Sicurezza
Rebrab, una presenza ingombrante
I soggetti interessati puntano su una trattativa con Nardi e intanto la Uilm chiede al governo di cercare un’alternativa
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PIOMBINO. Una presenza ingombrante, quella di Issad Rebrab. Si rafforza la convinzione che i soggetti industriali interessati al progetto Piombino lo considerino un ostacolo. E punterebbero su una trattativa diretta con il governo e il suo commissario, Piero Nardi.
Secondo alcune fonti, le cifre richieste dal magnate algerino per rientrare dall’investimento sarebbero sproporzionate se rapportate alle condizioni di uno stabilimento fermo.
Altro elemento non secondario per preferire un rapporto diretto con il commissario, è quello della logistica. Settore che Aferpi ha organizzato in un’azienda separata, la Piombino logistics, nata per operare sul pontile Acciaierie e, in futuro, nelle altre attività portuali collegate al piano.
Chiunque subentri nella gestione degli impianti, però, dovrà poter contare almeno su una parte delle strutture portuali. Trattare con Nardi potrebbe facilitare le cose anche da questo punto di vista.
Le voci di un rinnovato interesse di Jindal dopo l’incontro di un suo rappresentante con il presidente della Regione, Enrico Rossi, hanno rimesso in campo le altre manifestazioni di interesse già espresse in passato. A partire da quella di Voestalpine, il gruppo austriaco che dalla prossima settimana fornirà ad Aferpi 4 mila tonnellate di blumi per il treno rotaie. Il quantitativo arriverà per ferrovia in quattro volte. Sì e no tre giorni di lavoro.
Anche il nome di Danieli rimane tra gli scenari. Anzi, c’è chi parla di un suo rafforzamento. Che includerebbe la condizione della trattativa diretta con Nardi.
Intanto la Uilm a livello nazionale e locale, esprime forti preoccupazioni. «Abbiamo considerato positivo che il governo abbia dettato delle tempistiche certe ed assicurarsi che gli impegni presi vengano mantenuti, così come è stato decisamente positivo avere prolungato fino al 30 Giugno 2019 il periodo di sorveglianza. Per noi - prosegue il sindacato - quello è stato un nuovo punto di partenza e non certo di arrivo. Ora è fondamentale vigilare costantemente visto che la violazione degli impegni sulla ripresa produttiva, alla ricerca del partnership ed alla presentazione del piano industriale costituiscono grave inadempimento e quindi causa di risoluzione. Ad oggi non abbiamo nessuna informazione né in merito a trattative con eventuali partnership né in merito ad arrivo navi di semi prodotti. Questa assoluta mancanza di informazioni è preoccupante e inaccettabile».
«Riteniamo - si aggiunge - che, col persistere dell’attuale condizione di incertezza il governo si debba da subito adoperare nel ricercare una soluzione alternativa, a partire dalla siderurgia, da proporre a Cevital, anche prima delle scadenze. Il Ministero - chiude il sindacato - verifichi subito la concretezza dell’interesse da parte di altri soggetti industriali siderurgici, a partire da quelli che hanno già manifestato, più o meno palesemente, la volontà di investire sulla ex Lucchini».(v.p.)
Secondo alcune fonti, le cifre richieste dal magnate algerino per rientrare dall’investimento sarebbero sproporzionate se rapportate alle condizioni di uno stabilimento fermo.
Altro elemento non secondario per preferire un rapporto diretto con il commissario, è quello della logistica. Settore che Aferpi ha organizzato in un’azienda separata, la Piombino logistics, nata per operare sul pontile Acciaierie e, in futuro, nelle altre attività portuali collegate al piano.
Chiunque subentri nella gestione degli impianti, però, dovrà poter contare almeno su una parte delle strutture portuali. Trattare con Nardi potrebbe facilitare le cose anche da questo punto di vista.
Le voci di un rinnovato interesse di Jindal dopo l’incontro di un suo rappresentante con il presidente della Regione, Enrico Rossi, hanno rimesso in campo le altre manifestazioni di interesse già espresse in passato. A partire da quella di Voestalpine, il gruppo austriaco che dalla prossima settimana fornirà ad Aferpi 4 mila tonnellate di blumi per il treno rotaie. Il quantitativo arriverà per ferrovia in quattro volte. Sì e no tre giorni di lavoro.
Anche il nome di Danieli rimane tra gli scenari. Anzi, c’è chi parla di un suo rafforzamento. Che includerebbe la condizione della trattativa diretta con Nardi.
Intanto la Uilm a livello nazionale e locale, esprime forti preoccupazioni. «Abbiamo considerato positivo che il governo abbia dettato delle tempistiche certe ed assicurarsi che gli impegni presi vengano mantenuti, così come è stato decisamente positivo avere prolungato fino al 30 Giugno 2019 il periodo di sorveglianza. Per noi - prosegue il sindacato - quello è stato un nuovo punto di partenza e non certo di arrivo. Ora è fondamentale vigilare costantemente visto che la violazione degli impegni sulla ripresa produttiva, alla ricerca del partnership ed alla presentazione del piano industriale costituiscono grave inadempimento e quindi causa di risoluzione. Ad oggi non abbiamo nessuna informazione né in merito a trattative con eventuali partnership né in merito ad arrivo navi di semi prodotti. Questa assoluta mancanza di informazioni è preoccupante e inaccettabile».
«Riteniamo - si aggiunge - che, col persistere dell’attuale condizione di incertezza il governo si debba da subito adoperare nel ricercare una soluzione alternativa, a partire dalla siderurgia, da proporre a Cevital, anche prima delle scadenze. Il Ministero - chiude il sindacato - verifichi subito la concretezza dell’interesse da parte di altri soggetti industriali siderurgici, a partire da quelli che hanno già manifestato, più o meno palesemente, la volontà di investire sulla ex Lucchini».(v.p.)
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