Italia
Scoglio dell’Ogliera i volontari puliscono anche i fondali
Nella zona c’è un relitto di un mercantile affondato 45 anni fa «Abbiamo trovato maschere, bottiglie, anche pezzi di gomma»
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POMONTE. Dopo l'attività di beach litter, nella splendida Pianosa, Vele Spiegate di Legambiente e Diversamente Marinai ha cambiato scenario, concentrandosi sul monitoraggio per valutare la situazione dell'inquinamento dei fondali marini. Un volontario racconta che «Con questo obiettivo ci siamo mossi lungo la costa sud-occidentale dell'Isola d’Elba, lasciandoci portare da Gwaihir, la barca a vela di Diversamente Marinai, fino allo scoglio dell’Ogliera, una magnifica spiaggia di Pomonte, dove sul fondo è adagiata una vecchia nave mercantile naufragata 45 anni fa e rimasta lì per essere osservata dai turisti di oggi. Anche noi ci siamo tuffati, ma con l'obiettivo di osservare quanti rifiuti rimangono impigliati nelle praterie di Posidonia e nei fondali rocciosi». Una volontaria aggiunge: «Abbiamo trovato maschere, pezzi di gomma, bottiglie: purtroppo oggi è sempre più raro immergersi in un ambiente marino incontaminato. Ovunque, nei fondali da noi battuti, anche e in navigazione abbiamo trovato le tracce dell'uomo, soprattutto residui plastici (cassette di polistirolo, bottiglie, etc.)». Marco Marmeggi di Diversamente Marinai spiega che «Con l'attività di Marine Litter il rifiuto viene individuato e ne viene registrata la posizione mediante l'utilizzo del GPS, catalogato al fine di poter utilizzare il dato per scopi scientifici. Quando i rifiuti sono di grandi dimensioni ci si avvia anche al recupero in mare. in navigazione verso l’Ogliera abbiamo recuperato 4 bottiglie e 2 cassette di polistirolo. Questa inoltre è stata la prima settimana del progetto dedicata agli adulti, le precedenti quattro settimane del campo sono state dedicate ai ragazzi dai 15 ai 17 anni, i dati rilevati dai ragazzi in formato cartaceo in queste settimane, vengono convertiti da noi adulti in formato elettronico, per un utilizzo ulteriore e successivo». Una ragazza in maglietta gialla conclude: «La giornata è finita, e noi, componenti del campo, siamo qui a bordo insieme, precedenti sconosciuti, che con un fine comune ci siamo ritrovati a condividere lo spazio angusto di una barca a vela, a lavorare uno accanto all'altro, ma soprattutto a viverci l'un l'altro e a scoprirci, sperando che i nostri gesti - oggi così anonimi - possano servire a noi e per gli altri». Il progetto Vele Spiegate, che vede Acqua dell’Elba e Novamont come main partner, è realizzato grazie al cofinanziamento del Parco nazionale dell'Arcipelago toscano, al patrocinio di Enea, Regione Toscana e Università di Siena e gode del sostegno tecnico di Esa, Esaom Cesa, Moby, TraghettiLines e Associazione Albergatori Isola d'Elba. Il Tirreno è media partner.
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