Il Tirreno

A scuola nella fattoria degli animali

di Claudia Guarino
A scuola nella fattoria degli animali

A Campiglia una delle 5 aziende didattiche toscane. Anna Lombardi: «I bimbi giocano e imparano»

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VAL DI CORNIA. Imparare dalla natura, accarezzando le caprette e dando la caccia alle uova tra gli orti e l’erba dei campi.

Giocare con la macina, capendo il processo di produzione dei cereali, dalla spiga alla farina. Conoscere gli animali, scoprendo le curiosità nascoste, legate alle loro abitudini. La campagna è agricoltura, produzione, allevamento, agriturismo, ma può anche diventare un posto educativo, attraverso, ad esempio, la fattoria didattica, un luogo in cui sono organizzate iniziative miranti a diffondere nei bambini la conoscenza delle attività legate alla terra.

La natura, in questo modo, può diventare meta di un turismo diverso, che ha un occhio di riguardo per i più piccoli, in particolare per quelli che, venendo dalla città, talvolta non conoscono l’origine degli alimenti e le caratteristiche degli animali. In provincia di Livorno le aziende presenti nella rete delle fattorie didattiche della Toscana, registrate sul sito di Artea, sono cinque. Una di esse si trova nel Comune di Campiglia Marittima, in via degli Affitti. Si chiama Il Vecchio pozzo ed è un agriturismo e un’azienda agricola biologica, oltre che un luogo di educazione alla campagna. «L’azienda esiste da tantissimi anni – dice Anna Lombardi, titolare dell’attività-, l’agriturismo è nato nel 1998, siamo invece diventati una fattoria didattica da un paio d’anni. Ho pensato che potesse essere un modo per avvicinare i bambini alla campagna, spiegando loro le caratteristiche delle colture e facendoli giocare con la natura. I bimbi si appassionano, fanno molte domande e tornano a casa arricchiti». Una volta oltrepassato il cancello della tenuta i piccoli visitatori possono osservare i recinti con gli animali, scoprendo le loro abitudini e le caratteristiche peculiari. Galline, papere e caprette corrono qua e là, osservate da lontano dai due asinelli di casa. Mentre ascoltano i racconti degli adulti, i bambini accarezzano il manto degli animali e, qualche volta, danno loro del cibo. Ma apprendono anche informazioni sulla flora della fattoria, imparando a fare l’orto, osservando il funzionamento della macina che trita i cereali e allenandosi a riconoscere le erbe aromatiche. «Quest’anno sono venute diverse classi delle scuole elementari di Donoratico, Venturina e San Vincenzo, ma sono anche capitate singole famiglie – dice Lombardi –. Per loro è divertente venire a contatto con il mondo della campagna e a volte rimangono stupiti quando conoscono da vicino animali o piante che credevano diversi». Qualche volta li vedi correre nei campi o tra gli alberi alla ricerca delle uova, seguendo gli indizi di una caccia al tesoro che ha lo scopo di insegnare loro a distinguerne i diversi tipi. «Sono felice di poter trasmettere qualcosa ai più piccoli. Vengo da una tradizione scout e ho nel sangue il legame con la natura e l’attenzione verso i bambini. Secondo me, poi, è anche importante, per loro, capire che dietro ciò che mangiano c’è il lavoro e che i prodotti della terra vengono coltivati con fatica. Credo che anche questo sia un concetto dal valore educativo». La famiglia di Anna Lombardi conta diverse generazioni di agronomi, perciò il legame con la terra è cementato nella sua essenza. Lei è laureata in agraria, coltivatrice diretta e imprenditrice agricola. Ma non tutto ciò che ha costruito all’interno della fattoria didattica è farina del suo sacco. Molte delle idee sono state, infatti, ispirate da sua figlia Sofia Petri e dal marito di lei, Lorenzo Plutino. Sofia è riuscita a trasmettere il suo amore per la campagna e per gli animali anche a Lorenzo, un ragazzo romano appassionato di musica e poesia. «Vivendo qui – dice – ho imparato ad amare la natura anche io». I due ragazzi hanno intenzioni serie con il mondo della campagna, gestiscono parte dell’azienda di famiglia, la Santa Maria Ssa, e, per il loro futuro, vogliono investire sulla terra. «Siamo molto felici – dice Sofia – perché abbiamo presentato un progetto alla Regione Toscana, tramite il bando per giovani agricoltori previsto dal piano di sviluppo rurale, e siamo risultati finanziabili. Abbiamo puntato molto su agricoltura biologica e ulivi e vorremmo aprire anche noi un agriturismo». Li salutiamo lasciandoci alle spalle campi di girasoli, aratri antichi e un grande gatto grigio accoccolato sulla sedia di vimini.

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