Il Tirreno

La uova di tartaruga stanno per schiudersi

La uova di tartaruga stanno per schiudersi

L’evento atteso in questi giorni. Piazzata sul posto una webcam per poter filmare la nascita

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CAMPO NELL’ELBA . Ogni notte, ogni ora potrebbe essere quella giusta, ma c’è troppo rumore e poi la sabbia resta ancora troppo calda, anche se il sole è tramontato. Lo afferma Legambiente che monitora minuto per minuto il luogo in cui Federica, l’ormai famosa tartaruga caretta caretta, ha deposto le uova sulla spiaggia di Campo. «E lunedì erano in corso i festeggiamenti del patrono – dice Umberto Mazzantini, di Legambiente che insieme ai volontari dell’associazione Racchetta presiedono il sito – E poi non si è verificato lo sbalzo termico tra la camera dove sono state deposte le uova e l’esterno. La sabbia rimane ancora calda. Per facilitare la schiusa dovrebbe abbassarsi di qualche grado la temperatura esterna». E intanto il parco nazionale rende noto come seguire, attraverso la webcam puntata sul corridoio che dovrebbe essere percorso dai piccoli, per raggiungere il mare.

In questa maniera è possibile assistere all’evento eccezionale, considerando che è il primo caso di nidificazione di caretta caretta così a nord nel Mediterraneo. «Stiamo assistendo – continua ancora Umberto Mazzantini – a una serie di circostanze davvero anomale. Oltre alla scelta del luogo, c’è anche l’attesa della schiusa. Ora che siamo entrati nella fase di luna piena, ogni notte potrebbe essere quella buona per assistere al battesimo del mare delle tartarughine. Ma quando questo quando avverrà, non lo sappiamo affatto. Siamo uttti in attesa del lieto evento». Occhi puntati allora sulla sabbia che è stata recintata per osservare se ci sono dei piccoli avvallamenti, impercettibili movimenti che dimostrerebbero un inizio della schiusa; e si aspetta che la sera la temperatura si abbassi un po’. Nei prossimi giorni sono attese a Campo le ragazze del gruppo Tartamare che resteranno in loco diversi giorni, allo scopo di seguire la vicino gli sviluppi della nidiata. «Tutto non finirà con i piccoli che raggiungeranno il mare. Una volta liberato, si scaverà il nido e gli esperti raccoglieranno i gusci per studiarli con le moderne attrezzature. Si arriverà a stabilire la genetica di questi piccoli esseri del nostro mare e anche conoscere quanti sono stati i maschi e quante le femmine ospiti lì dentro. Si sa che le tartarughe sono abitudinarie: una volta adulte sono solite raggiungere i luoghi in cui sono nate per deporre le uova». (l.c.)
 

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