Il Tirreno

"Elbani da sopprimere": un post su Facebook scatena il finimondo

La spiaggia delle Ghiaie all'isola d'Elba
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La spiaggia delle Ghiaie all'isola d'Elba

Professionista pratese commenta una denuncia pubblica per una multa: "Lavorano solo due mesi all’anno, poi si accontentano di sussidi"

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PORTOFERRAIO. «Gli elbani sono teste di... vivono da secoli lavorando due mesi e usufruendo di sussidi... andrebbero soppressi»: il commento è di una professionista pratese (non mettiamo il nome perché dopo vari tentativi non siamo riusciti a contattarla), scritto sotto al post di una giornalista elbana-fiorentina che denunciava un fatto avvenuto alle Ghiaie. Il commento è stato poi rimosso dalla stessa giornalista, quando sulla professionista e sulle sue parole si è scatenato il finimondo. Con mezza isola che le se è scagliata contro, con parole altrettanto dure.

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«Spero tu ti renda conto di quello che hai scritto – ha commentato, fra gli altri, Manola –, mi pare brutto e fuori luogo. Però gli 11 “mi piace” mi fanno rabbrividire». E ancora Lella: «L’episodio avvenuto è spiacevole, ma il tuo commento è del tutto inutile». Qualcuno ha anche condiviso il commento dell’avvocatessa e lo scontro elbano-pratese si è piano piano diffuso, come tutto quello che avviene sui social. Non mancando neppure chi ha scelto l’ironia: «Ma come due mesi – ha scritto Daniele –! Da maggio a settembre sono almeno cinque...». Tutto era nato da un post di Patrizia Menghini, giornalista di Rtv38 Firenze, che aveva denunciato di aver preso una multa alle Ghiaie, accompagnando la madre disabile in spiaggia. Roba di dieci minuti ma, nonostante avesse il permesso per i disabili, al ritorno ha trovato la multa.

«Portoferraio, ore 10.24 – questo il post –, nessun posto auto libero (compresi i due riservati ai disabili). Lascio per 10 minuti la macchina con regolare e (ben esposto) contrassegno davanti alla catena delle Ghiaie per consentire la discesa della mia mamma invalida. Ore 10.34, sistemata la mamma sul lettino in spiaggia, torno alla macchina per parcheggiarla regolarmente e la trovo multata. “Perché il tesserino non era visibile... ma anche perché avrebbe potuto intralciare il passaggio di un'ambulanza”. E poi “ci sono tanti furbi che parcheggiano con il contrassegno disabile senza esserlo” (che c'entro io???) “faccia ricorso”.

Queste le risposte ottenute della Polizia Municipale di Portoferraio, evidentemente impegnata a ingrassare le casse comunali, anche elevando multe a chi prova a regalare a una persona gravemente ammalata qualche ora di gioia e di fresco in riva al mare. Chi conosce questa spiaggia sa di cosa parlo e che dista appena dieci metri dal parcheggio, bastava sporgersi per rendersi conto. W l'Italia. W l'Elba! E ditelo senza ipocrisie, questi disabili, lasciamoli marcire a letto ben nascosti». Patrizia adesso cercherà di farsi togliere la multa. Ma, alla fine, potrebbe anche pagarla. «Vedremo – ci ha detto –. Intanto, quando ho visto cosa stava accadendo, ho rimosso il commento offensivo di quella donna. Che, peraltro, neppure conosco. Fra l’altro sono elbana anche io». (g.f.)
 

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