Sicurezza
«Il tutor sulla Geodetica crea pericoli»
Scrive un lettore: convivono auto troppo lente e veloci. E per andare a Carlappiano gli alberi sono in strada
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PIOMBINO. Un nostro lettore, Alessandro Alcamo, ci ha inviato una sua riflessione sulla Geodetica e i limiti di velocità.
«Duole dover porre per l’ennesima volta l’attenzione sul binomio mobilità e sicurezza in Costa Est ma non è possibile rimanere indifferenti a ciò che si vede, specialmente quando sarebbe possibile compiere attività ordinarie per migliorare i livelli di sicurezza. Vi è poi anche un aspetto di immagine che, in un’area di cui tanto si decanta la vocazione turistica, andrebbe senz’altro tutelato. La scelta di un tutor come quello installato, per la verifica della velocità sulla Geodetica, abbinata all’imposizione di un limite molto contenuto, crea spesso condizioni paradossali che oltrettutto aggravano i rischi: i veicoli che devono transitare sulla Geodoetica per raggiungere Riotorto e Follonica (e quindi anche molti operatori professionali) devono procedere per un lungo tratto a 50 km/h, che in alcuni orari del giorno e della notte configurano una percorrenza già narrata in alcuni onirici film d’essai del cinena iraniano. Ma il fatto più grave è che in orari “normali” al suddetto traffico “lento” si somma quello di tutti coloro che, recandosi nelle varie zone balneari intermedie, possono “permettersi” di transitare alla velocità che più loro aggrada. Ne conseguono situazioni ad alto rischio. Ma il tema che mi preme particolarmente sottolineare va ancora oltre. Lasciata la Geodetica per raggiungere Carlappiano e Sterpaia, si raggiunge il vero paradosso. La strada ha di per sé una carreggiata ridotta e banchine inesistenti. Se poi non viene neanche minimamente curata la manutenzione della vegetazione a bordo strada la situazione diventa veramente ad alto rischio per tutti coloro che vi transitano. Come facilmente riscontrabile dalle foto risulta evidente come i rovi e un’intera fila di tamerici siano ormai entrati in strada provocando un’ulteriore riduzione della carreggiata utile creando tra l’altro rischi supplementari per ciclisti e motociclisti. La strada vede anche un notevole traffico pedonale che impegna anch’esso la carreggiata. Una via ciclabile e pedonale sarebbe più che opportuna, ma almeno si provveda alla potatura delle suddette piante invasive perché il rischio di collisioni fra pedoni, veicoli e vegetazione è davvero elevato. Se la manutenzione spetta ai privati, si imponga loro di intervenire con tempestività».
«Duole dover porre per l’ennesima volta l’attenzione sul binomio mobilità e sicurezza in Costa Est ma non è possibile rimanere indifferenti a ciò che si vede, specialmente quando sarebbe possibile compiere attività ordinarie per migliorare i livelli di sicurezza. Vi è poi anche un aspetto di immagine che, in un’area di cui tanto si decanta la vocazione turistica, andrebbe senz’altro tutelato. La scelta di un tutor come quello installato, per la verifica della velocità sulla Geodetica, abbinata all’imposizione di un limite molto contenuto, crea spesso condizioni paradossali che oltrettutto aggravano i rischi: i veicoli che devono transitare sulla Geodoetica per raggiungere Riotorto e Follonica (e quindi anche molti operatori professionali) devono procedere per un lungo tratto a 50 km/h, che in alcuni orari del giorno e della notte configurano una percorrenza già narrata in alcuni onirici film d’essai del cinena iraniano. Ma il fatto più grave è che in orari “normali” al suddetto traffico “lento” si somma quello di tutti coloro che, recandosi nelle varie zone balneari intermedie, possono “permettersi” di transitare alla velocità che più loro aggrada. Ne conseguono situazioni ad alto rischio. Ma il tema che mi preme particolarmente sottolineare va ancora oltre. Lasciata la Geodetica per raggiungere Carlappiano e Sterpaia, si raggiunge il vero paradosso. La strada ha di per sé una carreggiata ridotta e banchine inesistenti. Se poi non viene neanche minimamente curata la manutenzione della vegetazione a bordo strada la situazione diventa veramente ad alto rischio per tutti coloro che vi transitano. Come facilmente riscontrabile dalle foto risulta evidente come i rovi e un’intera fila di tamerici siano ormai entrati in strada provocando un’ulteriore riduzione della carreggiata utile creando tra l’altro rischi supplementari per ciclisti e motociclisti. La strada vede anche un notevole traffico pedonale che impegna anch’esso la carreggiata. Una via ciclabile e pedonale sarebbe più che opportuna, ma almeno si provveda alla potatura delle suddette piante invasive perché il rischio di collisioni fra pedoni, veicoli e vegetazione è davvero elevato. Se la manutenzione spetta ai privati, si imponga loro di intervenire con tempestività».
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