Il Tirreno

«Non consentiremo questo scempio»

di Luigi Cignoni
«Non consentiremo questo scempio»

Faro trasformato in albergo: gli ambientalisti rimandano al mittente le accuse di complotto e non mollano

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MARCIANA . Non si è fatta attendere la risposta di Legambiente e Italia Nostra arcipelago toscano in merito al progetto di riqualificazione per la struttura ex militare di Patresi che si era aggiudicato la società Alfa Promoter.

La quale era arrivata a supporre che, dietro la posizione assunta dalle associazioni ambientaliste più famose d’Italia, ci fossero interessi privati sulle future sorti del faro di Punta della Polveraia.

«Ipotesi farneticanti»: così sono definite tali illazioni dagli ambientalisti. «Spericolate». Che dimostrano da parte degli estensori della nota poca dimestichezza con le posizioni ambientaliste.

«A tal punto – aggiungono – da scrivere Lega Ambiente, anziché Legambiente, non esimendosi dal dare alle nostre due importanti sezioni locali lezioni di cultura e di etica ambientale, arrivando poi a definire i nostri rappresentanti locali sedicenti».

La società aggiudicatrice del progetto aveva così puntualizzato: «Il bando di gara indetto dalla Marina militare, dal Ministero della Difesa e da Difesa servizi era nato con l’obiettivo di valorizzare 15 strutture militari quali fari, torri ed edifici costieri italiani, sottraendoli al degrado attraverso la realizzazione di idee imprenditoriali di qualità, sostenibili e capaci di creare valore economico e sociale, con ricadute occupazionali per tutto il territorio. La gara per il faro di Punta Polveraia è stata vinta da un’associazione di imprese elbane e livornesi, il cui obiettivo dichiarato era quello di far sì che anche il faro di Patresi diventi un posto magico, suscettibile di creare valore indotto all’intero territorio elbano».

Ma più sotto Alfa Promoter faceva allusioni a un possibile contatto tra le associazioni ambientaliste e la società privata che aveva partecipato alla gara e che si era piazzata al secondo posto.

«Lasciamo perdere le ridicole ricostruzioni complottistiche – rispondono Legambiente e Italia Nostra – Ricordiamo agli estensori della nota che Legambiente e Italia Nostra non hanno mai nominato nel comunicato le vicende che coinvolgono i concorrenti alla gara sul Faro di Patresi. Ma si sono attenute a dare solo un giudizio dal punto di vista ambientale e paesaggistico dell’insostenibile progetto presentato, che ora ci si dice copiato da uno presentato in Sardegna. Come se questo consentisse di trasformare il Faro di Patresi in un eco mostriciattolo».

Entrando poi nello specifico gli ambientalisti così continuano: «Quello di cui siamo sicuri – dicono – è che quanto proposto per trasformare il Faro di Punta Polveraia in qualcos’altro è in contrasto con gli strumenti urbanistici del Comune di Marciana, col Piano del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, con i vincoli paesaggistici ricadenti sull’area, con il Piano Paesaggistico della Regione Toscana, con le Direttive Habitat e Uccelli e che non si capisce come sia stato possibile che tutto questo sia stato ignorato. Una cosa è il rispetto delle regole urbanistiche e ambientali sempre e in qualsiasi occasione, l’altra è la libera partecipazione o sostegno di chiunque a progetti che partecipano a bandi di gara su presupposti corretti».

E annunciano che si impegneranno nell’immediato perché venga evitato a Patresi e all’Elba uno “sfregio” simile. Intanto, nella sua pagina Fb, Beppe Tanelli, ex presidente del parco nazionale dell’arcipelago, annota: «Non credo proprio che questa oscenità abbia un futuro. Noi comunque – così chiude il post – non abbasseremo la guardia».

In definitiva la nota di Alfa Promoter sono solo ricostruzioni’offensive al limite della querela.

«Ma per il momento – concludono Legambiente e Italia Nostra – preferiamo ignorare, per non infierire».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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