Lutto
Blitz all'alba della Guardia costiera: "sparecchiate" le spiagge
Elba: alle proteste e alle numerose segnalazioni hanno fatto seguito i sequestri e le sanzioni della Capitaneria di porto. Rimosse decine di ombrelloni e sdraio dagli arenili
PORTOFERRAIO. Alle proteste e alle numerose segnalazioni hanno fatto seguito i sequestri e le sanzioni della Capitaneria di porto. Il fenomeno delle “spiagge apparecchiate”, documentato solo pochi giorni fa da un reportage del Tirreno, ha subìto un duro colpo nelle scorse ore ad opera della capitaneria di porto di Portoferraio e degli uffici del compartimento marittimo che, nelle prime ore di giovedì 27, hanno effettuato un’intensa attività di controllo per liberare le spiagge dell’isola da occupazioni illecite. Stiamo parlando, per intendersi, delle spiagge apparecchiate dai bagnanti già dalla sera precedente: una pratica odiosa e antipatica messa in campo da turisti e residenti che vogliono accaparrarsi il posto migliore in spiaggia, senza doversi svegliare presto la mattina.
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L'operazione della Guardia costiera
L’operazione è stata avviata alle prime luci dell’alba ed è terminata a mattinata inoltrata, interessando diverse zone dell’isola. In particolare, i militari in servizio presso il comando di Portoferraio hanno setacciato le spiagge di Lido di Capoliveri, Lacona, Biodola, Padulella, Campo all’Aia, Capo Bianco, Bagnaia, Magazzini ed Enfola sequestrando 25 ombrelloni, 23 lettini, vari teli da mare ed altre attrezzature balneari.
Contemporaneamente, l’ufficio locale marittimo di Rio Marina ha ispezionato le spiagge di Lungomare Kennedy, San Bennato, Le Fornacelle, Cala Seregola, Topinetti e Frugoso dove sono stati sequestrati 3 ombrelloni, 6 picchetti e 7 basi per ombrelloni. Allo stesso modo i militari della delegazione di spiaggia di Marina di Campo hanno proceduto al sequestro di 14 ombrelloni, 2 lettini in alluminio, 9 sedie sdraio e 11 teli da mare nelle spiagge di Cavoli, Seccheto e Marina di Campo.
Le aree sottoposte a controllo erano state occupate abusivamente per circa 300 metri quadrati complessivi da ignoti, che hanno lasciato incustodite le attrezzature balneari dopo il tramonto, per potersi assicurare così la zona di spiaggia libera per il giorno successivo.
Inoltre, per quanto riguarda l’attività di polizia demaniale svolta in tutta l’isola (Marina di Campo, Rio Marina, Portoferraio) sempre per garantire la libera fruizione delle spiagge, nel corso degli ultimi dieci giorni sono state denunciate alla autorità giudiziaria più di dieci persone per occupazione abusiva del demanio marittimo e per l’illecita realizzazione di opere. Sono stati compiuti inoltre sei sequestri penali, tra cui 50 attrezzature balneari, 4 natanti e 750 metri quadrati di strutture che occupavano abusivamente l’arenile pubblico.
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Il Comune: «No all’ombrellone selvaggio»
Sul caso delle spiagge apparecchiate si è esposto in prima linea anche il Comune di Campo nell’Elba. «Tale pratica è espressione di maleducazione, di arroganza e di un concetto tanto personale quanto bieco di “res publica” – scrivono dall’amministrazione comunale – è purtroppo proprio l’ampia diffusione di tale pessima consuetudine che ne rende difficile il contrasto, anche a fronte delle limitate risorse umane a disposizione di chi è chiamato a ostacolare tale fenomeno. Purtroppo, a volte, non sono solo i bagnanti privati a operare tale pessima consuetudine ma anche operatori turistici, spesso approfittando della scarsa conoscenza delle regole da parte dell’utente. Giova quindi ricordare che le spiagge fanno parte del demanio marittimo e rappresentano un bene destinato alla comunità, inalienabile ed inespropriabile. È previsto dalla legge lo sfruttamento di limitate aree demaniali per finalità turistiche e commerciali purché non si comprometta la destinazione primaria ed intrinseca del bene pubblico. In altre parole, anche nei tratti in concessione, deve essere sempre disponibile l’accesso al mare e la battigia deve essere libera».
Per questo la nuova amministrazione campese si è impegnata a contrastare, a tutti i livelli, «tale pratica abusiva, al fine di permettere, ai propri graditi ospiti e concittadini, la massima fruizione delle splendide spiagge campesi».
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