno smentito che la documentazione era stata fornita da Eporedia risultata seconda al bando di gara. Se non è così, le invitiamo a farlo. E rileviamo che, stando almeno a quanto riferito da Eporedia nella relazione al suo progetto di ristrutturazione, esisteva una partnership con Legambiente e Italia Nostra proprio per la sua valorizzazione. Il bello è che l’intervento di Eporedia prevedeva di destinarlo anch’esso ad un attività ricettiva: bed & breakfast! ma allora dov’è il problema? Andava bene solo il progetto che ha perso la gara? Ci dichiariamo aperti a parlare nelle sedi competenti di cosa prevede il nostro progetto, tanto contestato per principio, ma senza conoscerlo pienamente. Proviamo a tenderci un ramoscello d’ulivo. Cerchiamo di capire quello che è importante per entrambi. Le affermazioni riguardanti il progetto sono false: non è vero che nel progetto sono previsti sbancamenti. Non è vero che sono immaginati volumi aggiuntivi, venendo solo restaurati i volumi esistenti. Infine non è vero che verrà modificata la skyline: dal mare non si percepirà alcun cambiamento».
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