Sicurezza
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E “L’intrepido cavatore” resta in cantina
CAPOLIVERI. È passato un anno da quando è giunta dall’Australia con un tormentato viaggio via nave, ma invece di essere esposta si trova ancora custodita in una cantina. Stiamo parlando di nuovo...
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CAPOLIVERI. È passato un anno da quando è giunta dall’Australia con un tormentato viaggio via nave, ma invece di essere esposta si trova ancora custodita in una cantina. Stiamo parlando di nuovo della statua bronzea alta un metro e 80, chiamata “L’intrepido cavatore”, che l’anziano artista capoliverese Giorgio Faggioni, emigrato da lustri nel paese dei canguri, ha consegnato al Comune retto da Ruggero Barbetti, dopo lunghe trattative, diremo più complesse del viaggio. Il monumento, simbolo del lavoro millenario dell’uomo nelle miniere dell’isola, è stato alla fine accettato disponendo il pagamento di 19mila euro, anche in base a vecchi accordi. Non solo, l’opera è stata anche valutata e verificata nel suo valore con una perizia di Sandra Roca Rey, impegnata a livello nazionale ma anche al museo Louvre di Parigi, la quale ha fornito una relazione che ha stabilito definitivamente un pieno ok all’opera dello scultore e pittore.
«Nonostante tutto ciò - commenta l’artista - ancora la statua non è stata collocata e la devo tenere in un’ex cantina, perché non vengono prese in considerazione le mie proposte che cercano di realizzare la migliore valorizzazione dell’opera nella sua esposizione».
Nel frattempo anche l’associazione culturale Maggy Art, che agisce nel paese collinare, ha preso in considerazione l’acquisto del monumento per collocarlo nel Museo della vecchia miniera di Calamita, ma anche in questo Faggioni non è ancora riuscito a realizzare un’intesa. I mesi passano e la vicenda pare diventare una telenovela senza fine. L’85enne artista nel passato ha pure minacciato di riportare il monumento a Melbourne. Che sia il caso di attuare un valido compromesso per attuare un lieto fine alla vicenda e poter ammirare la statua, piaciuta pure all’esperta del Louvre?
«Nonostante tutto ciò - commenta l’artista - ancora la statua non è stata collocata e la devo tenere in un’ex cantina, perché non vengono prese in considerazione le mie proposte che cercano di realizzare la migliore valorizzazione dell’opera nella sua esposizione».
Nel frattempo anche l’associazione culturale Maggy Art, che agisce nel paese collinare, ha preso in considerazione l’acquisto del monumento per collocarlo nel Museo della vecchia miniera di Calamita, ma anche in questo Faggioni non è ancora riuscito a realizzare un’intesa. I mesi passano e la vicenda pare diventare una telenovela senza fine. L’85enne artista nel passato ha pure minacciato di riportare il monumento a Melbourne. Che sia il caso di attuare un valido compromesso per attuare un lieto fine alla vicenda e poter ammirare la statua, piaciuta pure all’esperta del Louvre?
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