Sicurezza
Terre Rosse, folla all’assemblea ora si cerca un compromesso
Oltre 150 proprietari di piccole barche e numerosi turisti all’incontro a Colmata. Fernando Dami: «Troppe cose non vanno, ma intanto proviamo a salvare la stagione»
PIOMBINO. Si va verso un compromesso al porticciolo di Terre Rosse, un compromesso che consenta di salvare la stagione. E poi di mettersi, con calma, a un tavolo, per organizzare meglio la prossima.
L’assemblea di sabato 29 all’Arpat di Colmata è stata molto partecipata. E, oltre ai circa 120 membri del comitato che protesta contro la nuova gestione, c’erano anche una trentina di nuovi “simpatizzanti” che avevano letto dell’incontro sul Tirreno. Ma molti altri dei restanti 400 diportisti che hanno la barca stanno prendendo contatti, mentre alcuni hanno lasciato e si sono spostati a San Vincenzo e Scarlino.
C’era anche l’avvocato dei diportisti, Luigi Murciano, dello studio Giovannini & Partners di Pisa che, nei prossimi giorni, avrà un incontro con i titolari della socieà di gestione l’Aurora (60% Gianni Carbocci, figlio di Franco, 40% Giuseppe Sciacca). L’obiettivo è limare qualcosa dalla quota annuale e poi riscrivere da capo l’accordo.
«In effetti eravamo davvero molti – dice Fernando Dami, il portavoce del gruppo –, ma c’erano anche dei nuovi, che avevano saputo dell’incontro, oltre a numerosi turisti che stanno pensando concretamente di andare a portare le proprie barche da un’altra parte. E sono emersi tutti i problemi che contestiamo da tempo».
Uno dei problemi principali è il mancato dragaggio del canale, che doveva esser fatto già da mesi e che è necessario dopo che l’alluvione, nell’ottobre di due anni fa, portò sabbia e sassi.
«I soldi li hanno presi ma i lavori non gli hanno fatti. È chiaro che ci aspettiamo, da parte loro, un po’ più di senso di responsabilità».
All’incontro c’era anche l’assessore del Comune Claudio Capuano, che è anche dirigente dell’Autorità portuale. Quest’ultima, infatti, sarebbe interessata a rilevare dalla Provincia l’area demaniale ora in concessione all’Aurora.
«Anche l’assessore ha chiesto con forza che si vada a trovare un accordo, anche perché questo porticciolo è importante anche per Piombino. In effetti è ridicolo e paradossale che una città che vuole puntare in modo concreto sul turismo veda andar via dei diportisti perché non hanno i servizi che chiedono».
I problemi sono legati anche alla gestione dei bagni e di acqua e corrente. «Ai bagni ci sono le schede per entrare. La corrente e l’acqua sono regolati da timer, quando avremmo il diritto ad averli senza limiti. Capisco che ci siano dei problemi, ma quelli che pagano, come noi, devono essere trattati in modo diverso».
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