Toscana
No ai tavoli aperti in pineta scatta la multa dei vigili urbani
Stretta del Comune sul pic-nic selvaggio all’ombra, ora andranno seguite regole precise Ma c’è chi contesta: «Pensino piuttosto alle tante baracche mai rimosse»
2 MINUTI DI LETTURA
PIOMBINO. Apri il tavolino, ci poggi la borsa-frigo e poi scappi in spiaggia con ombrellone e asciugamano. All’ora di pranzo torni in pineta e fai il tuo pic nic. Per piombinesi e non, è una consuetudine che viene da lontano. Prima ancora della normativa regionale del 1995 che lo vieterebbe. «Questione di decoro», si sono sentiti dire dai vigili urbani alcuni frequentatori di Baratti, un paio di domeniche fa. Sdraio, annessi e connessi si possono lasciare. Ma i tavoli devono restare chiusi, appoggiati ad arbusti e a quel che c’è. Si aprono all’ultimo momento e poi si richiudono.
Non sono scattate multe. «Per questa volta. Se li ritroviamo aperti con tutto il materiale sopra, saranno 165 euro a tavolino», hanno ammmonito i vigili.
La domenica successiva non si sono visti. Avrebbero, comunque, trovato tutto nelle regole. La novità, però, non è passata inosservata. Un gruppo misto nativi-turisti - portavoce Giuliano Checchi - ha deciso di esternare il proprio disappunto. Perchè in tanti anni non era mai accaduto ed ora sì? E poi c’è quella questione del decoro. Che non va giù. «Cosa ha di indecoroso una comunità di bagnanti quando ci sono manufatti fatiscenti mai demoliti nonostante gli annunci? E quando non c’è un bagno nei pressi tanto da dover fare centinaia di metri per raggiungerlo? C’è, invece, - prosegue Checchi - il corridoio a mare della scuola di vela, allargato smisuratamente fino ad arrivare a circa 130 metri, in contrasto con tutte le regole che impongono di delimitare questo spazio. Cosa che accade in tutte le altre spiagge dove esiste una scuola analoga a cui vengono assegnati metri sufficienti per uscire in mare. Qui, invece, di fatto si è limitato lo spazio della balneazione», aggiunge Checchi.
Che si domanda, insieme agli altri che hanno aderito alla segnalazione giunta in redazione, cosa stia succedendo a Piombino.
«Perché - si legge nella nota - oltre all’infausta posizione dell’amministrazione comunale sulla allarmante situazione del lavoro, ci si preoccupa, in modo ridicolo e sbagliato, non solo di restringere le libertà sociali a Baratti, ma anche di costruire 36 orti nella località Vallone a Salivoli senza interpellare le numerosissime famiglie che ci vivono. Ma non dovrebbe essere consuetudine consultare i cittadini prima di ogni cambiamento strutturale della città e decidere insieme soluzioni ambientali della comunità?».
Il gruppo ha cercato di contattare inutilmente il Comitato nato alcuni anni fa, “Giù le mani da Baratti”, per denunciare cosa sta avvenendo e cosa potrebbe avvenire, ad esempio se aumentassero le concessioni e le ulteriori restrizioni ai bagnanti e ai turisti.(v.p.)
Non sono scattate multe. «Per questa volta. Se li ritroviamo aperti con tutto il materiale sopra, saranno 165 euro a tavolino», hanno ammmonito i vigili.
La domenica successiva non si sono visti. Avrebbero, comunque, trovato tutto nelle regole. La novità, però, non è passata inosservata. Un gruppo misto nativi-turisti - portavoce Giuliano Checchi - ha deciso di esternare il proprio disappunto. Perchè in tanti anni non era mai accaduto ed ora sì? E poi c’è quella questione del decoro. Che non va giù. «Cosa ha di indecoroso una comunità di bagnanti quando ci sono manufatti fatiscenti mai demoliti nonostante gli annunci? E quando non c’è un bagno nei pressi tanto da dover fare centinaia di metri per raggiungerlo? C’è, invece, - prosegue Checchi - il corridoio a mare della scuola di vela, allargato smisuratamente fino ad arrivare a circa 130 metri, in contrasto con tutte le regole che impongono di delimitare questo spazio. Cosa che accade in tutte le altre spiagge dove esiste una scuola analoga a cui vengono assegnati metri sufficienti per uscire in mare. Qui, invece, di fatto si è limitato lo spazio della balneazione», aggiunge Checchi.
Che si domanda, insieme agli altri che hanno aderito alla segnalazione giunta in redazione, cosa stia succedendo a Piombino.
«Perché - si legge nella nota - oltre all’infausta posizione dell’amministrazione comunale sulla allarmante situazione del lavoro, ci si preoccupa, in modo ridicolo e sbagliato, non solo di restringere le libertà sociali a Baratti, ma anche di costruire 36 orti nella località Vallone a Salivoli senza interpellare le numerosissime famiglie che ci vivono. Ma non dovrebbe essere consuetudine consultare i cittadini prima di ogni cambiamento strutturale della città e decidere insieme soluzioni ambientali della comunità?».
Il gruppo ha cercato di contattare inutilmente il Comitato nato alcuni anni fa, “Giù le mani da Baratti”, per denunciare cosa sta avvenendo e cosa potrebbe avvenire, ad esempio se aumentassero le concessioni e le ulteriori restrizioni ai bagnanti e ai turisti.(v.p.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
